"Centrodestra perde se non si rinnova". La Lega vuol lasciare il segno sulle primarie

Mario Spagnolo domenica 17 marzo si confronterà con Saverio Congedo e Gaetano Messuti per il ruolo di candidato della coalizione: "Chi è stato in prima linea lasci ora spazio a volti nuovi"

Mario Spagnolo.

LECCE - Per la prima volta nella storia delle elezioni comunali leccesi, la Lega si appresta non solo a presentare una propria lista, ma propone anche un candidato per le primarie del 17 marzo che decreteranno il candidato sindaco del centrodestra. Si chiama Mario Spagnolo, ed è il segretario cittadino del partito di Salvini. Solo pochi mesi addietro, tuttavia, sembrava sul punto di essere destituito. Da quella delicata fase parte l'intervista che segue.

Nello scorso autunno sembrava fosse sul punto di essere messo alla porta per dissidi interni, oggi si trova a sfidare a marzo due calibri pesanti del centrodestra. Cosa è successo allora e cosa è poi cambiato?

Diciamo che chi doveva valutare Mario Spagnolo, dopo averlo conosciuto bene, ha ritenuto che fosse una persona capace di rimanere alla guida del coordinamento leccese della Lega e degna di essere poi addirittura candidata a sindaco nelle Primarie del centrodestra. Vuol dire che se c’erano dei dubbi si sono dissipati. Meglio così. Del resto nel nostro partito non esistono dinastie, tutti devono guadagnarsi tutto con il lavoro sul campo. Chi mi conosce apprezza la mia coerenza e la mia lealtà e aver fatto cambiare idea sulla mia persona mi riempie di orgoglio e mi spinge ad agire sempre meglio per conservare la stima che in tanti mi stanno dimostrando.

L'inchiesta sulle case popolari investe anche il senatore della Lega, Roberto Marti, per il quale il gip ha chiesto al Parlamento l'autorizzazione all'uso delle intercettazioni. In attesa d sviluppi giudiziari, e fatta salva sempre la presunzione di innocenza, non crede che la politica debba interrogarsi su alcuni meccanismi? 

L’inchiesta sulle case popolari ha toccato, anzi sta toccando tante persone. Trasversalmente ha raggiunto anche esponenti dei partiti del centrosinistra che facevano opposizione alla giunta Perrone (Antonio Torricelli, ndr). Io resto in attesa delle decisioni della magistratura e considero tutti innocenti fino a prova contraria, qualunque fede politica essi professino. Ma penso anche, per venire alla sua domanda, che certi meccanismi non reggono più. Leggi obsolete e anacronistiche non favoriscono la trasparenza che, invece, è il primo valore di ogni amministrazione, soprattutto quando si agisce con i bisogni di persone in difficoltà.

Lei, dopo la sconfitta al ballottaggio nel 2017, fu tra i primi a chiedere un rinnovamento nel centrodestra, un protagonismo per coloro che sono stati sempre in seconda e terza linea dietro i "soliti noti". La sua candidatura è anche una risposta a quel sistema di gerarchie?

Io credo che il centrodestra a Lecce abbia bisogno di rinnovarsi e per rinnovarsi deve appellarsi a volti nuovi. Questo ovviamente non lo penso solo io, ma tanti, tantissimi leccesi. Il centrodestra è maggioranza in città ma perde se non si rinnova perché è fisiologico che dopo vent’anni la classe dirigente si cristallizzi e perda passione ed entusiasmo. I leccesi hanno dimostrato di volere bene al centrodestra perché questa città grazie al centrodestra è diventata una città migliore, più bella, più conosciuta, più intraprendente. Ma adesso penso anche che sia giunto il momento che chi è stato sempre in prima linea faccia un passo indietro a beneficio di persone nuove. Di giovani che hanno voglia di impegnarsi. La nascita di tante civiche fa capire che c’è voglia di rinnovamento nel centrodestra e mi auguro che chi vuole il vero rinnovamento compia scelte nuove.

Il voto di opinione premia in questa fase la Lega, ma si è capito cosa faranno le civiche riconducibili a Marti? 

Il Senatore Marti, che è persona seria, in conferenza stampa, nel giorno della mia presentazione, ha detto che il 17 sera si vedrà da che parte sono state le civiche che a lui fanno riferimento e si capirà tutto il suo impegno a mio sostegno. Io ci credo, ci credo eccome! Poi ovviamente non posso imporre la mia persona a nessuno e quindi se c’è chi non vuole votarmi anche all’interno di Grande Lecce e Prima Lecce è giusto che non mi voti. Se qualcuno pensa che il rinnovamento nel centrodestra passi per Congedo e Messuti, voti per loro, ci mancherebbe. Io rispetto tutti e devo dire che in quelle liste ho tanti amici che proprio in questi giorni mi stanno chiamando per confermarmi il loro appoggio convinto.

Qual è, in sintesi, la sua storia e quando la sua biografia incrocia la politica?

Ho 45 anni e da più di venti mi occupo di volontariato, protezione civile e pronto intervento sanitario. Ho prestato soccorso in tante situazioni difficili che si sono verificate in Italia in occasione di calamità naturali ed ho maturato un’esperienza professionale importante in questo settore. La politica è una passione che coltivo dalla gioventù. Ho militato sempre nel centrodestra leccese e quattro anni fa mi sono avvicinato al partito di Matteo Salvini. Il Capitano ha creduto in me e mi ha affidato la costituzione della Lega nella nostra città insieme ad un gruppo di amici la cui vicinanza e il cui affetto mi accompagnano ancora. Il resto è storia recente.

Salvini sembra aver archiviato non solo il secessionismo per un più istituzionale federalismo accentuato, ma anche la propaganda antimeridionalista su cui la Lega ha costruito per un ventennio le sue fortune. Questa ferita non le fa ancora male, da leccese?

Diciamo innanzitutto che le fortune della Lega passano dalla buona amministrazione dei territori, dalla capacità di risolvere i problemi concreti delle zone più ricche d’Italia e non certo dall’antimeridionalismo vero o presunto. Io non mi sono mai sentito offeso da certe frasi perché penso che le offese gratuite e i pregiudizi qualifichino chi li proferisce e non chi li riceve. Ma attenzione, certi modi volgari e stereotipati di appellare i meridionali non appartengono ai leghisti; appartengono a tanta gente del nord che nelle urne vota per tutti i partiti dell’arco costituzionale. Per lavoro sono stato tante volte al nord e le posso dire che l’epiteto ‘terrone’ era sulla bocca di molti ‘compagni’, altro che leghisti! Dico anche però che spesso si tratta di sfottò da stadio e io, da sportivo e da ultrà, non mi offendo certamente per gli sfottò da stadio. La faccenda è più complessa: è vero che al Nord buona parte della classe dirigente che eccelle viene dal Sud ed è altrettanto vero che nel meridione certi comportamenti vergognosi nei confronti dei beni comuni e dei beni pubblici dovrebbero essere condannati con più forza. Spesso giustifichiamo la nostra incuria, coprendola di vittimismo. L’orgoglio e l’identità non possono passare dal difendere l’indifendibile.

A chi le rimprovera inesperienza nella conoscenza della macchina amministrativa, come replica?

Questa mi sembra un po’ la storia di quegli imprenditori che cercano giovani al primo incarico lavorativo ma con ‘ampia e documentata esperienza’. Se una persona è nuova della politica è chiaro che non possa avere grande esperienza; l’esperienza è qualcosa che si acquisisce con la pratica. Credo piuttosto che sia fondamentale avere un’idea di città, un’idea di amministrazione, un’idea di collettività. Ed io questa idea ce l’ho ben chiara. Poi bisogna studiare ogni giorno e circondarsi di collaboratori validi, l’esperienza verrà col tempo. E quando verranno il mestiere e l’esperienza rimpiangeremo la freschezza dell’inesperienza. È il gioco della vita.

Comunque vadano a finire le primarie, quali sono i punti del programma elettorale del centrodestra irrinunciabili per la Lega?

Non cederemo di una virgola sulla difesa del tessuto commerciale cittadino. I nostri commercianti meritano rispetto e aiuto. Chiunque abbia un’attività commerciale che aiuta la nostra città a crescere e vivere, chiunque ogni mattina alzi una saracinesca contro la crisi e contro le difficoltà ha bisogno di sentire l’amministrazione dalla sua parte. Spesso a Lecce, soprattutto negli ultimi due anni, abbiamo dato l’idea di trascurare il commercio, a volte di mettergli i bastoni tra le ruote. Noi vogliamo che la gente torni a comprare dai nostri negozi e dobbiamo facilitare questa scelta con politiche dei trasporti e del traffico adeguate. Già c’è il commercio on line che la fa da padrone, già c’è la grande distribuzione…se non difendiamo noi i nostri commercianti chi li deve difendere? La sicurezza è l’altro caposaldo del nostro programma: ci sono zone della città off-limits. Bene, questa cosa, con noi alla guida della città, non ci sarà più. Collaboreremo con le forze dell’ordine e di polizia in maniera più sinergica e dimostreremo che la polizia locale può essere di grande aiuto in tal direzione e non serve soltanto per comminare multe agli automobilisti.

Leggi l'intervista a Gaetano Messuti e quella a Saverio Congedo

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