Risultati elettorali: De Leo lascia la guida dell’Udc, ma Ruggeri respinge dimissioni

Il commissario cittadino ha annunciato nel pomeriggio le sue dimissioni dopo il risultato del partito a Lecce (2.97%). Il segretario regionale conferma la fiducia. Baglivo intanto critico sul metodo di indicazione della giunta di Salvemini

LECCE - A poco più di due settimane dal responso elettorale in quel di Lecce gli esiti e le analisi della competizione continuano ad alimentare le verifiche interne ai partiti. Succede anche nell’ambito della coalizione vincente che ha rinsaldato Carlo Salvemini alla guida di Palazzo Carafa. In particolare giornata alquanto convulsa quella odierna in casa dell’Udc cittadina, dove nel volgere di pochi minuti si sono ricorse le comunicazioni delle dimissioni del commissario cittadino, Gianluca De Leo, respinte pressoché contestualmente da segretario regionale del partito dell’Unione di Centro, Salvatore Ruggeri. Il responso delle urne per l’Udc a Lecce, bardata da un nuovo simbolo e dalla elezione di un consigliere, non è stato certo quello sperato. La lista ha ottenuto 1.525 preferenze pari al 2,97 per cento dei consensi. Partendo proprio da tale valutazione numerica, il commissario cittadino, ha avvertito la necessità di rimettere il suo incarico direttivo.

“Ritengo opportuno, dopo un'analisi del voto delle elezioni amministrative del 26 maggio, rassegnare le mie dimissioni dal ruolo di commissario cittadino del partito” ha annunciato De Leo, “ritengo di dovermi assumere le responsabilità per i risultati ottenuti dalla lista e per tale motivo credo che sia giusto dimettermi con effetto immediato. Ringrazio il senatore Ruggeri per la fiducia che mi ha accordato per traghettare il partito in un momento delicato, che sarebbe dovuto durare fino all'elezione del segretario cittadino che, ad oggi, per una serie di vicissitudini, non è ancora avvenuta”. Una presa  di responsabilità quella del commissario cittadino che si è detto anche fortemente convinto che all'interno del partito vi è bisogno di rilanciare l'attività politica. “Vi sono tanti iscritti e militanti che hanno dimostrato di voler partecipare attivamente alla risoluzione delle problematiche della città” conclude l’avvocato De Leo, “bisogna quindi ritornare alla buona politica intesa come servizio se vogliamo essere credibili praticando ed applicando i principi che sono alla base dell’agire quotidiano: trasparenza, lealtà, onestà e senso di responsabilità. Credo che a Lecce città,  ci sia bisogno di un partito rinnovato che metta al bando i personalismi che sono la negatività della politica e favorisca invece la partecipazione recuperando la cultura del rispetto e delle idee. Per questo nuovo percorso vi è la necessità di aprire un dibattito interno che porti ad un sano confronto”. La chiosa finale è stata quella di rimettere nelle mani di Ruggeri il mandato commissariale e la prossima scelta per individuare una nuova figura dirigenziale.

Ma a stretto giro di posta lo stesso segretario regionale, Totò Ruggeri, ha inteso subito respingere le dimissioni e motivare la sua decisione rinnovando la fiducia nell’operato e nella figura di De Leo. “Rinnovo la mia fiducia e la mia stima all’amico Gianluca De Leo e ne respingo le dimissioni da segretario cittadino Udc di Lecce” annuncia Ruggeri, “è stata una campagna elettorale difficile e sono diversi i fattori che hanno inciso sul risultato elettorale. Gianluca De Leo ci ha messo tutto il suo impegno e la sua professionalità, mettendo su una squadra che ha dato il massimo di se, raggiungendo un risultato apprezzabile nel contesto del complicato quadro politico che si è delineato a tutti i livelli. Non è questo il momento di fare passi indietro” esorta il segretario Ruggeri, “abbiamo bisogno dell’impegno di De Leo così come di tutti quelli che ancora portano avanti i valori moderati dei cattolici popolari che hanno fatto la storia di Lecce e del nostro Paese. Apprezzo l’onestà intellettuale e politica di Gianluca De Leo e lo ringrazio per questo gesto, ma proprio quei valori a cui si richiama e lo spirito di servizio che lo anima, mi spingono a chiederne un ulteriore impegno. Sono d’accordo con lui quando dice che c’è bisogno di rinnovare il partito” conclude Ruggeri, “ma il rinnovamento deve partire da basi solide e dalle esperienze che ci portiamo dietro, aprendoci tutti insieme al dibattito e all’ascolto”

Baglivo (M5S) sulla Giunta: “Solita spartizione di poltrone”  

Sempre in tema di valutazioni post voto il candidato sindaco del M5S, Arturo Baglivo, ha parlato della nuova giunta di Carlo Salvemini, stigmatizzando il metodo di composizione dell’esecutivo e delle future nomine annunciate in ambito delle società partecipate.“E’ stata ufficializzata la squadra di governo proposta da Salvemini” dice Baglivo, “e oltre alle persone già designate in campagna elettorale, e nemmeno candidate forse per paura di ricevere scarso consenso, e quindi non essere poi designate, l'assegnazione degli assessorati di Salvemini è avvenuta ancora una volta sulla base del do ut des politico, con logiche spartitorie classiche della vecchissima politica di cui a quanto pare Salvemini ben conosce i meccanismi. Le competenze messe in campo in giunta saranno dimostrate dalla prova dei fatti” evidenzia il prossimo consigliere penta stellato, “sperando che nel frattempo questa gestione della cosa pubblica non produca ulteriori danni. Per quel che ho letto, mia opinione ovviamente, alla città sarebbero servite figure di spessore superiore, ma al di là di questo, è paradossale che alcune figure della precedente amministrazione Salvemini che avevano svolto egregiamente il loro ruolo non siano state riconfermate nel ruolo assessorile”.

“E certamente” prosegue, “in una presunta novità politica sbandierata dalla grande coalizione salveminiana, non ci saremmo aspettati di leggere di presidenze varie e incarichi nelle partecipate comunali da distribuire agli esclusi. Se così sarà, ancora una volta” ammonisce Baglivo, “il ruolo dell'amministratore di una partecipata non sarà dato in base alla competenza ma solamente all'opportunità politica al dover, di fatto, ricompensare chi ha contribuito alla cosiddetta vittoria. Questo modus operandi è legato ad una visione della città  e della politica cittadina antica e ancorata alla distribuzione delle poltrone. Una visione che di fatto” conclude l’esponente del M5S, “non aiuterà mai allo sviluppo della città, che non mi appartiene e non appartiene al movimento cinque stelle che sarà l'unica vera opposizione in consiglio: non dobbiamo restituire favori a nessuno e non abbiamo paura di non essere rieletti o occupare comode poltrone”.

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