Ambiente e lavoro, l'ora di fermare la logica del ricatto occupazionale

Incontro tra Rossano Ercolini, promotore della strategia "Rifiuti zero", e il presidente della Regione, Michele Emiliano

A sinistra Rossano Ercolini, a destra Michele Emiliano (foto di Claudia De Blasi).

LECCE – Ambiente e lavoro non sono più i termini di un’equazione irrisolvibile. La logica del ricatto che ha sempre compresso il dibattito sulle grandi emergenze in tema di salute pubblica, protezione del territorio e delle sue risorse naturali, mostra oramai tutti i suoi limiti, morali e storici.

Così nella regione dell’Ilva e della centrale di Cerano, dei picchi di alcune patologie tumorali, della bassa percentuale di raccolta differenziata, è arrivato Rossano Ercolini, originario della provincia lucchese, per dire che la strategia “Rifiuti zero” porta in dote anche notevoli opportunità occupazionali. E lo ha detto nel corso di un incontro promosso da Lecce Città Pubblica (moderatore Gabriele Molendini), davanti a centinaia di persone, ma soprattutto rivolgendosi ai lavoratori Omfesa ed ex Bat che hanno atteso l’arrivo del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, per chiedergli di assumersi in prima persona il compito di vigilare sulle vertenze che oramai vedono gli ammortizzatori sociali già esauriti in alcuni casi e agli sgoccioli in altri.

Ercolini, maestro di scuola elementare, nel 2013 ha vinto il Goldman Environmental Prize, l’equivalente del Nobel per l’Ambiente: le buone pratiche sulla riduzione della produzione di rifiuti, sul riciclo e sul riutilizzo di cui è appassionato studioso e divulgatore non sono un’utopia perché riguardano oramai circa 5 milioni di italiani e sono così realistiche nella loro attuazione che anche il presidente americano Obama ha voluto saperne di più. E pensare che tutto è partito molti anni addietro dalla battaglia contro il progetto di un inceneritore nel comune di Capannori.

L’assunto di partenza si basa sulla consapevolezza che in un’area del mondo priva di giacimenti, come l’Europa, soltanto la valorizzazione del grande tesoro rappresentato dai materiali presenti nei rifiuti potrà soddisfare la domanda di materie prime nei decenni a venire, che gli analisti stimano in netta crescita. La creazione di piattaforme di estrazione di questi preziosi materiali, ad esempio le cosiddette “terre rare” contenute nei telefonini, nei computer e nella altre apparecchiature elettroniche, può rappresentare una modalità per la creazione di impiego oltre che uno strumento all'avanguardia dal punto di vista ambientale.

emiliano_morea-2La questione del conferimento – è stato detto con molta chiarezza - resta uno dei nodi cruciali di tutta la questione: gran parte del business che esiste e resiste in tema di rifiuti sta proprio nelle grandi quantità di materiali che vengono ancora portati in discarica. La separazione dall'attività di raccolta è quindi un passo obbligatorio verso quel cambio di mentalità indispensabile da un punto di vista culturale, economico e politico per invertire un processo distruttivo: “Altrimenti si perde tutti”, ha ammonito Ercolini.

L’approccio del movimento “Rifiuti zero” è quello di un gruppo indipendente che prova a incidere con proposte costruttive nei processi decisionali. Una spinta dal basso che indica alle istituzioni l’unica strada possibile da seguire. E il presidente pugliese ha seguito con molto interesse le digressioni e le esortazioni dell’ospite toscano chiamandolo pubblicamante a collaborare con lui alla stesura del piano regionale dei rifiuti, che rappresenta il provvedimento chiave di tutta la questione per i prossimi anni.

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La strategia “Rifiuti zero” che è già in atto alcune zone del Paese è l’occasione per una grande operazione di riconversione della Puglia, e perfettamente in linea con la sua spiccata vocazione turistica: la responsabilità di cogliere l’indifferibilità di questo passaggio epocale investe tutti, dal singolo cittadino alle rappresentanze sindacali, dalle aziende alle amministrazioni comunali. Senza dimenticare gli operatori dell’informazione.

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