Servizio di trasporto unico per Lecce e la sua cintura: chiesta delega per la gara

Dopo il protocollo firmato nel 2018 dai sindaci del capoluogo e di undici comuni dell'hinterland, un altro passo verso un sistema razionale di collegamento via bus

LECCE - Un altro passo verso una soluzione razionale del rebus del trasporto pubblico locale. Nell'aprile del 2018, su proposta del sindaco di Lecce, era stato firmato protocollo d'intesa con il quale il comune capoluogo e altri della sua cinta - Arnesano, Cavallino, Lequile, Lizzanello, Monteroni, Novoli, San Cesario, San Pietro in Lama, Surbo, Trepuzzi e Vernole - chiedevano il riconoscimento di un'area urbana estesa e la creazione di un sistema di trasporto integrato.

Oggi quelle stesse amministrazioni si sono ritrovate, sempre a Palazzo Carafa, per assumere un'altra decisione: la Regione Puglia, infatti, sta definendo i servizi minimi garantiti a ogni territorio, per poi avviare le procedure di gara per rilanciare il trasporto pubblico locale.  Al termine dell'incontro Carlo Salvemini e i suoi colleghi hanno stabilito di chiedere a Regione e Provincia la delega per indire la procedura. Si tratta di un passaggio politico importante perché, per la prima volta, il bando accorperebbe i servizi interni alla città con quelli della cinta urbana.

Salvemini, che parallelamente sta procedendo alla definizione del Pums (Piano Urbano per la Mobilità Sostenibile), è convinto che senza una programmazione di area vasta nemmeno il milione di chilometri in più che la Regione è pronta a riconoscere al capoluogo (in aggiunta all'attuale dote di 1,5 milioni) basterebbe a garantire al trasporto pubblico locale un vero salto di qualità. Il sindaco di Lecce ha ricordato alcuni dati: su un territorio che ospita poco più di 200mila abitanti, in un giorno medio feriale, circa 65mila spostamenti in entrata e uscita riguardano il capoluogo e il suo hinterland. Si tratta di un terzo del totale degli spostamenti considerando lo scambio tra Lecce e la provincia e nove su dieci avvengono in auto. 

"È un segno inequivocabile dell’assenza di un sistema integrato ed efficace di trasporto pubblico nell’area urbana leccese, fondamentale per riorganizzare tutta la mobilità nell’area urbana estesa - ha commentato Salvemini -. Ciò amplierebbe anche la possibilità di prevedere collegamenti efficaci con parcheggi di interscambio (Park & Ride) al di fuori del territorio della città di Lecce. In questo senso ci si sta muovendo anche nella elaborazione del Pums di Lecce, ripensando globalmente la mobilità che interessa il capoluogo".

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