"Tari, leccesi penalizzati dalla tassa. Non c'è equità": Fiorella a gamba tesa

Il candidato sindaco di Sinistra Comune rilancia: "Come mai, se la raccolta differenziata è passata dal 37 al 72 per cento, la tassa comunale è aumentata di oltre il 20 per cento?”

LECCE - Il tema della Tari torna al centro della campagna elettorale, rilanciato dal candidato sindaco di centrodestra, Saverio Congedo che ha accusato il sindaco uscente di aver "illegittimamente" aumentato il piano economico finanziario per il servizio di raccolta.

Carlo Salvemini ha prontamente replicato all'avversario politico ricordando che “l'unico prelievo illegittimo della Tari è stato quello della quota variabile applicato da Perrone”, da lui rimborsato.  

Nella polemica si è inserito anche l’esponente di Sinistra Comune, in corsa alle elezioni amministrative, Mario Fiorella che ha spostato l’asse del discorso sulle potenziali ricadute della tassa sulle tasche dei nuclei famigliari più povere. E più numerosi.

“Questa diatriba è poco appassionante; semmai i cittadini si pongono altre domande che reclamano una risposta chiara: La domanda che si pongono i cittadini è un'altra: come mai a Lecce, comune tra i più ricicloni in Puglia, dove la raccolta differenziata è passata dal 37 percento al 72 percento nell’ultimo triennio, la tassa comunale sui rifiuti nello stesso periodo è aumentata di oltre il 20 percento?”, si legge in un comunicato stampa.

Secondo l’esponente di Sinistra Comune, i residenti in città, non sarebbero stati premiati ma penalizzati: “Faccio un esempio: una coppia che vive a Lecce in un appartamento di 100 metri quadri, e che nel 2016 pagava 233 euro di Tari, nel 2018 ne ha pagati 288, con un aumento del 23 percento”.

Ma non è tutto. La Tari si compone, infatti, di una quota fissa, calcolata sulla metratura dell’appartamento, e di una quota che varia in base al numero di persone che ci abitano.

“E qui troviamo una sorpresa sgradevole – ha aggiunto Fiorella -: l’aumento maggiore ha riguardato infatti il numero degli abitanti di un immobile, più che la sua grandezza. In altri termini, gravando principalmente sulle spalle dei nuclei familiari a basso reddito, dove abitualmente più persone convivono in piccoli spazi. Insomma, l’esatto contrario di un principio ispirato all’equità sociale”.

Il giudice in pensione ha ricordato anche che, in seguito di un ricorso presentato da 81 comuni salentini, tra cui Lecce, il Tar ha stabilito che la Regione Puglia, che continua ad applicare la misura massima della ecotassa, debba restituire agli stessi l’80 percento di quanto versato. Quindi diversi milioni di euro.

Questa sentenza, puntualizza lui, fa il paio con una precedente del 2015, e che riguarda gli anni dal 2009 in poi.

“Che fine faranno tutti questi soldi, se il Consiglio di Stato, al quale la Regione è ricorsa, dovesse confermare la decisione del Tar, una volta rientrati nelle casse comunali?”, chiede Fiorella.

La proposta di “Sinistra comune” è chiara: “Da sindaco ne destinerei una parte al miglioramento del servizio di pulizia e di raccolta rifiuti, soprattutto nelle periferie e nelle marine, alla cura degli spazi verdi e delle spiagge libere, che versano in condizioni di grave abbandono; la parte più consistente, alle tasche dei cittadini leccesi, partendo dai più virtuosi e dai più svantaggiati. È su questi principi che si fonda l’idea di una città più equa, giusta e solidale”.

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Commenti (2)

  • Bei propositi dr Fiorella...ma le parole purtroppo rimangono sempre tali e il sig Salvemini che tanto si sta prostrando alla popolazione Leccese con incontri, sorrisi, abbracci di circostanza non si è neppure sognato lontanamente di rivedere, non dico restituire, al ribasso la tassa. Cosi come si scicquó la bocca nella prima campagna elettorale dichiarando che avrebbe smantellato il filobus sapendo gia che era impossibile...ma per un pugno di voti si fa questo e altro. Quindi lei dr Fiorella prima di dire.. semmai sarà eletto... deve fare...e concretamente.

  • "A gamba tesa" anche lo scrivente. Dopo gli esempi riportati in questo articolo, aggiungo anche il mio caso, che credo si possa riportare a tutti i proprietari di immobili sulle marine titolari di IMU (seconda casa) e TARI. Appartamentino di 42 mq la TARI ha raggiunto 226 Euro annue, nonostante riesco, a mala pena, a trascorrere 15-20 giorni di ferie nell'anno. Così dicasi per la fornitura dell'energia elettrica, contatore STACCATO per 11 mesi l'anno, bollette mensili da 50 Euro in su (ripeto con contatore STACCATO). IMU, grazie alla assurda e sbagliata rivalutazione delle rendite catastali per i fabbricati, pago circa Euro 800 ogni anno (metà a giugno e meta a dicembre). Se a tutta questa spesa, si aggiungono le spese fisse e i consumi per l'allaccio all'acquedotto e alla fognatura, si raggiungo circa Euro 2.000 di spese per poter trascorrere di 15-20 giorni l'anno di ferie a San Cataldo. Nonostante queste ingenti spese, dobbiamo assistere poi al totale ABBANDONO delle marine leccesi. Erbacce e sterpi ovunque, alberi non potati, marciapiedi sconquassati, nessun Vigile Urbano presente ai mercati settimanali, dove tranquillamente si vende pane, formaggi, frutta e verdura, nonché, pesce, cozze e ricci di mare, alimenti in barattoli, ecc. ecc. A questo punto in famiglia stiamo valutando la vendita dell'appartamentino, perché con Euro 2.000 posso trascorrere le ferie in un lido attrezzato, su altre spiagge, senza avere tutti i problemi inerenti le tenuta di un appartamentino.

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