"Salviamo l'ambiente": anche Taviano dice no alla cava "Arpa"

Il Comune, contrario al progetto, approva una seconda delibera: "Si ravvisa il pericolo di dissesto idrogeologico e il rischio di aumento del traffico di mezzi pesanti"

In foto: il sindaco Giuseppe Tanisi

TAVIANO – Taviano alza un muro di fronte al progetto di realizzazione di una cava per l'estrazione di materiale argilloso in località Arpa: una zona a 5 chilometri di distanza dal proprio comune e che interessa anche la periferia di Alezio.

Il progetto reca la firma della srl Geoambiente e Taviano aveva già espresso il proprio parere negativo in sede di conferenza dei servizi per il rilascio della Vas che ha coinvolto, nel mese di luglio 2018, anche le amministrazioni di Alezio, Matino, Parabita e Gallipoli.

La Valutazione ambientale strategica, è utile ricordarlo, rappresenta un tipo di valutazione a cui sono da assoggettare piani e programmi che possono avere effetti significativi sull'ambiente.

Il no è stato formalizzato con una prima delibera di giunta, seguita dalla nuova delibera di ottobre, la numero 308.

La seconda delibera arriva dopo il voto unanime del consiglio regionale, del 15 ottobre, sulla cosiddetta “Mozione Arpa”, presentata dall'omonimo comitato “Salviamo Arpa”, composto da residenti e politici locali, che ha presentato una petizione ad hoc. E consegnato, nelle mani del governo barese, circa 2 mila firme.

Taviano si è anche accodato al Comune di Alezio che, nel corso del Consiglio comunale del 16 ottobre, si era espresso all'unanimità sul punto: maggioranza e opposizione, in quella circostanza, hanno accolto e condiviso le rimostranze dei comitati civici ambientalisti.

Nel corso dei mesi si è costruita e radicata infatti una rete di cittadini, all'interno di un comitato spontaneo, che ha sollevato dubbi rispetto al possibile impatto ambientale della cava.

La posizione del Comune di Taviano, nella delibera, è chiara: “Si ravvisa il pericolo di dissesto idrogeologico che un simile progetto potrebbe comportare e, in aggiunta, il rischio di aumento del traffico di mezzi pesanti, dell'immissione di polveri sottili nell'atmosfera e la compromissione di uno sviluppo urbanistico, economico e agricolo su quell'area, oltre alla presenza, in zona, di un importante sito archeologico, di epoca messapica, da tutelare”.

Le motivazioni alla base della protesta sono numerose, come spiega il sindaco Giuseppe Tanisi, capofila della battaglia: “L'amministrazione è in trincea per difendere la salute pubblica, per garantire, ai nostri concittadini e ai nostri figli, un ambiente salubre e incontaminato, per preservare la bellezza delle campagne e del suggestivo paesaggio salentino”.

“Un'opera simile andrebbe contro le priorità di questa amministrazione che intende perseguire per assicurare il progresso non solo economico, ma anche civile, ecologico e morale delle nostre comunità”, conclude Tanisi.

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