Carlo Salvemini pronto a lasciare: la manovra passa tra astensioni e assenze

Con 13 voti favorevoli approvata l'adesione alla procedura pluriennale di rientro. Il gruppo Prima Lecce, ancora una volta, apre una frattura nella maggioranza. Salvemini chiede in aula lealtà e trasparenza

Carlo Salvemini durante l'intervento in aula consiliare.

LECCE - L'adesione alla procedura di riequilibrio dei conti pubblici nel termine di quindici anni, secondo quanto previsto dal Testo Unico degli Enti Locali (Tuel), è stata approvata con 13 voti favorevoli, 9 contrari, tre astensioni, compresa quella del consigliere Fabio Valente del M5S. Sette gli assenti. Entro 90 giorni il sindaco e i tecnici di Palazzo Carafa dovranno predisporre la manovra e sottoporla all'attenzione della Corte dei Conti e del ministero dell'Interno, ma non è affatto scontato che si arrivi a quella data.

L'astensione del gruppo di Prima Lecce, presente in aula con i consiglieri Antonio Finamore - che ha accusato un lieve malore - e Laura Calò (assente Paola Gigante) e annunciata in sede di dibattito, ha infatti confermato la fragilità del patto amministrativo con il centrosinistra che aveva consentito alla maggioranza la tenuta dei numeri dopo la sentenza del Consiglio di Stato sulla cosiddetta anatra zoppa. A questo si aggiunge il nodo legato al consigliere Massimo Fragola, eletto nella compagine di Alessandro Delli Noci per la lista Andare Oltre (che fa capo al sindaco di Nardò, Pippi Mellone): non ha partecipato al voto né in commissione Bilancio né, oggi, a Palazzo Carafa e negli ultimi tempi, con i suoi interventi, ha voluto marcare comunque un distinguo rispetto alla linea dell'amministrazione comunale, come emerso a proposito della questione legata al ripianamento del debito della Lupiae Servizi.

Per il sindaco Carlo Salvemini diventa inderogabile, come ha fatto comprendere in aula, una verifica politica che dia segnali chiari in mancanza dei quali sarà pronto a trarne le coseguenze, cioè a dimettersi: d'altra parte anche molti consiglieri eletti nella coalizione che ha vinto il ballottaggio del 25 giugno 2017 manifestano insofferenza nei confronti dei colleghi che sembrano oramai agire su binari paralleli e convergenti con il centrodestra all'opposizione. L'ipotesi di elezioni anticipate, che seguirebbero il periodo commissariale scaturito dalle dimissioni, si riaffaccia dunque prepotentemente.

La delibera passa: "Provvedimento impopolare"

Dopo l'approvazione della delibera sugli equilibri di bilancio necessari a salvare la Lupiae Servizi, con il voto favorevole di Prima Lecce che aveva posto come condizione l'intangibilità dei livelli occupazionali, il sindaco ha incassato un altro via libera rispetto a un provvedimento che lui stesso ha giudicato "molto doloroso" e "impopolare" che, ha spiegato, si rende necessario per tutte le politiche di gestione economica e finanziaria dell'ente che sono state varate dalle giunte precedenti, in particolare quelle di Paolo Perrone.

Da ricordare che negli anni scorsi il Comune ha già varato una manovra di rientro (quella dell'ex assessore Attilio Monosi) per circa 48 milioni di euro di disavanzo con scadenza nel 2044. Per l'attuale sindaco è servita a ben poco, non potendo arginare uno squilbrio che ha provocato, secondo la relazione degli uffici finanziari, un incremento ulteriore di 30 milioni di euro per far fronte al quale l'amministrazione Salvemini ha scelto di aderire all'ipotesi prevista del testo degli enti locali. L'altra ipotesi che era in campo, legata a un emendamento  al decreto Milleproroghe caldeggiato dall'associazione dei Comuni Italiani ma cassato dal governo, avrebbe consentito di varare misure per assorbire l'ulteriore disavanzo nei prossimi 26 anni (in modo da coincidere con la scadenza del 2044).

L'ex primo cittadino ha invece rimproverato a Salvemini di volersi attenere a un criterio meramente ragionieristico e di aver voluto legare mani e piedi i destini dell'ente con uno strumento di risanamento che potrebbe creare più problemi di quanti ne intende risolvere, con aumento dei tributi, del costo dei servizi e di tagli ad alcune spese come quelle del salario accessorio dei dipendenti comunali la cui preoccupazione è stata richiamata proprio nell'intervento con il quale Laura Calò ha annunciato l'astensione di Prima Lecce.

Salvemini pronto a tirare le somme

Poche ore dopo la conclusione del consiglio comunale è arrivato il commento del sindaco: "Quello di oggi è stato un passaggio molto importante e delicato, che fa seguito a quello dello stanziamento di risorse necessarie a coprire le perdite della Lupiae, in attesa di avere il nuovo piano di risanamento; assolto mentre veniva notificato il provvedimento di interdizione dagli uffici comunali di un dirigente e di un funzionario per l’indagine sugli alloggi popolari a ribadire la complicata fase che siamo chiamati a gestire in questo periodo".

Salvemini non usa mezzi termini e analizza il quadro politico che la giornata ha fatto emergere: "Non posso politicamente ignorare che la delibera è stata votata da 13 consiglieri, con l’astensione del gruppo di Prima Lecce - che ha letto un documento di dissenso sul provvedimento il cui contenuto ho appreso solo in aula - e l’assenza ingiustificata del consigliere di Andare Oltre: nonostante nulla fosse stato anticipato nell’ultima ragione di maggioranza. C’e una evidente questione chi si apre con nitidezza: verificare la volontà di voler lealmente sostenere questa amministrazione, il programma votato dagli elettori e il patto per la città pubblicamente sottoscritto. Valuterò serenamente e seriamente nei prossimi giorni se esistono le condizioni per poter governare Lecce coerente al mandato ricevuto e agli impegni assunti, e poi trarrò le conclusioni conseguenti. Da sempre convinto che in politica le dimissioni non si annunciano, si presentano".

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