Dagli slogan sui social all'incognita della strada: "Non cerco applausi, ma il confronto"

Carlo Salvemini da due mesi percorre a piedi la città riscontrando critiche per i suoi 18 mesi di governo, suggerimenti, incoraggiamenti e qualche sorpresa

Salvemini in piazzetta Verdi.

LECCE - A due mesi dall'avvio dell'iniziativa "Insieme. Per strada, nei quartieri", Carlo Salvemini ha percorso praticamente tutto il territorio urbano, incluso il litorale, in oltre una ventina di tappe: la prima è stata nel rione San Pio, il 20 febbraio, oggi è partito da piazzetta Verdi, uno degli angoli più particolari del centro moderno della città: alberi alti, ampie zone ombreggiate. Insomma, come quella ce ne vorrebbe almeno una per ogni area altamente urbanizzata. Con lui alcuni volontari della campagna elettorale e qualche candidato per il consiglio comunale.

L'appuntamento è per le 10 e prima ancora di iniziare un ragazzo molto giovane gli si avvicina e si presenta. Lo accompagna la sua ragazza, con la quale vive a Lugano. Insieme pensano di tornare a Lecce e incoraggiano Salvemini. La strada è così: ti riserva anche sorprese positive, apprezzamenti, oltre a lamentele, malumori e qualche occhiataccia. Qualcuno si gira di spalle, altri si fanno incontro deviando dal percorso che stavano facendo. 

Un modo incoraggiante per iniziare la giornata, non crede?

"Fortunatamente le attestazioni non mancano, poi fanno molto piacere quelle che vengono da giovani che per motivi di studio o lavoro hanno lasciato Lecce e che trovano una motivazione per rientrare anche perché intravedono la possibilità di un tempo nuovo dal punto di vista anche dell’attenzione a temi che a loro sono particolarmente vicini. Questi giri non sono ricerca di applausi e di standing ovation perché hanno lo scopo di misurare le difficoltà di chi vive Lecce da residente, da commerciante. Non ci sono solo riscontri positivi da accogliere, ma anche suggerimenti, critiche, delusioni con le quali pazientemente misurarsi: è questo il senso di ciò che facciamo ogni giorno. È confortante sentirsi chiedere: ma da noi quando passate? Come se ci fosse la consapevolezza dell’attenzione che ciascuno merita di ricevere".

Il dibattito politico sempre più velocemente sta diventanto un concentrato di slogan affidati ai social, sia a livello nazionale che locale. Ci si sottrae al confronto e anche alla verifica di ciò che si afferma, senza contraddittorio immediato, con un post. Lei, come già due anni addietro, ha confermato una strategia in controtendenza, quella di entrare nei negozi e metterci la faccia. Perchè?

Da sindaco uscente che ha avuto solo 18 mesi per governare è ancora più rischioso ma è l’unico strumento che conosco per misurarsi con i bisogni dei leccesi. Noi a questo siamo chiamati e per farlo la premessa fondamentale è conoscere bene la città di cui non si finisce mai di scoprire aspetti, situazioni, urgenze. Più l’attraversi e più ti immergi in un bagno di realtà. Noi lo facciamo da tempo: i social sono importanti, la funzione dei media altrettanto, ma non può essere quella la dimensione esclusiva del rapporto con la cittadinanza perché il rapporto del confronto uno a uno è sempre quello più ricco e più efficace".

Mancano solo tre giorni alla presentazione delle liste. Si ritiene soddisfatto del lavoro fatto nell'allestimento della compagine progressista e civica?

Siamo partiti con l’obiettivo di migliorarci. Credo che tutti si siano spesi con risultati importanti nel rafforzamento, nel rinnovamento delle liste e anche nell’allargamento della coalizione: il collante è rappresentato dalla proposta di governo, dal giudizio sull’amministrazione uscente, sul riconoscimento del ticket formato da me e da Alessandro. Come sempre, saranno i cittadini a stabilire se il lavoro è stato considerato proficuo, credibile, autorevole, riconoscibile.

La coincidenza tra elezioni europee e comunali lascia presupporre un mese intenso, magari anche con qualche big di calibro nazionale. Lei è pronto per il vecchio, caro comizio?

Io credo che sono campagne elettorali distinte, non giova a nessuno far confusione. Noi lavoreremo come abbiamo cominciato, non ci fermeremo mai. Tra poco introdurremo i comizi nei quartieri, insomma niente di inedito rispetto a quelle che si fa abitualmente e che amiamo fare.

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