Sea Shepherd: "Nate piante di posidonia a 10 metri dall'exit point di Tap"

I volontari tornano a monitorare il sito nei mari di San Foca, dove passerà il microtunnel. Già ad agosto erano passati all'attacco

SAN FOCA  - I volontari di Sea Shepherd Italia, dopo la denuncia di una presunta violazione delle prescrizioni riguardanti l’exit point del microtunnel di Tap, giudicato troppo vicino alle praterie di farenogame,  tornano al contrattacco. Questa volta, rivelano di aver documentato la nascita di nuove piantine di posidonia a una decina di metri dal sito in cui sarà localizzato il già citato exit point.

In una nota, dunque, spiegano che durante le attività di monitoraggio dei fondali marini salentini e del progetto Tap, in un’immersione che risale al 6 settembre scorso, hanno scorto la presenza delle piante di a 10,10 metri dal sito.

Il 6 agosto scorso, i volontari avevano invece indicato la presenza di praterie di posidonia e cymodocea nodosa a una distanza ritenuta inferiore a 50 metri, rispetto al posizionamento del Mt, lamentando quindi la violazione del progetto e il mancato rispetto di una serie di prescrizioni previste dal ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare.

Video: la distesa di posidonia sul fondale

Nel recente controllo, invece, le videocamere subacquee avrebbero filmato la nascita di nuove piantine una decina di metri appena dall’exit point. I volontari di Sea Shepherd si dicono come sempre disponibili non solo a condividere le informazioni e i filmati, ma anche ad accompagnare in immersione chiunque voglia verificare. E spiegano che resteranno a vigilare costantemente il sito.

Sea Shepherd, nata nel 1977, è un'organizzazione internazionale senza scopo di lucro la cui missione è fermare la distruzione dell'habitat naturale e il massacro delle specie selvatiche negli oceani del mondo intero. Opera in alto mare con una flotta formata da nove navi ed è impegnata su più fronti: dalla salvaguardia delle foche della Groenlandia, alla protezione dei delfini nella Baia di Taiji in Giappone. Da dodici anni l’organizzazione è impegnata a salvare le balene dagli arpioni giapponesi. La “Flotta di Nettuno”, in una decina d’anni, ne ha salvate più di 6mila.

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