Dichiarazioni omofobe, l'assessore Ripa rassegna le dimissioni

Travolto dalle polemiche, l'esponente della giunta ha lasciato l'incarico: "Non voglio essere motivo di difficoltà in campagna elettorale". A mezzogiorno erano state protocollate le oltre 1400 firme raccolte in 24 ore

Giuseppe Ripa

LECCE - Per un filobus che parte, un assessore che se ne va. Giuseppe Ripa ha rimesso il suo incarico nelle mani del sindaco di Lecce, Paolo Perrone. Travolto dalle polemiche seguite alla divulgazione di alcuni suoi giudizi riferiti al presidente della Regione, Nichi Vendola, e all'omossessualità, l'esponente della giunta comunale non ha potuto far altro che prendere atto dell'isolamento politico scaturito dalla presa di distanza, netta e immediata, del primo cittadino e al silenzio dei massimi dirigenti dell'area cui Ripa fa riferimento, cioè quella mantovaniana. Non sembra un caso, del resto, che nè Saverio Congedo, coordinatore provinciale, nè l'ex sottosegretario agli Interni, Alfredo Mantovano e nemmeno il capogruppo Pierapolo Signore abbiano proferito parola ufficiale sino al passo indietro dell'assessore. 

La decisione di Ripa è stata ufficializzata nel primo pomeriggio e la motivazione è spiegata dal diretto interessato in un comunicato stampa di Palazzo Carafa. Dopo aver ribadito che i concetti espressi in un momento di vis polemica durante un confronto sul tema della sanità non rispecchiano la sua cultura e il suo pensiero, l'esponente de "La Città nel Pdl" ha parlato di una campagna inquisitoria montata contro di lui : "Onde evitare che tale campagna possa incidere negativamente sull’immagine e la credibilità dell’Istituzione per la quale ricopro l’incarico e rappresentare motivo di difficoltà per l’imminente campagna elettorale del sindaco Perrone e per la compagine politica di cui sono rappresentante, rassegno le mie dimissioni da assessore della giunta del Comune di Lecce nella mani dello stesso sindaco Perrone".

Soltanto poche ore prima, intorno a mezzogiorno, Carlo Salvemini - che rivendica il varo di una legge nazionale contro l'omofobia - aveva protocollato in Comune una lettera a Perrone nella quale il presidente di Lecce2.0dodici, pur riconoscendo la tempestività della censura politica espressa nei confronti dell'assessore, chiedeva al primo cittadino un passo ufficiale ritenendo incompatibile il ruolo di amministratore pubblico con quanto emerso nelle ultime ore: "Come è scritto nei Principi fondamentali dello Statuto comunale di Lecce, l'ente riafferma il diritto umano della uguale dignità dei cittadini e degli abitanti, in quanto Persone, senza distinzione di status sociale e personale, di opinione politica e di credo religioso, di età, di sesso, di razza, di lingua”. La missiva di Salvemini si concludeva con il richiamo al link della petizione on-line alla quale hanno aderito in 24 ore oltre 1400 persone.

Loredana Capone ha voluto invece ricordare la genesi della polemica, che si è svolta sulla bacheca del profilo "privato" di Paolo Perrone. L'ex assessore è intervenuto in un botta e risposta tra il primo cittadino e la vice presidente della Regione sul tema della sanità. "Nella foga di combattere me e il Presidente Vendola, Ripa ha usato linguaggi aggressivi fino a lasciarsi andare a dichiarazioni assurde. È per questo che, riprendendo le sue parole dalla bacheca Facebook del sindaco Perrone e riportandole sulla mia pagina, ho voluto denunciare a tutti un atteggiamento che io non considero degno di un rappresentante delle istituzioni e di una città, evitando, così, che un commento tanto ingiurioso potesse essere pubblicato senza alcuna conseguenza per chi lo ha scritto". 

VENDOLA_(3)-14-3Toni molto duri nei riguardi di Ripa sono arrivati dall'Agedo, associazione dei genitori, parenti e amici di persone omosessuali che, nel ricordare che secondo l'Organizzazione mondiale della sanità l'orientamento sessuale è una variante naturale, ha aggiunto:" La difesa e la protezione della dignità di tutti i cittadini, la lotta al pregiudizio e all’odio razzista e omofobo dovrebbero essere compito di tutti e, soprattutto, di chi ci rappresenta e ci governa, ad ogni livello,  trasversalmente agli schieramenti politici e alle ideologie, perché sono valori che attengono alla umanità delle persone, alla loro naturale affettività, alle loro emozioni, alle loro identità".

Le dimissioni dell'assessore al Traffico sono maturate in piena effervescenza di reazioni. Da ultima quella dell'esecutivo cittadino e provinciale di Sinistra ecologia e libertà che, quando ancora la decisione del passo indietro non era stata presa, invitava il sindaco - con un intervento a firma del segretario Anna Cordella - a rimuovere Ripa, invitandolo peraltro ad  attivare una seria disinfestazione politica all’interno della propria Giunta che elimini presenze imbarazzanti di soggetti “nostalgici“ il cui operato spazia dal sostegno ad associazioni neofasciste alla diffusione di pratiche di intolleranza.

Congedo: "Apprezzamento per il gesto generoso e non dovuto di Ripa. Basta sciacallaggi della sinistra".

Per il gruppo politico di appartenenza di Ripa, è Saverio Congedo, vice-coordinatore provinciale del Pdl e braccio destro di Alfredo Mantovano, il primo ad intervenire dopo la formalizzazione delle dimissioni: "Con tale gesto, peraltro non dovuto, spero cessino gli sciacallaggi di ogni colore e le aggressioni di cui Giuseppe Ripa è stato oggetto ad opera soprattutto dei candidati alle primarie leccesi del centro-inistra che, evidentemente a corto di argomenti, hanno inteso cogliere l’occasione per dimostrarsi ciascuno, in concorrenza con l’avversario, più lealista del re”. Congedo, pur etichettando come sgradevoli e censurabili le parole di Ripa ha voluto manifestare la propria "vicinanza umana e politica".

erio congedo-10-2Che non ci fosse molto margine di interpretazione, del resto, lo si era capito leggendo l'intervento di Rocco Palese, capogruppo del Pdl in Regione: “Non c’è alcun dubbio sul fatto che l’assessore Ripa abbia clamorosamente sbagliato, usando espressioni offensive e di pessimo gusto nei confronti del presidente Vendola. Il confronto politico, per quanto aspro, non deve mai scadere nello scontro e nell’offesa personale, restando piuttosto sempre orientato al dialogo e al dibattito sulle idee, sui contenuti e sulle scelte di governo, proprio come è stato in tutti questi anni, anche nei momenti più duri, tra noi e il presidente Vendola".

L’assessore Massimo Alfarano appare particolarmente rammaricato. “Se siamo arrivati ad un punto in cui non è sufficiente nemmeno scusarsi dei propri errori per proseguire sulla propria strada, allora vuol dire che il clima politico è oltremodo avvelenato e che  la strumentalizzazione politica prende il sopravvento sul merito delle questioni. Il collega Ripa appena si è accorto di aver sbagliato ha chiesto scusa: cosa c’è di più umano che ammettere i propri errori?”

“E invece ci troviamo di fronte all’ennesimo caso in cui si getta benzina sul fuoco e si amplifica ogni stupidaggine pur di averne un ritorno in termini di presunto consenso elettorale”. Diametralmente opposte le considerazioni del consigliere di Io Sud, Francesca Mariano. “Le dimissioni del signor Ripa – dice - rappresentano un atto assolutamente dovuto e che tutti si aspettavano, non è certamente la prima volta che Ripa mette in imbarazzo l’amministrazione. Evidentemente – conclude - anche lo stesso sindaco Perrone si è stancato di dover difendere l’oramai ex assessore”.

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