Piazza Libertini, il debito per il suolo pubblico supera gli 800mila euro

Diversificate le posizioni debitorie, fino a decine di migliaia di euro per singolo titolare di licenza. La posizione di Lecce Città Pubblica

Gabriele Molendini di LCP.

LECCE - Il mancato pagamento della tassa per l'occupazione di suolo pubblico da parte concessionari di licenza per le 68 postazioni per il mercato di Piazza Libertini ammonta a 833 mila euro, con posizione debitorie che vanno da 90mila euro a poco più di mille. Una decina gli esercenti in regola su 55 attivi (al netto di revoche e cessazioni).

Il dettaglio aggiornato al 18 marzo non di discosta da quanto già emerso nel corso delle commissioni consiliari a dicembre ma aggiunge un tassello all'annosa discussione sul trasferimento del mercato dal sito attuale, strenuamente difeso dagli operatori, all'area di Settelacquare dove anni addietro l'amministrazione Perrone fece costruire, con una spesa di oltre un milione di euro, 48 box con vincolo di destinazione commerciale (dunque immodificabile fino al 2020). Quattro di questi sono andati distrutti nel rogo, di origine dolosa, che si è verificato la sera dell'8 marzo.

La giunta comunale del sindaco Salvemini ha ribadito di voler portare a compimento il trasferimento anche alla luce del recupero del secondo ingresso del castello e della normativa che tutela i siti monumentali impedendo la collocazione di mercati a ridosso. Sul punto è in corso un braccio di ferro. Il capogruppo di Lecce Città Pubblica, la lista più votata nella coalizione che sostiene il sindaco Salvemini, è intervenuto nella questione introducendo anche il tema della "concorrenza sleale".

"Prima dei diritti vengono sempre i doveri - scrive Gabriele  Molendini -. Quelle somme non versate, e si badi bene che non è la difficoltà di un anno particolare, ma spesso l’accumularsi di debitorie per anni di mancati pagamenti, sono soldi pubblici. Sono denari sottratti alla disponibilità di una comunità che non ha potuto utilizzarli per il bene comune. Per il vantaggio di tutti. Senza dimenticare che si tratta anche di concorrenza sleale a danno di tutti quegli altri esercenti che invece di occupare aree pubbliche senza pagare la Tosap fanno quotidianamente fronte con sacrificio a tutti gli oneri del loro commercio. Il che è profondamente ingiusto".

Tutela dei beni storici, valorizzazione dell'investimento fatto anni addietro dal centrodestra sull'area di Settelacquare come nuovo polo mercatale,  riqualificazione di strutture che si trovano a ridosso di insediamenti commerciali, pubblici e resindenziali molto frequentati. Il tutto sommato alla notevole esposizione debitoria che determina una disparità di condizione rispetto ad esercizi commerciali cittadini che fanno fronte agli oneri della propria attività.

Alla luce di questo contesto Molendini rivolge una domanda: "Salvo quei pochi che hanno arretrati entro i 5mila euro (sono una manciata) per i quali si può pensare ad uno stato di difficoltà, come è possibile che gli altri con somme identiche da pagare, non abbiamo assolto ai loro debiti Tosap da anni e anni e ritengono di essere in diritto di dettare la loro volontà ad una città intera"?

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