Russi prende la distanze da Marti: "Guardo avanti, senza essere marionetta"

Nel 2017 è stato il secondo tra gli eletti della lista che fa riferimento al senatore leghista: "Di quel progetto civico non vi è più traccia"

Alberto Russi a Palazzo Carafa.

LECCE – È stato il secondo in termini di preferenze nella lista Grande Lecce, con 483 voti validi. Ma a meno di due anni da quella legittimazione che lo portò in consiglio comunale, nei banchi dell’opposizione, Alberto Russi si congeda da un progetto civico “di cui non vi è più traccia”.

“Molte cose – ha scritto in un post - sono cambiate così come sono cambiate le persone: io stesso sono cambiato. Ciò che non è mutato, tuttavia, è il mio modo di intendere la politica, basato sul sapersi dare delle regole, anche organizzative. La squadra, l’organizzazione, il rispetto sono capisaldi del mio concepire la politica, scevra da personalismi, individualismi e giochetti inutili spesso anche dannosi. Saluto, congedandomi da loro, i miei colleghi consiglieri del centrodestra leccese, ringraziandoli per aver condiviso un percorso comunque difficile. Ora guardo al futuro, senza perdere di vista quelli che sono i miei canoni basilari del fare politica, senza essere marionetta o burattino di qualcuno, ma conservando autonomia di pensiero e custodendo gelosamente la mia storia, formazione ed educazione”.

Alberto Russi è rimasto tra i  banchi dell’opposizione anche quando gli altri tre eletti di Grande Lecce – Antonio Finamore, Paola Gigante e Laura Calò – hanno deciso di costituire un gruppo autonomo, Prima Lecce, per sostenere l’amministrazione comunale “azzoppata” dalla sentenza del Consiglio di Stato sul premio di maggioranza. Era a lui che si faceva dunque riferimento quando –ed  è accaduto a più riprese – sembrava imminente la nascita del un gruppo consiliare della Lega. Con tutti gli altri esponenti del centrodestra, compresi i tre, ha infine firmato davanti al notaio per decretare lo scioglimento della consiliatura, il 7 gennaio scorso.

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