"Il Salento solidale scende in piazza". Appello congiunto di docenti e studenti

Professori universitari e allievi in prima fila nella mobilitazione di sabato 16 febbraio. E crescono gli inviti a manifestare "contro la propaganda di odio, per far valere la fratellanza e i diritti di tutti"

LECCE - Contrapporre alla paura ed alla chiusura una tensione contraria all’apertura ed alla fratellanza. Sono i nuovi termini di una contro-narrazione dell’attualità promossa da UniSalento. Sottoscritta da numerosi docenti, studenti e personale tecnico amministrativo e contrapposta alle categorie di pensiero “imposte”, a loro dire, dall’attuale classe politica.

La materia è scottante e sarà oggetto di una grande mobilitazione in chiave antirazzista già calendarizzata a Lecce il 16 febbraio. Il mondo accademico si è già posizionato nelle prime file della protesta, lanciando un appello pubblico che vede come primi firmatari il docente Fabio De Nardis, Katia Lotteria dei Cobas, Rosanna Carrieri e Tamara Scarciglia, entrambe studentesse di Link. A seguire si contano già oggi decine di sottoscrizioni da parte degli esponenti del mondo universitario.

“Il sapere, l’università e la partecipazione devono essere le armi da utilizzare per combattere l’odio, l’indifferenza e la discriminazione. È necessario ripartire dall’Università, centro di cultura e formazione, per ricostruire quella coscienza civile e sociale che risulta essere violentata e insultata”, si legge nel manifesto culturale che sostiene la mobilitazione, firmato Unisalento.

La premessa è nei controversi fatti di cronaca che hanno scatenato la bagarre politica: dai 47 migranti bloccati a bordo della nave Sea Watch alle aggressioni di matrice xenofoba. “Atti di violenza drasticamente aumentati a causa dello sdoganamento delle più becere categorie di pensiero – scrivono da Unisalento -. È fondamentale che siano gli studenti ad essere protagonisti di questo cambiamento che solo attraverso una reale partecipazione ed un costruttivo attivismo può essere portato a compimento”.

La comunità accademica urla “basta” e chiede il coinvolgimento ed il sostegno di tutti i cittadini per ristabilire i principi di giustizia sociale: “Rimanere inermi e passivi di fronte alle violenze perpetrate significa essere complici di un sistema che accentua diseguaglianza ed esclusione”.

La manifestazione si sabato si profila come un’unica grande rivendicazione di un Salento più autentico, aperto e solidale: “Chiediamo porti aperti, un welfare adeguato ed universalistico che risponda ai bisogni delle persone, adeguato soccorso alle persone in difficoltà, corridoi umanitari, diritto ad una vita ed all'accoglienza per tutti e canali di ingresso regolari per la ricerca del lavoro”.

L'appello alla partecipazione del Coordinamento contro il decreto sicurezza

La mobilitazione, indetta dal "Coordinamento leccese contro il decreto sicurezza", sta raccogliendo adesioni ora dopo ora.  Aderiranno al corteo associazioni laiche e religiose, partiti, movimenti studenteschi, rappresentanti della cultura e liberi cittadini stando sostenendo le iniziative del comitato promotore che ha lanciato la campagna social con l'hashtag #salentosolidale.

“Crediamo che sia arrivato il momento, per chi vuole rappresentare attraverso varie forme artistiche, la nostra società, di dimostrare di essere di parte, di quella parte che noi crediamo sia quella giusta”, sottolinea Anna Caputo, presidente Arci Lecce.

Tra i presenti si conteranno anche esponenti della scena artistica e musicale: Nabil Bey dei Radiodervish, Mino De Santis, Dario Muci a Enza Pagliara passando per Fernando Blasi, in arte Nandu Popu, Rocco Nigro, Rachele Andrioli e il regista Alessandro Valenti.

Occhi puntati, innanzitutto, sui migranti: “Non si può rimanere inermi dinanzi alle politiche discriminatorie nei loro confronti, mero frutto di una becera propaganda di odio che nulla ha a che vedere con il problema sicurezza”, puntualizzano i coordinatori della manifestazione.

Partendo dai numeri, si cerca di smentire la posizione del governo: “In Italia non è in corso alcuna invasione – ribadiscono loro -. Si è verificato un crollo degli sbarchi sulle nostre coste, mentre aumentano in proporzione i morti in mare: solo nel mese di gennaio 2019 sono morte 144 persone, poco meno della metà del totale dei morti (315) in tutto il 2018".

Dietro a quei numeri ci sono adulti e minori che fuggono da fame, guerre, violenze. Ci sono storie di disperazione e speranze che naufragano insieme ai corpi in un mar Mediterraneo divenuto "il confine più pericoloso al mondo".

“Non ci tireremo indietro per difendere i valori della nostra Costituzione. Vogliamo un Salento che sia aperto e solidale e chiederemo a tutti di dirci da che parte stanno – proseguono i referenti del coordinamento -. Non è più il momento di subire in silenzio, ma di far sentire la propria voce. Perché togliere diritti ai migranti significa limitare i diritti di tutti e il passo è breve per limitare i diritti acquisiti di donne, omosessuali, portatori di handicap e via dicendo”.

L’appuntamento è quindi sabato alle ore 10 a Porta Napoli.

Il corteo ha raccolto l'adesione di Anpi, Cgil Lecce, Agedo Lecce, Link, Uds Lecce, Studenti Indipendenti, Udu, Più Europa, Arci Lecce, Emergency Salento, Diritti a Sud, Philos, Sinistra italiana Salento, Coop. Rinascita, Articolo 1 Mdp, Amis Onlus, Lecce Bene Comune, Arcigay Salento, Una rete per la città, Università Popolare, AWMR Italia-Donne della Regione Mediterranea, Centro di Ricerca "Laboratorio di Studi Lacaniani" (Università del Salento), Comune di Trepuzzi, Comune di Caprarica, Ass. Blablabla, Ass. La Scatina, Rifondazione Comunista, Uds Nardò, Caritas Diocesana Lecce, Ass. Controcanto di San Cesareo, Coop. Soc. Commercio Equo e Solidale, mercatino multietnico, Ass. Alter-Azione Lecce, Gus, Fondazione Emmanuel -Don Francesco Tarantini per le Migrazioni e il Sud del Mondo, Istituto Tecnico "Grazia Deledda" di Lecce, Coop.Soc. Tau, Ass. Antigone Puglia, Hermes Academy Onlus, Centro di Ascolto Lgbtiqa Taranto e provincia, MigranTA, CasArcobaleno Taranto.

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