Ripa chiede scusa, ma il popolo della rete vuole le sue dimissioni

Dopo le dichiarazioni omofobe sul proprio profilo facebook, l'assessore leccese ai trasporti dice di essere stato "frainteso", ma intanto sul web si moltiplicano le iniziative per chiedere che Perrone gli ritiri le deleghe

LECCE - Non è solo questione di “leggerezza” o di frasi in libertà. Non basta neanche appellarsi alla cultura dell’amministrare per capire che le affermazioni rivolte a Nichi Vendola dell’assessore ai trasporti leccesi, Giuseppe Ripa, comparse su facebook e poi rimosse, non possano essere archiviate come mero “equivoco” o “fraintendimento”. In un paese, dove l’omofobia spesso porta a manifestazioni d’inciviltà palese, non si può far finta che sia robetta. E lo dimostra la reazione di massa che, sui social network e non solo, si è scatenata sulla rete e che chiede a viva voce che l’assessore della giunta Perrone faccia un passo indietro. In queste ore, è partita una petizione on line, che sostiene la necessità di un passo indietro di Ripa.

L’imbarazzo è palpabile anche nella maggioranza di governo, a Palazzo Carafa, dove il primo cittadino si è dissociato dalle parole del suo assessore, definendo le sue dichiarazioni “inopportune” e “riconducibili ad un modo personale di vedere le cose”. Ripa, nel suo post, aveva tacciato il governatore pugliese come “ciarlatano” e soprattutto “Signorina”: il commento, rintracciato dalla vicepresidente regionale, Loredana Caponecapone-9-2-2-4, è stato da quest’ultima ripubblicato sulla propria bacheca.

L’assessore, finito nell’occhio del ciclone, si difende: “Preso atto che le mie dichiarazioni sono state sicuramente fraintese, nel porgere le mie scuse per quanto successo al presidente Vendola, riconosco di essermi fatto trascinare nella foga di un dibattito politico affermando cose che nella realtà non appartengono alla mia cultura né penso, e non volendo in tal modo minimamente offendere alcuno nel rispetto di scelte che sono e rimangono strettamente personali”.

Ma le polemiche non si spengono. Wojtek Pankiewicz, consigliere moderato, afferma: “Le affermazioni dell’assessore Ripa sull’omosessualità mi indignano come cittadino e come cattolico. Invito tutto il Consiglio Comunale a prendere chiara posizione sull’argomento. Come cittadino ricordo a Ripa che il primo comma dell’articolo 3 delle nostra Costituzione afferma: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.

“Come cattolico gli ricordo che il Catechismo della Chiesa cattolica, a proposito dell’orientamento omosessuale afferma: “La sua genesi psichica rimane in gran parte inspiegabile “ (2357). “Un numero non trascurabile di uomini e di donne presenta tendenze omosessuali innate. Costoro non scelgono la loro condizione omosessuale” (2358). La Chiesa cattolica “… deplora con fermezza che le persone omosessuali siano state e siano ancora oggetto di espressioni malevole … Simili comportamenti meritano la condanna dei Pastori della Chiesa, ovunque si verifichino. Essi rivelano una mancanza di rispetto per gli altri lesiva dei principi elementari su cui si basa una sana convivenza civile. La dignità propria di ogni persona deve essere sempre essere rispettata nelle parole, nelle azioni e nelle legislazioni”.

Intervengono sull’argomento anche studenti e studentesse (Unione degli universitari Lecce, unione degli studenti della provincia di Lecce e la rete della conoscenza Puglia “No alla omofobia a Lecce”) che studiano nei vari luoghi della formazione presenti nella regione: “Ci ritroviamo a giudicare la sua dichiarazione ‘in natura esistono due generi umani: l’uomo e la donna. Il resto viene scientificamente classificato come ‘turbe della psiche’, patologia che rientra nelle competenze della scienza sanitaria in generale e della psicanalisi in particolare” razzista, bigotta, intollerante e completamente irrazionale. Le ricordiamo inoltre che l'omosessualità, proprio per ragioni scientifiche, fu eliminata dal Dsm (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) definitivamente nel 1994 a conclusione di un processo iniziato nel 1974. Nessuno di noi, nel suo percorso accademico e di studi ,si è mai imbattuto in dichiarazioni della scienza come quelle alle quali fa riferimento Lei. Che forse debba rivedere le sue fonti? Che forse debba ritornare tra i banchi di scuola ad imparare cos’è la scienza e cos’è l’ignoranza?”

 “Le scelte personali dei cittadini, seppur politici – proseguono -, non rientrano nelle prerogative del lavoro da assessore di una giunta comunale di una città come Lecce che non ha bisogno di esternazioni omofobe ed omofobiche, irrazionali e fasciste, proprio a pochi giorni da un pestaggio di quest’ultimo stampo, per andare sotto le luci dei riflettori e che non rappresentano il tessuto culturale della nostra terra. Ogni donna ed ogni uomo sono liberi di vivere e di esprimere la propria identità sessuale come piace e con chi piace, a qualunque età, facendolo, pur sempre, in maniera sicura. L’elezione del Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola è stato sicuramente un momento culturale per il nostro territorio meridionale molto importante, così come l’ospitare il Gay Pride nel 2003 a Bari”.

“I colori (politici) – precisano - non contano. Prima di schierarsi, di definirsi di destra o di sinistra, bisognerebbe comprovare se si è degni di discutere di politica. Per farlo c’è bisogno di civiltà. Lei crede di averne a disposizione? La diversità in natura è un fatto ordinario, di assoluta normalità strettamente connesso all'evoluzione. Se c'è una turbe psichica che paralizza la possibilità di evoluzione e progresso della nostra società è sicuramente la paura del diverso. Possiamo e dobbiamo  colmare l'ignoranza, che circola intorno a questo argomento, educando ed alimentando la cultura delle differenze”.

“Tuttavia – sostengono - quando si sfocia in dichiarazioni di questo genere, l'ignoranza cede il posto alla deficienza, non potendo far altro che condannare queste medievali affermazioni. Le ricordiamo inoltre che lei come assessore ai trasporti del Comune di Lecce non solo non si è in alcun modo adoperato per la costituzione del ‘biglietto unico’, ma non ha avviato alcun progetto per permettere la libera circolazione degli studenti e delle studentesse delle scuole e dell’università. Chiediamo, quindi, a lei, alla giunta e al sindaco le sue immediate dimissioni per motivi etici e politici. Con rispetto parlando, mediti, siamo tutti diversi, diversi da chi la pensa come lei”.

aaa 012-2Dal comitato elettorale di Carlo Salvemini, invece, segnalano la petizione pubblica sulla rete per chiedere a Paolo Perrone la revoca immediata di ogni delega a Giuseppe Ripa: “Al sindaco di Lecce, in merito alle dichiarazioni omofobe dell'assessore al traffico del comune di Lecce Giuseppe Ripa, il quale ha definito il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola come una ‘signorina’ e ha dichiarato pubblicamente che: ‘In natura esistono solo uomo e donna, tutto il resto sono turbe psichiche’, chiediamo, in quanto cittadini del Comune di Lecce, la revoca immediata di ogni delega al Sig. Giuseppe Ripa perché con quelle dichiarazioni non ha solo offeso il Presidente della Regione Puglia, ha infranto un principio universale di tolleranza e rispetto per il prossimo”.

Arcigay sulle frasi omofobe dell'assessore Ripa: chiediamo immediate dimissioni di chi usa ruolo pubblico per esprimere odio.

Arcigay ritiene molto gravi le affermazioni del signor Ripa, assessore ai Trasporti della città di Lecce, che ha definito "signorina" il Governatore della Regione Puglia Nichi Vendola, per poi ulteriormente rilanciare in volgarità e odio omofobico precisando che per lui l'omosessualità è una "turba psichica".

Nessuna giustificazione è pensabile per chi esercita funzioni pubbliche non può abusare di un ruolo, retribuito con i soldi pubblici, compresi quelli di omosessuali e donne, tutti platealmente insultati dal sig
Ripa,per farne una tribuna di odio e discriminazione. "Caro sig Ripa - sottolinea Paolo Patanè, presidente nazionale di Arcigay, se lei attacca Vendola per la sua omosessualità dimostra di essere totalmente
sprovvisto di argomenti intellettuali,culturali e  politici. Se dichiara disprezzo verso le donne ,utilizzando il termine "signorina" con chiara accezione offensiva,dimostra ulteriormente di screditare la città di Lecce. Lei è indegno di esserne assessore". Arcigay chiede con forza un gesto autorevole del sindaco Perrone; le scuse pubbliche  e le immediate dimissioni da qualunque incarico del signor Ripa. Siamo certi che Lecce meriti ben altra rappresentanza.

Futuro e libertà: "Le scuse possono chiudere la vicenda. Ma stop al livore dialettico".

Per l'esponente della giunta parola giudizio di censura anche da parte di Futuro e libertà che però condanna il livore dialettico che, a detta dei finiani, percorre da mesi la città e che in questa occasione avrebbe trovato occasione di recrudescenza. "Le parole dell'assessore Ripa si commentano da sole e non occorre altra stigmatizzazione oltre a quella derivante dalla semplice lettura. Le scuse che ne sono scaturite, pertanto, potrebbero chiudere la vicenda. Non si chiude, invece, il clima di odi e rancori in cui si sta incartando Lecce, in una spirale che si basa solo e soltanto sulla vendetta politica a buon mercato, nell'errato convincimento che i cittadini esprimano il loro voto sulla base di istinti primordiali e non, invece, di ponderate valutazioni. Sono mesi che la città sprofonda nel livore dialettico. Futuro e Libertà,  a costo di apparire fuori dal coro, invita ancora una volta alla moderazione e alla pacatezza, poichè può accadere che dalle parole si trascenda. Anche la temperatura artatamente alzata dal confronto delle Primarie interne al centrosinistra dovrebbe essere riportata a gradazioni più miti. A chi giova questa guerra di tutti contro tutti?

Aduc: "Sbagliato chiedere al sindaco la revoce del mandato dell'assessore Ripa".

Dall'Associazione per la difesa degli utenti e consumatori una posizione di condanna per i termini usati da Ripa ma anche l'invito a tutelare sempre e comunque la libertà di espressione in capo al singolo individuo. "Colpisce in negativo - scrive Alessandro Gallucci dell'Aduc - anche la reazione scomposta dei tanti che non preferiscono chiedere direttamente all’assessoreun passo indietro ma si rivolgono al sindaco della citta' di Lecce, Paolo Perrone, che ha preso ufficialmente le distanze dalle esternazioni del proprio assessore, per chiederne la revoca, addirittura con una petizione pubblica. Lo strumento della revoca del mandato assessorile deve essere utilizzato per i suoi fini naturali, ossia quelli di rimuovere una persona a causa di scontri nell’azione politica che non possono essere rappresentati dal pensiero d’una persona. La libertà d’espressione va difesa sempre e comunque in maniera strenua e le leggi non possono essere utilizzate come arma istituzionale per punire l’espressione d’un opinione, per quanto turpe questa possa essere".

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Sabrina Sansonetti: "Da Ripa un danno alla comunitò e alla coesione sociale".
 
sansonetti-3Senza sconti anche il giudizio di Sabrina Sansonetti dell'Italia dei valori per la quale "è soprattutto motivo di riflessione lo scarso senso di responsabilità civica dimostrato dall'assessore e il grave danno che egli ha arrecato alla coesione sociale.Gli amministratori pubblici hanno un ruolo di raccordo nei rapporti tra i vari livelli della pubblica amministrazione.  Chi assume certi comportamenti crea un blocco e di conseguenza un danno alla propria comunità: occorre riflettere anche su questo".
 
"Chiunque ricopra incarichi pubblici deve quindi avere il massimo rispetto verso tutti i cittadini e in particolare verso che ricopre ruoli istituzionali di primo piano. Ma per fortuna Lecce ha un volto molto diverso da quello che viene rilanciato oggi su tutti i mass media italiani. Lecce è città di solidarietà e volontariato diffuso, con una grande sensibilità e cultura".
 
Paolo Pagliaro propone il "Patto della tolleranza e del rispetto".
 
Dopo il recente imperdonabile scivolone omofobo dell'assessore Ripa che ha rappresentato una caduta di stile nel dibattito politico, con grande pacatezza, e nella convinzione che questo errore possa essere superato solo con una profonda riflessione da parte di tutti, propongo a tutti i candidati alle prossime elezioni ed a tutti i sostenitori il "patto della tolleranza e del rispetto" al primo punto programmatico del candidato sindaco.
 
Condanna senza appello anche da parte di Cristian Sturdà, coordinatore dei giovani del Movimento Regione Salento, che si chiede come si possa avere il coraggio di candidare Lecce a capitale della cultura con rappresentanti di giunta che fanno simili affermazioni.

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