Stagione della caccia “limitata”. Lega e centrodestra sparano sulla Regione

Le modifiche al calendario venatorio alimentano lo scontro politico: Marti e i consiglieri di Fratelli d’Italia e Direzione Italia attaccano Emiliano e invocano tutela per i cacciatori

BARI - Dal bisticcio interpretativo della sospensione da parte del Consiglio di Stato del calendario venatorio della Puglia all’attacco politico mosso dalla Lega e dai partiti del centrodestra regionale contro le modifiche dello stesso apportate dalla Regione Puglia che consente da subito di riaprire la stagione della caccia, ma con forti limitazioni così come imposto dal provvedimento cautelare. Il tutto in attesa dell’udienza in camera di consiglio anticipata al 17 ottobre prossimo. Mentre gli ambientalisti promotori del ricorso da un lato esultano, i cacciatori chiedono maggior rispetto per la categoria e in queste ore incassano la vicinanza politica della Lega per Salvini premiere di Lecce e dei consiglieri regionali di Fratelli d’Italia e Direzione Italia, Erio Congedo, Ignazio Zullo, Giannicola De Leonardis, Luigi Manca, Renato Perrini e Francesco Ventola.                        

A prendere posizione sulle recentissime modifiche apportate dalla Regione Puglia al calendario venatorio e sulla riapertura, con forti limitazioni, della stagione della caccia, è in particolare il senatore salentino della Lega, Roberto Marti, che ritiene ancora una volta penalizzata la categoria dei cacciatori e che definisce senza mezzi termini un “provvedimento farsa” quello in questione.        “E' ridicolo e inadeguato il provvedimento con cui la Regione riapre la stagione venatoria presentando ai cacciatori pugliesi un nuovo calendario, provvisorio e fortemente limitato, che continua a scontentare una categoria da anni trascurata dal governatore Emiliano” lamenta con durezza Marti. Che aggiunge: “La Regione approva dunque un altro provvedimento tampone, che fa tornare il settore indietro di anni invece di mettere mano seriamente al Piano Faunistico Venatorio, che viene dunque rinnovato con delibere generiche e approssimative, obsolete e prive di motivazioni valide, carenti per sostenibilità e improntate ad aspetti etici più che a dati scientifici che tengano conto dei periodi di riproduzione delle diverse specie. I cacciatori pugliesi hanno ben compreso di essere stati ingannati”, conclude il parlamentare, “con l’adozione di una delibera fondata su aspetti ideologici, favorevole alle pretese animaliste e che non tiene in alcun conto i principi di sostenibilità, a cui invece da sempre è informata la politica della Lega nel settore”.

Invocano più rispetto e maggiore considerazione per i cacciatori pugliesi anche i consiglieri del Fratelli d’Italia e Direzione Italia. “La modifica del calendario per la stagione venatoria 2019-2020, adottata al solo scopo di recepire le contestazioni sollevate in sede giudiziaria da un'associazione ambientalista, dopo che il Tar Bari ne aveva integralmente rigettato ogni istanza e prima che si fosse pronunciato il giudice amministrativo di appello, è l’ennesima riprova di quanta poca considerazione abbiano i cacciatori pugliesi da parte del governo regionale in carica” denunciano i consiglieri regionali,  “sembra quasi che l'intento del presidente Emiliano, assessore all'agricoltura e alla caccia, sia quello di accontentare e tenersi buoni gli ambientalisti, a discapito però di un'intera categoria che contribuisce anche economicamente alle finanze regionali con le cospicue tasse di concessione regionale annualmente versate da ciascun cacciatore per il rinnovo della licenza di caccia, e con quelle di alcune migliaia di euro versate annualmente per il rinnovo delle concessioni delle varie aziende faunistico-venatorie”.

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