Posizione circolo Pd di Santa Cesarea su "Porto Miggiano".

I segretari di circolo di Santa Ceserea intervengono sulle polemiche relative ai lavori in corso sul costone di Porto Miggliano

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccePrima


Facendo seguito ai diversi articoli apparsi in questi giorni sulla stampa sulla vicenda "Porto Miggiano", i circoli del PD di Santa Cesarea intendono ribadire quanto segue:

· Il cantiere attualmente aperto riguarda i "Lavori di consolidamento del Costone Roccioso in Località Porto Miggiano" (- zona Spiaggetta), finanziato dalla giunta Vendola nel 2007 per un importo di 3 milioni di euro con l'obiettivo di mettere in sicurezza il Costone e aprire alla balneazione la "Spiaggetta" chiusa sin dagli anni 80 perché pericolante, nonostante un intervento di 500 milioni di vecchie lire negli anni 90. Si parla quindi di un intervento pubblico, finanziato con soldi pubblici e risulta dalla documentazione in nostro possesso, provvisto di tutti i pareri e nullaosta necessari. Sicuramente si può sostenere di mitigare l'impatto dell'opera sul paesaggio, ma non il fermo dei lavori.

Quello che si ritiene importante e inderogabile è che tale zona ( La Spiaggetta di Porto Miggiano) rimanga pubblica e alla libera balneazione , compresi i parcheggi e la strada di accesso alla stessa. Troppe sono state, Sindaco e maggioranza, in questi ultimi anni le già poche zone adibite alla libera balneazione dichiarate inagibili ( Fontanelle, Ciularo), compresa la vendita di comparti destinati alla realizzazione di attrezzature per la balneazione(Comparto 20).Non è sufficiente la sua dichiarazione a mezzo stampa, chiediamo un impegno di tutto il Consiglio Comunale.

· Con riferimento alle notizie stampa sullo "sfruttamento selvaggio del territorio, al deturpamento del paesaggio, all' incuria e all'abusivismo edilizio" si precisa quanto segue: Santa Cesarea è dotata di piano regolatore generale sin dagli anni 80 ( l'ultima variante al PRG è stata approvata nel 1992).

E' del tutto evidente che parliamo di uno strumento di pianificazione del territorio obsoleto di oltre un trentennio, che non è in grado di cogliere appieno le diverse "sensibilità" ambientali sviluppatasi nel corso degli anni, che non è in grado di rispettare gli aspetti urbanistici, ambientali e legislativi sopravvenuti, ed ancora, è il frutto di un modello di sviluppo turistico (megavillaggi, megacomparti, cittadella della salute ecc.), non rispondente appieno a quelle che sono delle dinamiche di questi ultimi anni.

La soluzione è la redazione di un nuovo PUG o l'adeguamento del vecchio PRG.

Il Sindaco e la sua maggioranza fanno finta di non capire e non sentire, dimostrando ancora una volta, se mai ce ne fosse bisogno, che quanto sostenuto nel programma di governo sono solo parole, cosi come quando è stato deliberato l'istituzione "dell'ufficio piano" (solo fumo negli occhi). Il Sindaco sostiene di non avere i fondi necessari per la sua redazione. Non sono necessari milioni di euro e comunque avete già un contributo regionale. Per cui anche questo è solo un pretesto.

I circoli invitano il segretario provinciale e tutti i consiglieri regionali del partito democratico a farsi carico, nelle sedi opportune, di questa problematica al fine di favorire una nuova programmazione del territorio che sia in grado di coniugare le diverse e nuove esigenze di sviluppo, con le nuove normative e le diverse sensibilità ambientali.

 

 

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