Gasdotto, dopo il secondo round i tecnici del ministero prendono ancora tempo

Dopo l'incontro di lunedì a Palazzo Chigi con il premier, nuovo impegno per la delegazione No Tap di Melendugno presso il dicastero dell'Ambiente

ROMA - Il governo prende ancora tempo sul gasdotto Tap. Dopo l'incontro, informale, al ministero dell'Ambiente tra i tecnici del dicastero  e la delegazione del Comune di Melendugno, è stata comunicata la necessità di approfondire una serie di aspetti legati alla procedura che ha escluso l'assoggettabilità a valutazione di impatto ambientale del progetto del tunnel.

Con il sindaco, Marco Potì c'erano il suo vice, Simone Dima, l'ingegner Alessandro Manuelli, il professor Graziano Petrachi, gli avvocati Valentina Mele e Oronzo Marco Calsolaro. Hanno partecipato anche vari deputati del M5S, tra cui il leccese Diego De Lorenzis. Sono state esposte quelle che sono considerate le criticità e anche le presunte illegittimità emerse nelle varie procedure autorizzative.

Di fronte alla delegazione salentina vi erano Tullio Barlenghi, capo della segreteria tecnica del ministero, Amedeo Speranza, responsabile dell'ufficio legislativo e il numero una della direzione generale per la valutazioni e le autorizzazioni ambientali, Giuseppe Lopresti, firmatario di tutte le autorizzazione contestate. Potì ne ha chiesto la sospensione in autotutela e ha anche auspicato la riapertura della procedura di Via per il tunnel e di conseguenza di quella relativa a tutta l'opera.

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Il primo cittadino ha sottolineato che la decisione non dovrebbe essere politica, ma semplicemente legata a motivi tecnici e procedurali fondati sulle violazioni, per lui palesi, delle prescrizioni imposte a Tap nell'autorizzazione concessa nel 2014. I tecnici del ministero si sono riservati il tempo necessario, senza dare una scadenza precisa per le loro conclusioni.

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