Indebitamento Italia, polemica sul ventesimo posto di Lecce

Arrivano i commenti politici sulla classifica del Sole 24 ore che vede il capoluogo salentino tra le prime città per indebitamento pubblico pro abitante. Salvemini: "Ripercussioni". Monosi: "Da lui mai nessuna proposta"

L'assessore Attilio Monosi.

 

LECCE - Sta suscitando un ampio dibattito, condito anche da commenti piccanti, la graduatoria stilata sul Sole 24 ore sull’indebitamento pubblico che ha “incoronato” in negativo Lecce al ventesimo posto nazionale e prima in Puglia nella famigerata classifica (sulle cui logiche resta qualche perplessità), con un carico di circa 1500 euro per abitante. Il primo ad evidenziare come il maxi debito pubblico dell’Italia torni a bussare alle porte degli enti locali con la nuova legge di stabilità è Carlo Salvemini: “È, infatti – precisa -, previsto un pacchetto di misure di rientro particolarmente pesante per i bilanci di comune e province”.

Per Salvemini, la notizia “non è senza ripercussioni per la nostra città”: “Quando parliamo di gestione dissennata delle risorse pubbliche – chiarisce - è a questo che ci riferiamo. Un indebitamento per abitante alle stelle. Una città tecnicamente in dissesto come ammette lo stesso sindaco. Un disavanzo non ancora coperto. E tante voci di debiti fuori bilancio ed entrate gonfiate che rendono i dati ufficiali ulteriormente preoccupanti”.

Per questo, la via maestra sarebbe per Salvemini quella della novità, con “persone nuove” e “gestioni nuove”. Ma l’assessore al bilancio del comune leccese, Attilio Monosi, recepisce le parole di Salvemini come un attacco pretestuoso all’azione dell’amministrazione, non enunciando peraltro alcuna “proposta concreta”: “A Carlo Salvemini – afferma - riconosciamo la capacità di leggere i bilanci e di entrare nel merito delle questioni economiche. Siamo convinti che egli, benché non lo manifesti verso l’esterno per una questione prettamente politica, abbia sinceramente apprezzato il nostro impegno e i risultati raggiunti per fronteggiare la difficile situazione economica al comune di Lecce”.

Monosi sostiene che la maggioranza di Palazzo Carafa sia riuscita con “competenza” e “coraggio”, ad affrontare una situazione “difficilissima”: “Possiamo dire oggi – puntualizza -, con un pizzico d’orgoglio, di essere riusciti ad evitare il peggio. In questi anni l’indebitamento del comune di Lecce è rimasto pressocché invariato, ma abbiamo fronteggiato debiti fuori bilancio per circa 30 milioni di euro, tutti debiti rivenienti dal passato”.

Per l’assessore, l’alto livello di indebitamento a cui farebbe riferimento l’ex consigliere Carlo Salvemini dipende dalle attività del passato, “molte di queste scellerate”. Il riferimento va a quella che viene definita “l’assurda transazione” di metà anni Novanta, che “l’amministrazione comunale di centrosinistra siglò con la Saspi”: “Cinquanta miliardi di vecchie lire – asserisce - a carico dei cittadini. Mentre a Salvemini riconosciamo la capacità di leggere i bilanci lo valutiamo negativamente per l’efficacia delle proposte, anzi per l’assoluta mancanza delle proposte”.

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Monosi critica Salvemini per non aver mai dato una soluzione concreta al fine di arginare anche solo una delle gravi situazioni economiche da lui stesso rappresentate: “Noi – avverte Monosi - abbiamo il dovere di  governare per questo la nostra azione non può limitarsi a lanciare slogan o proclami. Abbiamo dimostrato con i fatti come si amministra e come ci si comporta in situazioni di emergenza: i casi Lupiae, Boc comunali e a Brenta stanno qui a dimostrarlo”. 

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