Regione attacca Fse. E Michele Emiliano invoca più poteri di vigilanza

Ma intanto il Movimento 5 Stelle vuole le dimissioni dell'assessore ai Trasporti Giannini e Rocco Palese chiede un intervento risoluto del governo che "non ha esitato a salvare l'azienda dal dissesto"

LECCE – L’incidente ferroviario del Salento ha riaperto una ferita mai chiusa in Puglia. Ancora troppo fresco il ricordo dell’immane tragedia sull’Andria-Corato riguardante i treni della Ferrotramviaria, che si somma a una polemica eterna, più generica, sulle condizioni di salute delle Ferrovie Sud Est.

CINQUE STELLE: “GIANNINI SI DIMETTA” - A chiedere la testa dell’assessore ai Trasporti, Giovanni Giannini, sono gli otto consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle. “E’ solo un miracolo che non vi siano state vittime ma solo una quindicina di feriti. Ma questa è una situazione che non può più andare avanti”, tuonano i pentastellati, che citano lor loro numerose segnalazioni “sulle carenze anche strutturali” e sui “disagi creati dalle nostre ferrovie”. E aggiungono: “Il governo regionale non si è degnato neanche di rispondere ad una nostra mozione nella quale chiedevamo risposte su tutte le tratte ferroviarie pugliesi dopo il disastro del 12 luglio in cui hanno perso la vita ventitré persone”.

“Che fine fanno i soldi destinati all’agenzia regionale per la mobilità? Che fine fanno i soldi delle tasse dei pugliesi?”, si chiedono i 5 Stelle. “Passaggi a livello che rimangono aperti, treni fatiscenti e  in ritardo, personale carente e ora siamo arrivati ad un punto davvero inaccettabile, due gravissimi scontri di questo tipo sono davvero troppi: non è possibile che i cittadini debbano arrivare a temere per la loro vita ogni volta che salgono su un treno”. E ed è per questo che chiedono le dimissioni immediate dell’assessore di Giannini.

Una richiesta che alle orecchie del presidente del gruppo regionale del Partito democratico, Michele Mazzarano, suona irricevibile. “E' un atto di sciacallaggio politico - commenta a muso duro - dovuto probabilmente al nervosismo dopo la sconfitta elettorale”.

FONDI, L’ASSESSORE GIANNINI ATTACCA FSE - Il diretto interessato, intanto, a stretto giro svolge una ricostruzione, a margine dell’incidente di Galugnano, e spiega che con la “programmazione 2007-13 dei Fesr la Regione Puglia stanziò 83 milioni per la sicurezza ferroviaria, in particolare per il montaggio degli Scmt a bordo treno e a terra”.

 “Alle Ferrovie del Sud Est – prosegue - furono assegnati 36 milioni che la società ha utilizzato solo in minima parte, non avendo rispettato il termine di scadenza per l’utilizzo dei fondi Por. Le somme sono state quindi implementate fino a circa 60 milioni di euro e riprogrammate con i Fesr 2014-2020 e serviranno a mettere in sicurezza l’intera rete ferroviaria gestita da Fse”.

“Insieme a questi 60 milioni sono state programmate, sia con fondi europei che statali, le risorse necessarie a mettere in sicurezza l’intera rete ferroviaria pugliese, anche con la soppressione dei passaggi a livello”, continua Giannini. “La linea ferroviaria interessata dall’incidente – precisa ancora - è a binario unico, ma è attrezzata con il sistema di sicurezza “conta assi”, che in caso di linea già impegnata da un convoglio, fa scattare il semaforo rosso per altri treni sulla linea”. Anche per questo l’assessore ha richiesto alle Ferrovie del Sud est una dettagliata relazione sull’accaduto.

IMG-20170613-WA0047 (1)-3EMILIANO: “SICUREZZA, POTERI ALLE REGIONI” - Il presidente regionale Michele Emiliano, da par suo, rivendica per le Regioni poteri di vigilanza sulle ferrovie: “Oggi – dice - le Regioni non hanno per legge alcun potere per chiudere linee pericolose”.

“Lo scandalo delle Ferrovie Sud-Est i cui sviluppi giudiziari mi auguro possano accertare le responsabilità dei tanti che hanno spolpato una società della quale è stato azionista unico per decenni il Governo della Repubblica italiana – commenta Emiliano -, ha oggi contribuito oggettivamente alla mancata realizzazione, anche su quel tratto ferroviario, di sistemi di sicurezza per i quali la Regione Puglia aveva già messo a disposizione delle Ferrovie Sud-Est il denaro necessario”.

Una questione per la quale chiede che la Procura di Lecce “indaghi sino in fondo perché non possiamo accettare che il Salento in particolare e la Puglia in generale rimangano strette in una morsa nella quale le difficoltà della mobilità incidono non solo sullo sviluppo del territorio ma anche sulla sicurezza dei cittadini”.

Citando, poi, la tragedia del 12 luglio dell'anno scorso, Emiliano spiega: “Anche in quel caso la Regione Puglia aveva totalmente finanziato lavori di messa in sicurezza che avrebbero potuto evitare un bilancio così grave”.

Per quanto riguarda Fse, invece, Emiliano prosegue: “Dobbiamo registrare ancora una volta che le complesse vicende economiche, in questo caso di natura fallimentare e pre fallimentare, sono venute prima della sicurezza dei viaggiatori e del personale di bordo.  In una normale situazione di dissesto aziendale può essere normale sospendere i pagamenti ad un fornitore, ma se quest'ultimo sta realizzando su una linea ferroviaria un lavoro di messa in sicurezza questa sospensione non può essere accettata ed a nulla vale in compenso il limite di velocità di 50 chilometri orari imposto solo di recente dall'Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria”.

E allora, per lui è “assurdo che le Regioni italiane non abbiano alcun potere di vigilare ed eventualmente bloccare quelle linee ferroviarie che non risultino assolutamente sicure. Neanche la attribuzione all’Ansf della competenza sulla sicurezza delle linee ferroviarie regionali, ha risolto questo drammatico problema. Le Regioni purtroppo ancora non hanno per legge organi tecnici idonei alla vigilanza delle linee e poteri di sospensione dell’esercizio in tutti i casi di mancanza di adeguate garanzie di sicurezza”.

PALESE: “ORA BASTA, INTERVENGA IL GOVERNO” - "Adesso basta”, tuona il deputato Rocco Palese, vicepresidente della Commissione bilancio della Camera.  “L'incidente sulla linea delle Ferrovie Sud Est, a quasi un anno da quello mortale sulla linea di Ferrotramviaria impone alla Regione e al Governo di fare qualcosa, qualunque cosa per garantire la sicurezza dei passeggeri. E ora che Sud Est è di Ferrovie dello Stato – aggiunge Palese - è ancora più urgente che sia il governo ad intervenire, nel caso anche con strumenti legislativi, per fare in modo che anche sulle linee ferroviarie a binario unico venga garantita e tutelata la sicurezza”.

"Il governo – aggiunge - non ha esitato neanche un attimo a salvare le Sud Est dal fallimento, facendole acquistare a Ferrovie dello Stato. Quindi oggi la Regione ha il dovere di verificare come vengono spesi i soldi dei contratti di servizio e quali sono i livelli di sicurezza, ma il governo, se serve, deve modificare i parametri e le norme che regolano la sicurezza sulle ferrovie regionali. È impensabile che nel 2016 chi prende un treno in Puglia continui a rischiare la vita".

CAPONE: "DOMANI UN'INTERROGAZIONE - “L’incidente ferroviario avvenuto nel pomeriggio di oggi sulla tratta Lecce-Otranto delle Ferrovie del Sud Est, all’uscita di Guagnano, conferma la necessità di procedere quanto prima all'efficientamento e al rilancio delle Sud Est, come più volte da me sostenuto nelle sedi istituzionali, sia a livello ministeriale che nel confronto con la stessa azienda".

Così il parlamentare del Pd, Salvatore Capone a poche ore dall’incidente. "Per questo - annuncia - presenterò già domani una interrogazione parlamentare, per avere informazioni chiare e puntuali sulla dinamica dell’incidente e sul rilancio delle Ferrovie del Sud Est”.

CAROPPO: “UNA RETE DEGNA DELL’800 - “Solo la circostanza che i convogli si siano scontrati sul binario unico in un tratto in cui si viaggia a bassissima velocità ha evitato che l’incidente si trasformasse in una catastrofe”, commenta il consigliere regionale e capogruppo di Forza Italia, Andrea Caroppo.

“Non è possibile assistere a episodi degni di cronache ottocentesche più che del 2017 in una Puglia che vuole essere a vocazione turistica: è indispensabile mettere la vertice dell’agenda politica regionale la realizzazione e l’ammodernamento di una rete degna di questo nome che colleghi direttamente tra loro porti, aeroporti, capoluoghi di provincia e, poi, principali mete turistiche, accantonando una mentalità ed atteggiamenti che fanno fuggire gli investimenti”. “Un anno fa Renzi disse “mai più” - conclude Caroppo - purtroppo invece ci risiamo”.

FSE, GLI INVESTIMENTI FUTURI - "La rete ferroviaria e i servizi di trasporto di Ferrovie del Sud Est sono stati integrati nel Gruppo FS Italiane a fine 2016, dopo il trasferimento dell’ex ferrovia concessa". Esordisce così una nota stata di Fse, che fa il punto allo stato attuale sulla sicurezza. 

"Il nuovo management di Ferrovie del Sud Est, nominato da FS Italiane, ha immediatamente attivato un piano di interventi per l’adeguamento tecnologico e infrastrutturale dell’intera rete ex concessa e dei treni. Piano che prevede l’installazione dei più moderni sistemi di gestione e controllo del traffico ferroviario e di distanziamento in sicurezza dei treni".

"I primi lavori sono stati avviati già lo scorso anno e si concluderanno entro il 2017, investimento complessivo 19 milioni di euro. La seconda parte degli interventi di potenziamento infrastrutturale e tecnologico partiranno, come programmato, nelle prossime settimane e saranno conclusi entro il 2018 (Bari e Taranto) e il 2019 (Salento), con un investimento pari a 53 milioni di euro. Entrambi gli interventi sono finanziati dalla Regione Puglia".

"Sulla rete FSE dai primi mesi del 2017, quando è stata inserita sotto il controllo dell’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie (ANSF) i treni, in attesa dei miglioramenti tecnologici, viaggiano a una velocità massima di 50 km/h. Al termine degli interventi, binari e treni saranno attrezzati con il sistema di sicurezza “SCMT”, come previsto dalla normativa, e i treni potranno ritornare a viaggiare alla velocità prevista dal tracciato ferroviario".

Il Sistema Controllo Marcia Treno (SCMT) è un sistema di sicurezza della marcia dei treni di ausilio al macchinista. Fornisce il controllo della velocità massima ammessa, istante per istante, in relazione ai vincoli posti dal segnalamento, dalle caratteristiche dell’infrastruttura e dalle prestazioni del treno, sia in condizioni normali che di degrado.

Il sistema è’ composto da un Sotto Sistema di Terra (SST), con il compito di trasferire a bordo del locomotore, tramite punti informativi (tecnologia a “boe”), le informazioni sull’aspetto del segnale (condizioni sulla libertà della via) e sulle caratteristiche della linea; un Sotto Sistema di Bordo (SSB), composto da un computer che ha il compito di elaborare le informazioni acquisite dalle boe, da eventuali codici del binario e dalle operazioni del personale di macchina che è in grado di comandare la frenatura di servizio o di urgenza nel caso in cui vengono superati i vincoli di marcia controllati dal sistema.

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