Gasdotto, fioccano i primi rilievi. Dubbi su emissioni e impatto del cantiere

Il definitivo studio di impatto ambientale e sociale depositato da Tap per il gasdotto con approdo a San Foca è al vaglio del comitato che sin dall'inizio si oppone al progetto. Il giudizio negativo non cambia e troppi sarebbero ancora i punti da chiarire

LECCE - Il Comitato No Tap non perde tempo. Per presentare le osservazioni allo studio di impatto ambientale e sociale per il progetto del gasdotto Tap ci sono sessanta giorni dalla pubblicazione sul sito del ministero dell'Ambiente, ma le impressioni ricavate da una prima lettura dell'enorme documentazione sull'opera sono assolutamente negative. Rispetto alla prima versione non sarebbero stati accolti nella formulazione definitiva dell'Esia - questo il nome dello studio -  molti dei rilievi formulati dai soggetti titolati a farlo, come ad esempio lo stesso ministero e la Regione Puglia.

Una delle questioni sulle quali gli attivisti vogliono vederci chiaro riguarda le emissioni in atmosfera. Secondo Tap la centrale di ricezione del gasdotto si servirà di riscaldatori per il gas per 160 ore all'anno. Troppe, obiettano dal comitato, a cui risulta che gasdotti già in attivi in altre parti d'Italia - a Gela, in Sicilia, ad esempio - funzionino senza emissioni. E quale elettrodotto (e di che portata) alimenterà la centrale? Questo l'altro aspetto sul quale non sembrano esserci indicazioni.

Una seconda questione che proprio non convince è quella della grandezza dell'area che ospiterà la cosiddetta valvola di intercettazione (300 metri quadrati) e quella del cantiere - da oltre due ettari e mezzo - che sarà allestito a 600 metri dal mare. Irrisolta sarebbe anche l'obiezione sulla tutela di tutti i siti archeologici presenti sul tracciato, che, secondo il comitato, sarebbero ben tredici.

Quanto alle operazioni preliminari all'esproprio dei terreni necessari per la realizzazione dell'ultima parte del gasdotto, al comitato risulta che molti proprietari stiano preparando azioni di opposizione in sede giudiziaria e sarebbero tutt'altro che ben disposti alla trattativa, come invece aveva dichiarato Giampaolo Russo, amministratore delegato di Tap Italia, nella presentazione dell'Esia, solo due giorni addietro. 

Tutta da chiarire sarebbe anche la vicenda delle prospezioni in mare, non validate dall'Agenzia regionale per l'ambiente perché effettuate senza il personale prescritto dalla normativa, eppure incluse nella documentazione. Per quelle indagini in mare ci sono stati anche degli esposti che hanno portato all'interessamento della magistratura: alcuni pescatori hanno infatti lamentato di aver subito dei danni alle proprie attrezzature. 

Intanto oggi si è tenuto un dibattito a Lecce, promosso dalla presidente provinciale dell'Arci, Anna Caputo, al quale hanno partecipato tra gli altri il noto oncologo Giuseppe Serravezza, presidente della Lega Italiana contro i tumori, l'ingegner Antonio De Giorgi, già energy manager della Provincia di Lecce, il consigliere regionale di Sel, Antonio Galati, Antonella Cazzato, della Cgil ed esponenti di realtà associative impegnate nella salvaguardia dell'ambiente e della salute sul territorio salentino. 

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