Tessitura del Salento: sul tavolo del Mise ci sono ben 21 opportunità per rilevarla

Buone notizie dal tavolo romano: entro la fine di febbraio si arriverà ad un'unica offerta vincolante per salvare la società e i 117 dipendenti. I sindacati insistono sul pagamento degli stipendi

Foto di repertorio

MELPIGNANO - Si aprono spiragli nella vertenza Tessitura del Salento Industriale (Gruppo Canepa) e per i suoi 117 lavoratori impegnati nel sito di Melpignano. Sul futuro della società, come noto, campeggia il punto interrogativo della vendita e i lavoratori hanno scioperato nei mesi precedenti per rivendicare il pagamento delle mensilità arretrate.

La questione, intanto, è approdata sul tavolo del ministero dello Sviluppo romano. E proprio dal vertice che si è tenuto oggi pomeriggio, alla presenza del vicecapo di gabinetto del Mise, Giorgio Sorial, sono giunte notizie confortanti.

Il commissario ha dichiarato che sono sulla sua scrivania 21 manifestazioni di interesse a rilevare l’azienda. Neppure poche, quindi. Il Mise le ha suddivise in 3 categorie: le offerte di gruppi industriali che intendono rilevare la maggioranza delle quote societarie; quelle pervenute da fondi finanziari già impegnati nel settore moda; le trattative avviate da società interessate a rami d’azienda.

L’amministratore delegato di Canepa, Marco Cordeddu, ha invece annunciato che entro le prossime tre settimane si potrebbe giungere alla formulazione di una prima offerta non vincolante, per poi definirne una vincolante alla fine di febbraio.

Per quanto riguarda il carico di lavoro sono state confermate le commesse per la prossima collezione, ma il mercato attende novità sull’assetto societario prima di effettuare nuovi ordini per le collezioni successive.

Uno dei nodi da sciogliere rimane, oltre all’evidente necessità di salvaguardare i livelli occupazionali, quello del pagamento degli stipendi arretrati: nella giornata di oggi, 16 gennaio, è stata accreditata la mensilità di dicembre. La società con sede si è anche impegnata a garantire anche i prossimi stipendi, fino alla definizione del passaggio societario e del concordato.

Il concordato è stato avviato da Canepa, lo ricordiamo, nel mese di dicembre e scadrà il 10 aprile, salvo proroghe. Tra gli obiettivi emerge la ricerca di una partnership per garantire la sopravvivenza dell’attività d’impresa.

Con riferimento a Tessitura del Salento Industriale, il Gruppo Canepa ha avviato un dialogo con la Regione Puglia per la sottoscrizione di un accordo di programma (Kitotex 2).

A tal proposito, Leo Caroli, rinnovando l’invito all’azienda a proseguire nel processo di innovazione, ha ribadito la priorità di salvaguardare tutti i posti di lavoro del sito di Melpignano per proseguire sulla strada dell’intesa con l’ente.

Il tavolo tecnico ha visto anche la partecipazione dei segretari provinciali e nazionali di Femca Cisl, Filctem-Cgil e Uiltec-Uil. Erano presenti anche: Sabrina Sambati (capo dell’ufficio tecnico del ministero del Sud e della Coesione sociale), il presidente della task force regionale sul Lavoro, Leo Caroli e i vertici aziendali.

I sindacalisti hanno colto l’occasione per ribadire la necessità di vendita in blocco del Gruppo ad un partner industriale del settore e la loro netta contrarietà allo spezzettamento in più rami d’azienda.

Soprattutto hanno chiesto ai dirigenti garanzie sul pagamento degli stipendi: “Non devono essere necessari tavoli regionali o nazionali affinché i lavoratori percepiscano la retribuzione che spetta loro di diritto. Tessitura del Salento è impegnata con la Regione attraverso accordi di programma che prevedono un determinato livello occupazionale che va mantenuto. Terremo alta la nostra attenzione sull’evoluzione delle trattative per la compravendita delle quote societarie da cui dipende il futuro di centinaia di posti di lavoro”, hanno concluso loro.

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