Il sindaco difende l'assessore Agnoli: "La cultura non è un bancomat per terzi"

Scelta direttamente dal primo cittadino, viene da Bologna e questo la renderebbe per la minoranza inadatta alla esigenze di una città come Lecce

L'assessore Antonela Agnoli, a sinistra, con la collega Patrizia Guida (Istruzione).

LECCE - Al netto degli aspetti formali attinenti al regolamento sull'utilizzo dei Teatini, è chiaro che il centrodestra ha voluto colpire quello che da più parti è considerato l'anello debole della giunta, l'assessore alla Cultura, Antonella Agnoli. 

Incaricata di far parte della squadra di governo su indicazione esplicita del sindaco Carlo Salvemini, viene percepita con una certa diffidenza perché originaria di Bologna e leccese solo di adozione: al di là dei suoi natali, si tratta di una figura nota a livello nazionale per il suo contributo a importanti progetti di gestione di spazi pubblici a uso culturale, soprattuto biblioteche, in più luoghi d'Italia.

La mentalità e la visione della cultura di Antonella Agnoli, insomma, per i suoi detrattori sarebbero poco adatti alle esigenze di una città come il capoluogo salentino. Va detto che malumori rispetto alle sue deleghe, e a come le esercita, attraversano anche pezzi di maggioranza e nei corridoi di Palazzo Carafa balenava, tra il serio e il faceto, di una moziona di sfiducia. Anche per questo, probabilmente, il primo cittadino ha voluto rivendicare la scelta fatta e le linee guida tracciate.

"Io ringrazio Antonella Agnoli per aver accettato, me ne assumo la responsabilità e questo non significa che non avessi contezza di certe resitenze in città. Noi stiamo rivedendo l'impostazione dell'assessorato che non è un mero sportello bancomat di contributi concessi a terzi. Sono stato a Bologna per un convegno, su invito di quel Comune. Il capoluogo emiliano investe il 5 per cento del suo bilancio in cultura, cioè 24 milioni di euro. Noi, tra cultura e attività turistiche, arriviamo a 800mila euro e non per piacere ma per necessità di bilancio. Ecco perchè qualunque euro pubblico deve porsi il problema dei beneficio sociale sul territorio e non del profitto economico per l'amministrazione".

Nell'ultimo passaggio, evidentemente, il riferimento alla rassegna estiva di cinema all'aperto (5 euro a proiezione, con possibilità di abbonamenti) che la cooperativa Don Bosco, che gestisce il cinema dei Salesiani, ha organizzato presso i Teatini dopo un paio di edizioni nel cortile della mediateca delle Officine Cantelmo. Il progetto è a costo zero per l'amministrazione comunale.

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