Salvemini: "Il Bilancio? La Poli sbaglia i calcoli"

Dopo la polemica a distanza fra Rotundo e sindaco sui documenti contabili per il 2007-2009, interviene Carlo Salvemini: "Lo squilibrio fra entrate e uscite coperto dalla misteriosa voce 'altre'"

Il bilancio sbilanciato. Antonio Rotundo (Ds, candidato sindaco per l'Unione) manda segnali di fumo dall'associazione "Una buona azione per Lecce" verso i cittadini, preannunciando un terrificate disavanzo nei prossimi due anni (http://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=995), il primo cittadino, Adriana Poli Bortone, risponde con stizza: "basta con le strumentalizzazioni, Rotundo impari a leggere i documenti contabili" (http://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=1004). Ma la querelle, piuttosto che placarsi, ovviamente s'infiamma. Ed ora interviene anche il consigliere diessino Carlo Salvemini. Che dice: "Dopo il silenzio in Consiglio comunale, incapace di argomentare risposte e chiarimenti sul bilancio di previsione 2007-2009, il sindaco Poli riesce finalmente a proporre una sua personale lettura delle norme di legge e dei principi contabili".

"Purtroppo - continua Salvemini, rincarando la dose - questi giorni di studio e approfondimenti non sono stati sufficienti e così al silenzio imbarazzato seguono risposte sbagliate. Ma il punto è semplice - prosegue il consigliere comunale: - gli enti locali non possono approvare i loro bilanci annuali e pluriennali in disavanzo. Così stabilisce una precisa norma di legge che tutti gli amministratori, dirigenti e revisori d'Italia dovrebbero conoscere. A Lecce, invece, la Giunta Poli ha presentato uno schema di bilancio che indica uno squilibrio fra spese ed entrate correnti di 11 milioni 700mila euro nel 2008 e 12 milioni e 400mila euro nel 2009. Che secondo il Collegio dei revisori verrà coperto con una voce definita "altre", la cui natura è misteriosa e incomprensibile".

"Oggi il sindaco ci spiega - dice ancora Salvemini - che lo squilibrio verrà finanziato con il 70 per cento delle somme rivenienti dagli oneri di urbanizzazione. Ad oggi questo non è possibile, perché lo vieta la finanziaria 2007 e lo ribadisce una circolare ministeriale. Ma questo poco importa a Palazzo Carafa. Ma c'è di più: se, anche calpestando le leggi dello Stato, il Comune di Lece decidesse di utilizzare il 75 per cento degli oneri di urbanizzazione nel 2008 e nel 2009 per finanziare la spesa corrente, il bilancio sarebbe comunque in disavanzo. Possibile - si domanda il diessino - che questo semplice calcolo sia sfuggito al sindaco Poli e ai suoi incorreggibili cattivi consiglieri?"

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