Rotundo: "Filobus, un attentato all'estetica di Lecce"

Il candidato per l'Unione convoca una conferenza stampa su viale Gallipoli, sotto le regnatele di cavi aerei che alimenteranno i mezzi elettrici. E per dare parola alla città promette un referendum

Il candidato sindaco per l'Unione Antonio Rotundo e Loredana Capone durante l'incontro con la stampa su viale Gallipoli a Lecce
Viale Gallipoli incrocio viale Oronzo Quarta, giù per la stazione ferroviaria. Lì dove il cielo lo si può guardare solo attraverso la fitta ragnatela di cavi elettrici tessuta in queste notti di primavera dalla ditta appaltatrice i lavori per la realizzazione della metropolitana di superficie. E qui che stamattina l'onorevole Antonio Rotundo, candidato per il centrosinistra, insieme con il gruppo dirigente dell'Unione, ha convocato l'incontro con la stampa per proporre un referendum popolare sul filobus da svolgersi subito dopo l'esito del voto alle amministrative di fine maggio.

"Il progetto del filobus, che Paolo Perrore (candidato a primo cittadino per la Cdl) difende strenuamente, sta incontrando sempre maggiori critiche tra i cittadini. Con il proliferare di pali neri, reticoli di fili e di linee elettriche, la città sta assistendo sgomenta e ad un attacco grave sotto il proprio profilo estetico e architettonico. Il progetto à costosissimo - ha aggiunto Rotundo - ed espone il Comune di Lecce, malgrado i finanziamenti ottenuti, per oltre 8milioni di eruo di risorse proprie. Ma altri e più ingenti debiti verranno in futuro dalla gestione dei filobus, dal momento che il piano dell'opera prevede un numero di passeggeri giornalieri pari a 14mila, una cifra che ogni cittadino leccese non può che ritenere impossibile da ottenere".

Il candidato a sindaco del centro sinistra ha poi parlato di quello che a suo avviso è il problema legato alla compatibilità dei filobus con "Lecce città d'arte, Lecce città di cultura: non lo so se il lavoro svolto in questi anni per accreditare sul mercato globale la nostra città attraverso le sue bellezze artistiche, architettoniche ad un certo punto può compiere una scelta così sbagliata, così contraddittoria. Abbiamo cercato fin dall'inizio, già in consiglio comunale con tutto il centro sinistra, di correggere quel che si poteva: pensate che il progetto originario - ha ricordato Rotundo - prevedeva addirittura che il filobus viaggiasse su monorotaia attraversando perfino via Palmieri e corso Vittorio Emanuele, una cosa devastante. Un mese fa abbiamo chiesto all'amministrazione comunale di sospendere brevemente i lavori e di istituire un tavolo tecnico attraverso il quale si sarebbe potuto individuare un contributo affinché, in corso d'opera, fosse stato possibile migliorare il progetto, in definitiva salvare il salvabile. Nulla, dissero che a loro le consulenze non servivano, è la risposta fu come al solito evasiva e allo stesso tempo autoritaria, di chi dice ‘io non ascolto nessuno, tutto va avanti'. E così è stato".

"Ecco perché - ha concluso Rotundo - se dopo il 27 e 28 maggio l'Unione avrà la maggioranza nel Consiglio comunale, assumeremo l'impegno di chiamare la città a esprimersi democraticamente sul progetto del filobus attraverso un referendum, perché i leccesi hanno il diritto di far sentire la propria voce su un progetto che sta cambiando radicalmente la faccia della nostra città".

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