Pasti caldi per gli indigenti: nasce una rete tra enti, associazioni e volontari

L'idea è quella di raccogliere il cibo non consumato in mense ed esercizi pubblici per distribuirlo attraverso la Caritas. Una piattaforma informatica renderà efficiente la filiera. L'ex stazione ippica di via Lequile come ricovero per i senzatetto

Attilio Monosi e Carmen Tessitore.

LECCE – Una rete di solidarietà con tanto di piattaforma informatica per rendere intelligente la raccolta e la distribuzione del cibo. Per il secondo giorno consecutivo, l’amministrazione comunale ha convocato i cronisti in sala giunta per annunciare un’iniziativa concertata con la Caritas, i volontari, le associazioni di categoria. Da quest'anno l'Unione europea ha deciso di affidare ad ogni singolo stato membro il coordinamento della solidarietà e quindi ogni Paese deve provvedere per sè.

Con il vice sindaco, Carmen Tessitore, che ha la delega ai Servizi sociali e con don Attilio Mesagne della Caritas dicoesana, da una parte del tavolo c’erano l’assessore ai Tributi e al patrimonio, Attilio Monosi, l’assessore all’Ambiente, Andrea Guido e l’assessore all’Innovazione tecnologica, Alessandro Delli Noci, oltre ai consiglieri Antonio Lamosa e Roberto Martella (Ambito sociale di zona). Dall’altra i rappresentanti di Confcommercio, Confartigianato, Confesercenti, Croce Rossa Italiana, Protezione Civile, Asl, Carabinieri, associazione City Angels e cooperativa La Cascina.

Il proposito è quello di allestire una filiera che possa garantire che i pasti non consumati in mense ed esercizi pubblici possano essere serviti alle persone che ne hanno bisogno. Un’iniziativa aperta a tutti coloro che vorranno aderire e che si affianca a quella, già operativa, dell’emporio solidale cui fanno ricorso centinaia di famiglia di Lecce e dell’hinterland. Da un punto di vista pratico i volontari di Protezione civile e Croce rossa – coordinati da una sorta di cabina di regia digitale - dovrebbero occuparsi del reperimento e del trasporto del cibo alla Caritas che gestisce sei mense sul territorio cittadino. Il dirigente della Asl presente all’incontro ha precisato che tutta la filiera dovrà assicurare il rispetto delle norme sanitarie perché i pasti possano arrivare integri ai destinatari dal punto di vista organolettico oltre che igienico.

“In  momenti come questi – sottolinea Attilio Monosi, assessore al Patrimonio - è necessario un forte spirito di squadra. Non deve esistere, dunque alcun distinguo politico: chi ha idee ha il dovere di farsi avanti”. E lo stesso esponente del governo cittadino ha dichiarato la volontà di destinare l’ex stazione ippica di via Lequile all’allestimento di un ricovero per un numero di senzatetto compreso tra 20 e 30, per assicurare un ricovero notturno e servizi igienici. Un contenitore di molto simile alla Casa della Carità gestita proprio dalla Caritas diocesana. Per la necessaria ristrutturazione dei locali e l’adeguamento si punta ad intercettare fondi strutturali europei coordinati dalla Regione Puglia.

Ci saranno dei vantaggi concreti per tutti coloro che vorranno entrare nel circuito delle donazioni: la deducibilità fiscale per che fa donazioni alle onlus, in questo caso la Caritas o altri enti caritatevoli, è infatti del 10 per cento. E’ prevista anche una positiva ricaduta ambientale: si stima infatti di risparmiare quintali di rifiuti ogni giorno.

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