Frazione organica, ritiro a singhiozzo: le buste devono essere compostabili

Sabato, presso più utenze domestiche, la raccolta non è stata fatta perché i sacchetti biodegradabili non sono i più adatti per il compostaggio. Presto una nuova ordinanza del settore Ambiente

Un contenitore per la frazione umida.

LECCE – La raccolta della frazione umida deve avvenire in buste compostabili e non semplicemente biodegradabili. La convinzione che si tratti di sinonimi è, infatti, errata: le prime non solo si riducono, in un certo periodo di tempo, in composti chimici semplici, cosi come le seconde, ma a differenza di quelle si disintegrano del tutto.

La precisazione è doverosa perché nella mattinata di sabato alcuni contenitori di rifiuti organici di utenze domestiche non sono stati svuotati dal momento che i sacchetti non erano del tipo compostabile. Le indicazioni dall'azienda Monteco agli operatori sono precise e derivano dal fatto che nel nuovo impianto di conferimento di Manduria i parametri sono più stringenti tanto che, di recente, un mezzo carico di frazione organica è stato rispedito al mittente perché la parte non compostabile era superiore al dieci per cento del totale, soglia massima consentita per l’accettazione.

Il punto è che l’ultima ordinanza comunale indicava le buste biodegradabili come quelle adeguate per il materiale organico e il cittadino dunque non è inadempiente, ma in regola. Il perché è semplice, visto che il provvedimento è del 2018 ed è coerente con la filiera di conferimento in vigore prima del cambio di impianto. Sarà necessario dunque un nuovo atto del dirigente del settore Ambiente di Palazzo Carafa per riallineare la questione. Nella consapevolezza dell’attuale discrasia non sono state elevate sanzioni, che invece saranno possibili con l’ordinanza che verrà.

Intanto è opportuno adeguarsi quanto prima alla raccomandazione di utilizzare i sacchi compostabili che sono in distribuzione gratuita presso il front office di via Diaz (naturalmente si trovano anche in commercio). Per le utenze cosiddette “food”, cioè per i locali che fanno somministrazione di cibo, è stata organizzata una distribuzione straordinaria già il 20 marzo, presso l’Open Space di Palazzo Carafa.

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