Reddito di cittadinanza: il profilo dei beneficiari per definire i progetti di utilità

A Lecce i percettori sono 2009. Alcuni devono essere impiegati in attività di interesse pubblico per almeno otto ore settimanali da parte del Comune

LECCE - Prima di definire i "progetti di utilità collettiva" (Puc) nei quali impiegarli, gli uffici comunali tracceranno un profilo dei percettori del reddito di cittadinanza in modo da individuare ambiti di intervento coerenti con le abilità di soggetti. Questa è la strada tracciata oggi nella commissione Servizi Sociali (presidente Saverio Citraro): la normativa, infatti, prevede che i beneficiari del RdC debbano essere impiegati per almeno otto ore alla settimana in attività di pubblico interesse gestite dal Comune di appartenenza.

A Lecce sono poco più di 2mila i percettori, ma l'obbligo non ricade su disabili, over 65, studenti e su altre categorie di beneficiari. Si tratta dunque di capire quale sia la consistenza della platea interessata e quali caratteristiche abbia. Il capogruppo del Pd, Antonio Rotundo, nell'attesa dei risultati della profilazione, ha esortato alla realizzazione di progetti che possano avere ricadute positive sui bisogno concreti ed essenziali dei cittadini.

Si parla di "accompagnamento agli scuolabus degli studenti, di consegna della spesa, pagamento delle bollette, ritiro di farmaci in aiuto a persone anziane sole o a disabili, di attività di supporto per la raccolta rifiuti e di informazione sulla raccolta differenziata, di gestione di corsi di doposcuola in ambito formativo e scolastico, di manutenzione del verde pubblico, in particolare dei parchi giochi per i bambini". In ogni caso, precisa la legge, non devono essere attività già svolte con altro tipo di personale impiegato dall'ente.

Baglivo, del M5S, incalza

Insoddisfatto però dell'andamento della seduta odierna il consigliere del M5S, Arturo Baglivo, per il quale si sta procedendo troppo lentamente, a Lecce come altrove: l'esponente pentastellato, infatti, ha messo in evidenza "un problema riguardante l’ambito territoriale sociale, che non corrisponde al solo comune di Lecce ma si estende ad altri nove, rendendolo, di fatto, poco efficiente rispetto ad energie, risorse e tempistiche in relazione alle esigenze del comune di Lecce; sarebbe diverso, dice, se l'ambito corrispondesse al solo territorio leccese, se Lecce fosse ambito a sé come tutte le altre grandi città pugliesi.

Il consigliere del M5S ricorda di aver posto la questione nell'ultimo consiglio comunale: “Abbiamo presentato una mozione per richiedere l’applicazione del decreto con progetti predisposti e presentati dal Comune, che seguano le linee politiche dettate dal dibattito consiliare, nella logica di una collaborazione fattiva che superi le barriere di maggioranza e minoranza. Il reddito di cittadinanza con i Puc rappresentano un atto innovativo e rivoluzionario nel percorso della costruzione di un sistema d welfare moderno, un patto rinsaldato tra Stato e cittadino che consente l’inclusione e il reinserimento nella vita sociale attiva".

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