Tormentone Twiga sulla campagna elettorale. Bruni versus Cariddi

Botta e risposta tra il candidato di "Otranto è di tutti" e il suo concorrente, indagato in qualità di progettista e direttore dei lavori

La sede del Comune di Otranto.

OTRANTO – Il tormentone Twiga sì, Twiga no continua a spazzare il litorale otrantino. I sigilli fatti apporre dalla magistratura allo stabilimento in costruzione da parte di una impresa locale hanno portato ad una mezza marcia indietro di Flavio Briatore, che ha sospeso la concessione del marchio, ma anche al congelamento di sessanta accordi di lavoro.

In attesa di ulteriori sviluppi giudiziari, c’è anche da considerare l’aspetto politico perché uno dei due indagati, il progettista e direttore dei lavori, Pierpaolo Cariddi, è candidato sindaco alle amministrative dell’11 giugno e fratello del primo cittadino uscente. Il suo concorrente è Luca Bruni che, commentando la vicenda, parte da una doverosa premessa: “La lista che rappresento, "Otranto è di Tutti", attende che la magistratura compia i necessari approfondimenti prima di esprimersi nel merito. Ritengo tuttavia che ci siano questioni su cui riflettere. Partiamo dai fatti. Il candidato sindaco con cui oggi mi trovo a confrontarmi sulla visione del nostro territorio, è progettista e direttore lavori di quell’intervento, nonché fratello del sindaco a cui gli imprenditori hanno richiesto le autorizzazioni per investire le proprie risorse. Questo gruppo di imprenditori locali è, di fatto, in attesa di conoscere gli esiti delle valutazioni della magistratura”.

Si passa quindi ad una valutazione più prettamente politica: “Un approccio istituzionale, consapevole e responsabile avrebbe, forse, richiesto maggiore attenzione al fine di garantire la piena legittimità dell’iter, per proteggere l’investimento e salvaguardare l’occupazione. A nulla serve, invece, scivolare in un vittimismo che tenta di addebitare l’intervento della magistratura a manovre elettorali o, peggio, affermare falsamente che la norma sugli accessi a mare viene interpretata da oltre trenta anni come nel caso del Twiga (è appena il caso di segnalare che il Piano regolatore vigente è del 1998)”. Secondo Bruni è chiaro il tentativo di distogliere l’attenzione dal tema del possibile conflitto di interessi tra di Cariddi che da una parte firma un progetto di trasformazione e insediamento sul territorio, e dall’altra si candida per governarlo.

Non solo: discutibile sarebbe anche la questione del lavoro “quando, anche sul fronte turistico, esistono soluzioni alternative che consentono ricadute occupazionali del tutto compatibili con la tutela e identità dei luoghi”. Bruni (che è cugino del senatore Francesco Bruni, già sindaco dal 1997 al 2007) conclude le sue considerazioni con il richiamo al garantismo e con l’auspicio che la magistratura faccia presto chiarezza nell’interesse di una campagna elettorale che torni a discutere di contenuti e merito.

Dalla sua prospettiva, l’ingegner Pierpaolo Cariddi, che guida la lista "Otranto non si ferma", intende opporre precisazioni e chiarimenti:  “Quando ho accettato l’incarico di progettazione dell’accesso al mare in località Cerra non avevo ancora maturato l’idea di una mia candidatura a sindaco di Otranto e l’ho fatto convinto di poter definire una soluzione di equilibrio tra i legittimi interessi dei miei clienti e il risultato sociale che l’intervento avrebbe garantito alla mia comunità.

Nel merito della questione tecnica, e cioè quello degli accessi al mare, il progettista richiama la coerenza con le norme del piano regolatore:  “Bisogna precisare, infatti, che nell’area in questione la costa rocciosa demaniale non è raggiungibile se non attraversando proprietà private e la frequentazione da parte delle famiglie è ostacolata dall’assenza di aree libere in cui parcheggiare la propria automobile. I percorsi demaniali, presenti un tempo lungo la costa, utilizzati dai ragazzi, sono in molti tratti interrotti da frane generate dalla continua erosione di alcuni tratti della falesia”.

“Il sistema dell’accesso al mare impegna i proponenti, con una convenzione con il Comune, a fornire nuovi varchi sicuri verso la costa, corredandoli di servizi amovibili e parcheggi, garantendo accessibilità a tutti, compresi i diversamente abili, e pulizia quotidiana della  fascia demaniale antistante e laterale fino a cento metri di distanza. Da candidato sindaco continuo ad essere convinto della utilità di tale previsione; l’unica che consente maggiore accessibilità alla costa mantenendo il demanio marittimo libero alla fruizione ed uso da parte di tutti e di realizzare i servizi, ormai indispensabili,  in aree private allontanandoli dalla costa, al contrario di ciò che accade con gli stabilimenti balneari, su arenili e su roccia, dove le strutture lambiscono il mare”.

Cariddi chiosa in maniera polemica: “Certamente il proliferare di esposti sull’iniziativa e su altre questioni in piena campagna elettorale è quanto mai strano e non gioca certo a favore della costruzione di un vero dibattito sui temi politici e programmatici”.

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