Sicurezza in stazione, Giorgia Meloni al sit-in. Gruppo di giovani la contesta

La presidente di Fratelli d'Italia nel piazzale dello scalo leccese dove la attendevano simpatizzanti e dirigenti. Poco distante un drappello di manifestanti

LECCE – È durato una ventina di minuti il sit-in organizzato da Fratelli d’Italia sul piazzale della stazione di Lecce, con la partecipazione della leader del partito, Giorgia Meloni. L’iniziativa è stata voluta per affrontare il tema della sicurezza e delle carenze strutturali.

Con lei alcuni militanti e dirigenti del partito, dal neo coordinatore regionale Saverio Congedo, al responsabile provinciale Pierpaolo Signore, passando per i consiglieri comunali Michele Giordano e Paolo Perrone, l’ex sindaco di Lecce che con Fdi si è candidato alle ultime elezioni politiche. Poco distante un gruppo di una quindicina di giovani di area antagonista, schierati dietro lo striscione “Razzismo ed esclusione sono il vostro decoro e sicurezza”. Ai cori di contestazione Meloni ha risposto facendosi un selfie: nell’inquadratura rientrava il presidio davanti al quale era schierata la polizia (mossa comunicativa per i social, già utilizzata altre volte).

La presidente di Fratelli d’Italia ha spiegato il significato della sua presenza nel luogo dove, per due volte in poche settimane si sono verificate due risse: “Siamo qui per testimoniare l’anomalia di una delle città più belle d’Italia che ha come biglietto da visita una stazione inadeguata alle sue potenzialità, sia sul piano della sicurezza dei cittadini, sia per quanto riguarda le infrastrutture nel Mezzogiorno. Anche quest’anno il 66 per cento delle risorse sono state destinate al Nord. Finché non si avrà una ripartizione equa potremo dare tutti i redditi di cittadinanza che vogliamo ma purtroppo chi vive qui non sarà in grado di competere ad armi pari”.

presidioantiMeloni-3Sul tema dei trasporti e delle infrastrutture Meloni è stata chiamata in causa per l’alta velocità: “È vergognoso che non arrivi fin qui e in metà del Paese. Del resto le condizioni in cui versa questa stazione dimostrano quanto ci sia uno scollamento enorme: noi abbiamo fatto le nostre proposte, la ripartizione equa dei fondi e il potenziamento di Strade Sicure nell’ambito del decreto sicurezza con un emendamento che però ci è stato bocciato. La situazione è fuori controllo anche per l’immigrazione clandestina e noi abbiamo detto chiaramente che c’è un nesso evidente tra questo fenomeno a l’aumento dei reati: i fatti accaduti a Lecce lo dimostrano”. Terminate le dichiarazioni alla stampa e scattate decine di foto con i suoi simpatizzanti, Meloni e altri esponenti di Fdi sono andati via in auto, accompagnati dal personale della Digos, dalla strada che conduce al parcheggio a pagamento e non da viale Oronzo Quarta, per aggirare i manifestanti.

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Commenti (2)

  • si, ma non sará un partito dell'opposizione a risolvere il problema.

  • Bloccare la delinquenza e le bande di spacciatori è fascismo(morto ormai da 73 anni). Secondo gli antagonisti è più nobile lasciarli liberi di scotennarsi a colpi di bottiglie rotte e coltelli piuttosto che arrestarli. La democrazia che ci hanno lasciato in eredità andrebbe tutelata e non barattata con quattro panetti di fumo!

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