Sgomberi occupazioni abusive: Donno incalza i sindaci e scrive a Salvini

Il deputato del M5S, dopo l'accesso agli atti di Arca Sud, sollecita la conclusione dell'iter per 323 alloggi, di cui 49 nel capoluogo

Il deputato Leonardo Donno.

LECCE - Una interrogazione per il ministro dell'Interno e una lettera per i sindaci di quasi sessanta comuni salentini nei quali sussistono casi di decadenza dal diritto di assegnazione di un alloggio popolare, che dai documenti risultano essere 323.

Il deputato del M5S, Leonardo Donno, dopo aver effettuato l'accesso agli atti di Arca Sud Salento, ente che si occupa della gestione e manutenzione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica, ha fatto un ulteriore passo in avanti chiamando in causa Salvini e i primi cittadini, a partire da quello del capoluogo dove sussistono 49 pratiche di decadenza.

L'iniziativa del parlamentare pentastellato è finalizzata al ripristino delle condizioni di legalità e all'assegnazione delle case agli aventi diritto: la domanda di alloggi pubblici è già inferiore alle dsponibilità e le occupazioni acuiscono ancor più il problema. Donno rimanda alla legge 48 del 2017 e alla circolare del ministero dell'Interno del settembre 2018 quali cornice di un'azione più incisiva con la cabina di regia delle prefetture attraverso l'istitiuzione di un comitato per la sicurezza per organizzare gli sgomberi.

Con un'altra lettera, indirizzata al prefetto di Lecce, Maria Teresa Cucinotta, il deputato chiede di completare quanto prima l'iter per quanto riguarda gli alloggi occupati abusivamente a Lecce, Nardò, Gallipoli, Galatina, Copertino, Maglie e Tricase.

"Quando si viene a conoscenza di un fenomeno che può rappresentare terreno fertile per fenomeni illegali, è nostro dovere andare avanti -spiega Leonardo Donno- i comuni devono riservare maggiore attenzione e celerità di intervento su questioni scottanti come questa. Lecce in primis, considerato il processo ancora in corso che vede coinvolti anche ex amministratori locali (la magistratura ha chiesto il via libera per l'uso delle intercettazioni che investono il senatore leghista Roberto Marti, tra l'altro, ndr). Ho inoltrato una lettera alla prefettura di Lecce per rimarcare quanto sia necessario fare squadra per arginare il fenomeno. Ad ogni singolo primo cittadino ho chiesto di fare la propria parte, coltivando insieme un unico obiettivo: ripristinare la legalità, garantendo un'abitazione agli aventi diritto. Abbiamo i mezzi per combattere la mafia ma non sappiamo usarli - conclude il deputato -. La stretta governativa si andrà avanti. Da alcuni comuni ho già avuto riscontro".

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