Xylella, task force per le eradicazioni. Il ministro Centinaio contro i "furbetti"

Dopo Bari, anche a Lecce ha incontrato sindaci del territorio, associazioni di categoria e sindacati per spiegare i contenuti del decreto Emergenze: non trova spazio la richiesta di un commissario ad hoc

Il ministro Centinaio e il prefetto Cucinotta.

LECCE – Dopo aver fatto tappa a Bari, il ministro per le Politiche Agricola, Gian Marco Centinaio, ha incontrato presso la prefettura di Lecce alcuni sindaci del territorio, le associazioni di categoria, i sindacati. I portatori di interesse da tempo premono perché vengano messe a disposizione del comparto agricolo le risorse ritenute indispensabili per reagire al disastro del disseccamento rapido dell’olivo.

L’esponente del governo, che già a giugno era stato nel Salento per toccare con mano la situazione, è tornato a Lecce accompagnato dal presidente della Regione, Michele Emiliano, e dell’assessore Leonardo Di Gioia. Ha incontrato, alla presenza del prefetto, Maria Teresa Cucinotta, i primi cittadini di Uggiano La Chiesa, Acquarica del Capo, Palmariggi, Scorrano, Caprarica di Lecce, Tiggiano e una delegazione di Coldiretti e di Agrinsieme, sigla che riunisce una serie di associazioni. I primi in giallo, i secondo con i gilet arancioni.

“Abbiamo fatto il punto sul decreto che in questo momento i nostri colleghi parlamentari stanno votando alla Camera – ha dichiarato Centinaio con riferimento a quanto accaduto poche ore prima a Bari -. Penso che tutto quello che il territorio pugliese, insieme alla Regione, ci sta chiedendo lo stiamo realizzando. Sono molto ottimista”.

Per quanto riguarda la risorse messe a disposizione, il ministro ha ribadito: “Sono 53 milioni per la xylella, 34 per le gelate. Sappiamo che per il primo nodo servono più risorse: per questo il ministro Barbara Lezzi ha parlato proprio qui a Lecce di 300 milioni di euro: gli altri 200 li andremo a prendere in Europa, come ci è stato promesso dai commissari”.  Secondo Coldiretti sono 21milioni circa le piante infette nel Salento, con una perdita progressiva della produzione olearia lorda vendibile che è passata dai 50 ai 300 milioni di euro in tre anni. Per quanto riguarda, invece, i ristori destinati ai piccoli imprenditori e conduttori, Centinaio ha fatto capire che sarà compito della Regione occuparsene.

Le cifre dunque, restano quelle di cui si aveva contezza. Sui tempi necessari alla reale disponibilità dei fondi, il ministro ha chiarito: “Appena approvato il decreto, partiamo, del resto abbiamo prevista anche una semplificazione delle procedure. Non mi pronuncio sui tempi perché se dico un anno, la burocrazia italiana dirà che ce ne vogliono tre”.

Lo snellimento degli iter è un cruccio anche per le associazioni di categoria: “Se non saranno immediatamente snellite le procedure con le dovute deroghe ai vincoli idrogeologici, paesaggistici e di ogni altra natura all’espianto e reimpianto – ha dichiarato il presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia - e in mancanza di misure straordinarie a sostegno dei frantoi e del lavoro, per il periodo necessario al ripristino delle potenzialità produttive del territorio, sarà crisi irreversibile per la più grande industria green del Sud Italia e chiuderanno i frantoi in un periodo di massimo un anno”.

Ribadita la necessità di non esitare di fronte alle eradicazioni: “Sarà creata una task force con la Regione per sanzionare chi farà il furbo”. A questo proposito bisogna segnalare che le delegazioni di alcune associazioni hanno lasciato la grande sala della prefettura quando ha preso la parola il senatore barese Lello Ciampolillo, del M5s, che per evitare l’abbattimento di un ulivo su un fondo di sua proprietà, a Cisternino, lo aveva eletto come propria residenza parlamentare”.

Non sembra destinata a essere accolta una richiesta che era ritenuta prioritaria, quella della nomina di un commissario straordinario: se rispetto a questa esigenza Lezzi era stata possibilista, il suo collega di governo, Centinaio, ha tagliato corto: “Non ne abbiamo parlato”. Questo è però un punto sul quale Copagri, ad esempio, insisite. L'associazione, presenta a Lecce con il direttore generale Alfonso Guerra, ha chiesto di "riconoscere lo stato emergenziale al fine di nominare un commissario straordinario che abbia il controllo della macchina amministrativa e che possa centralizzare le decisioni e i rapporti con il governo e l’Europa semplificando una serie di adempimenti". Copagri ha sollecitato anche l'autorizzazzione allo stoccaggio della lega derivante dalle eradicazione "presso i frantoi che ne facciano richiesta alla Regione Puglia che dovrà curare e regolamentare le procedure".

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