Case popolari e alloggi parcheggio, dalle verifiche spuntano anomalie

A giorni dovrebbe essere resa nota la graduatoria degli aventi diritto ad una sistemazione per ragioni di urgenza. Intanto proseguono i controlli successivi alle lettere per morosità: in alcuni casi immobili occupati da altre famiglie

Case parcheggio in via Pistoia.

LECCE – E’ questione di giorni e la graduatoria per le case parcheggio verrà pubblicata. Un primo passo verso la normalizzazione di un contesto che appare più che altro terra di nessuno, alla luce di una gestione amministrativa portata avanti per anni in assenza di regolamento, licenziato infine dal consiglio comunale nei mesi scorsi. Ma i punti critici sono ancora molti e il timore di alcuni consiglieri è che stia per esplodere una polveriera per troppo tempo compressa. La diffusione della graduatoria, infatti, potrebbe cozzare con la mancanza di alloggi disponibili.

Della questione, di cui si parla ciclicamente da anni, si è tornato a discutere nel corso della decima commissione, alla presenza di Francesco Goffredo, componente dell’Ufficio Patrimonio, che ha fatto il punto della situazione rispondendo alle sollecitazioni di Antonio Torricelli, del Partito democratico.

Gli immobili di proprietà del Comune sono 586; di questi 96 sono state destinati sin dall’inizio come “case parcheggio”, ma altre, nel corso del tempo, sono state convertite all’occorrenza e assegnate di volta in volta.  Secondo il nuovo regolamento gli assegnatari potranno restarci per un anno, e l’eventuale proroga – al permanere dei requisiti – sarà di altri dodici mesi. Il numero degli appartamenti disponibili dipende, in concreto, da quanti degli attuali occupanti hanno i titoli per continuare a viverci.  Un dato che potrà essere certo al termine della verifiche ma che sta già creando non poche preoccupazioni stante una situazione confusa e consolidata.

Una questione più generale riguarda le morosità maturate tra i beneficiari delle case popolari, assegnate con apposita graduatoria. L’amministrazione dovrebbe riscuotere circa 800mila euro all’anno, ma negli ultimi anni – ha sottolineato Torricelli – ha incassato solo 150mila euro. Il Comune ha concesso agli inquilini morosi la possibilità di rateizzare: si parla di cifre esigue, anche di 25 euro al mese, ma che moltiplicate per un periodo di tempo esteso diventano somme pesanti per nuclei in difficoltà. Gli inquilini sono stati convocati, uno ad uno.

La stima riportata in commissione è approssimativa, ma delle circa 250 lettere inviate (più volte), hanno risposto in circa 160 concordando il pagamento a rate. Per coloro che mancano all’appello scatta automaticamente la procedura di verifica, tramite gli agenti di polizia locale: in quattro casi, gli immobili risulterebbero occupati da famiglie diverse da quelle assegnatarie.

Un altro interrogativo posto da Torricelli riguarda l’eventuale concessione di immobili comunali, ma non di edilizia popolare. A che titolo sono stati dati? Il funzionario ha risposto che le assegnazioni più recenti, una o due, hanno riguardato beni confiscati alla criminalità e, in una delle prossime sedute, dovrebbe essere verificato anche l’iter seguito in questi casi.

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