Salvemini è l'uomo chiave del centro sinistra: ufficializzata la candidatura

Il consigliere scioglie le riserve e invita i sostenitori a scendere in campo insieme a lui:"Siamo stati minoranza, ora dobbiamo diventare forza di governo"

Carlo Salvemini

LECCE – Carlo Salvemini getta il cuore oltre l’ostacolo e lo fa proprio nel giorno del compleanno del padre, Stefano Salvemini, rimasto impresso nella memoria della città come il “sindaco galantuomo”.

Il consigliere ha ufficializzato questa mattina la sua candidatura a sindaco del centrosinistra per le prossime elezioni comunali, spinto dalle oltre mille firme della petizione on line promossa dal movimento civico “Una buona storia per Lecce”, capitanato dall’avvocato Giuseppe Fornari.

Salvemini ha incassato anche il supporto di una buona fetta dei cittadini leccesi che lo hanno incoraggiato privatamente e, fatti salvi gli equilibri interni della coalizione messi a repentaglio dalla posizione dell’Udc, si è proposto alla platea dell’Open Space di Palazzo Carafa come l’uomo chiave in un progetto di cambiamento corale.

“Dobbiamo diventare il cambiamento che vogliamo vedere intorno a noi”, ha chiosato Salvemini di fronte ad un elettorato visibilmente commosso e convinto della necessità di questa candidatura che rappresenta un’autorevole quadra del cerchio dopo mesi di balletti sul toto nomi.

Il consigliere comunale, promotore di “Lecce città pubblica”, forte dell’esperienza maturata all’opposizione, ora punta al risultato. Ai grandi numeri, alla vittoria intesa come punto d'arrivo di un percorso costruito insieme alla base: “Qualunque progetto di cambiamento deve porsi come obiettivo quello di andare a governare; siamo stati minoranza e ora puntiamo a diventare maggioranza”.

I toni sono accorati e convincenti: “Questa sfida acquista valore solo se saremo in grado di interpretarla come un grande gioco di squadra. L’ambizione politica non è quella di sostituire semplicemente la figura del sindaco uscente, ma di rinnovare la classe dirigente della città portando all’interno del Comune, la casa comune, persone nuove”.

Salvemini lancia a tutti il guanto della sfida. Invita i sostenitori a mettersi in discussione e scendere in campo, abbandonando la zona di confort rappresentata da un’opposizione critica e sedentaria: “Il più importante incarico pubblico è il mestiere del cittadino. Per questo vi invito a diventare parte attiva del progetto: candidatevi con me”.

Uno sguardo ai numeri, che non guasta mai: “Se il 10 percento di voi scende in campo, costruiremo 3 liste civiche; con il 20 percento le liste saranno 6”. E considerato il conservatorismo dei tempi e la marginalità dei cittadini dal dibattito pubblico, Salvemini punta decisamente in alto: “Sarà un’ondata di partecipazione travolgente, come mai abbiamo avuto modo di vedere in città”.

Il programma, costruito fuori dai palazzi del potere ( ed è questa l’ambizione primaria), sarà incardinato su alcuni punti chiave: trasporto pubblico sostenibile; riduzione delle diseguaglianze sociali; cultura intesa come patrimonio da valorizzare e non come fabbrica di eventi; visione lungimirante della leva turistica. “Gli amministratori non possono occuparsi esclusivamente del benessere dei turisti trascurando quello dei residenti: una comunità felice è il miglior biglietto da visita per la città”. E poi ancora, c’è da ripensare al Pug, al piano delle coste, alle periferie degradate.

“Ho il dovere di rendermi credibile e di mantenere ciò che ho promesso”, chiosa in chiusura il candidato, sostenuto dalla lunga onda emotiva degli applausi dei suoi fedelissimi. 

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