Restano in carica i sindaci di Novoli e Miggiano: il Tar scioglie i dubbi

Il primo, Marco De Luca, ha dovuto affrontare uno scambio di nomi sulla scheda; il secondo, Michele Sperti, si è difeso dall'accusa del candidato sconfitto

NOVOLI - Un problema con la scheda elettorale, al momento delle elezioni amministrative a Novoli, aveva fatto vacillare la carica a sindaco. Marco De Luca, però, rimarrà dov'è. Il Tar ha infatti sciolto il nodo che pendeva sulla consultazione elettorale.

Alla base vi era stato un disguido tecnico: il cognome del candidato sindaco, Nitto, era stato stampato come De Nitto e ciò aveva ingenerato dubbi e confusione.

Alcuni elettori, proprio perché tratti in inganno, avevano finito per non votare il candidato. Questa almeno è la tesi di chi si è rivolto al tribunale amministrativo di Lecce chiedendo di tornare alle urne, considerato il fatto che lo scarto finale era stato notevole: pari a circa 500 voti.

Di diverso avviso era l'attuale sindaco, difeso dall’avvocato Pietro Quinto, che ha invece sostenuto che l’errore fosse manifestamente riconoscibile anche perché, sulla scheda ed a fianco al rigo dove era stampigliato il nome del candidato sindaco, vi era il contrassegno della lista collegata che riportava a chiare lettere il cognome Nitto.

“L’elettore in questo caso non poteva avere dubbi – afferma il legale - anche perché i manifesti elettorali e tutta la campagna elettorale aveva consentito all’elettore di conoscere pienamente i nomi dei candidati”.

Il Tar di Lecce ha dato loro ragione, appellandosi sia al principio della strumentalità delle forme, sia al principio della conservazione delle operazioni elettorali.

“Del resto – conclude Quinto - nel sistema elettorale prevale la volontà dell’elettore e nel caso di Novoli anche il notevole scarto di voti deponeva per la insostenibilità della richiesta di rinnovazione della consultazione”.

Rimane in carica anche il sindaco di Miggiano

Si è risolta positivamente una vicenda simile che ha riguardato il sindaco di Miggiano, Michele Sperti la cui elezione era stata contestata dal candidato sconfitto.

Quest'ultimo aveva presentato ricorso sostenendo che “sarebbero stati ammessi al voto assistito 24 elettori e che tra questi molti non avrebbero potuto votare con un accompagnatore in quanto non si sarebbe trattato di elettori fisicamente impediti nell'espressione autonoma del voto”.

Il Tar di Lecce ha accolto la tesi del sindaco, confermandolo a capo dell’amministrazione comunale.

Anche Sperti è stato sostenuto legalmente da Pietro Quinto che ha sottolineato come la certificazione medica rilasciata dal medico della Asl non potesse essere messa in discussione.

“Nel momento in cui il medico attesta che l’elettore non ha la possibilità di votare da solo, e deve essere assistito da un accompagnatore, non è possibile mettere in dubbio quanto attestato dal medico – ha spiegato l'avvocato -. Né ha rilievo il fatto che la legge parli esclusivamente di impedimento fisico considerato che vale anche nel caso di un malattia psichica”.

Il Tar di Lecce ha accolto la tesi. Secondo i giudici, infatti, i presidenti di seggio non dovevano verificare l’effettiva menomazione e l’effettivo impedimento al voto anche perché  “nessuna contestazione era stata verbalizzata”.

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