"Un Piano strutturale per il Sud con il supporto dell'Ue": la proposta del premier Conte

Il presidente del Consiglio, dal palco della manifestazione di Cgil, ha discusso di precariato, fisco, vertenze e clima: "Rafforziamo il dialogo con le parti sociali"

Lecce - “Rimanere chiusi nei palazzi di governo è una iattura”: così il premier Giuseppe Conte ha motivato la sua presenza di oggi alla manifestazione organizzata da Cgil a Lecce, “Le giornate del lavoro”.

Il presidente del Consiglio dei ministri ha accettato l'invito per due ragioni: per riconoscere il ruolo istituzionale di un sindacato che pesa, con i suoi 5 milioni e passa di iscritti, e per avvalersi del confronto con le parti sociali nei processi decisionali del governo.

A dialogare con lui, al teatro Apollo, il segretario generale di Cgil, Maurizio Landini. I due leader si sono confrontati sui grandi temi dell'attualità, partendo dal lavoro in tutte le sue declinazioni (vertenze, precariato, salari e contratti) per finire a parlare di piani di sviluppo per il Sud, riforma fiscale, equità sociale, povertà, pubblica amministrazione e cambiamenti climatici.

Diseguaglianze sociali e divario tra Nord e Sud

“Esiste una distanza ormai certificata anche dall'Unione europea tra il Mezzogiorno del Paese, dove si registrano i più alti tassi di indigenza e dove i giovani hanno meno prospettive, e il Nord che funge da traino. Questo divario frena la crescita e noi abbiamo il dovere di colmarlo, applicando l'articolo 3 della Costituzione e rimuovendo, di fatto, tutti gli ostacoli che impediscono la piena realizzazione degli individui”, ha spiegato il premier.

Conte ha in animo di chiedere una mano all'Ue per realizzare un piano di interventi strutturali per il Sud che consiste nella realizzazione di infrastrutture e che agevoli le regioni più deboli con una fiscalità di vantaggio.

Secondo Landini le croniche lacune si devono colmare coordinando gli interventi delle istituzioni, per utilizzare al meglio i fondi europei, e con un piano di assunzioni nei settori strategici del Paese, sanità e istruzione in primis: “La premessa di ogni azione è però la garanzia del rispetto dei diritti fondamentali dei lavoratori”.

Vertenza Mercatone Uno

Ad oggi si contano mille 860 dipendenti in cassa integrazione che saranno licenziati entro la fine dell'anno. Conte si è detto preoccupato della situazione, specialmente per il rischio che i posti di lavoro bruciati al Sud non saranno facilmente rimpiazzati.

“Le crisi aziendali sono divenute un problema di sistema e il governo deve trovare tutti gli strumenti atti a fronteggiarle – ha puntualizzato il premier -. Siamo già al lavoro per inserire nella manovra economica anche un piano capace di incoraggiare il sistema industriale. L'intero sistema produttivo dovrà muoversi gradualmente verso la direzione che abbiamo scelto: cioè verso l'economia circolare e una maggiore sensibilità ecologica”.

Conte ha scommesso anche sul reddito di cittadinanza che, lungi dall'essere una semplice misura assistenziale, “ha un valore nel momento in cui riesce a rimettere nel circuito produttivo quei lavoratori che sono stati tagliati fuori”.

Il leader di Cgil, dal canto suo ha rimarcato la necessità di “cancellare i contratti pirata nel Paese” per far valere quelli siglati dai sindacati confederali e garantire, così, pari diritti ed equi salari: “Dobbiamo mettere mano anche al sistema degli appalti in cui si sono insinuati pezzi di malavita organizzata, attuando dei correttivi alla norma sblocca cantieri”.

Riforma del fisco e lotta all'evasione

“Il fisco italiano è iniquo e inefficiente e necessita di una riforma profonda – ha detto ancora Conte -. Dobbiamo rimettere mano all'intera legislazione, alleggerendo la pressione fiscale, rafforzando la posizione contributiva di donne e giovani e liberando risorse pubbliche per mezzo del cuneo fiscale”.

“Non possiamo che essere d'accordo – ha replicato Landini- dal momento che noi rappresentiamo quella parte di cittadini che paga le tasse. Ora è necessario che chi possiede di più, paghi di più”.

I nodi della pubblica amministrazione

“Gli uffici della pubblica amministrazioni soffrono le condizioni di sotto-organico ed è necessario sbloccare il turnover del personale dipendente. Allo stesso tempo, vogliamo anche migliorare la qualità dei servizi e l'efficienza degli uffici che continuano a non essere visti di buon occhio dai cittadini”, ha commentato il premier.

Video | L'intervento durante il dibattito

“Nella pubblica amministrazione facciamo i conti con la piaga del precariato e con il problema del rinnovo dei contratti – ha aggiunto il leader di Cgil -. Il governo deve trovare risorse per affrontare la questione salariale e insistiamo affinché venga ridiscussa le legge Fornero. In più, insieme a Cisl e Uil, abbiamo pensato a integrare l'opzione donna, che di per sé è penalizzante, con contribuiti aggiuntivi di un anno per ogni figlio”.

“Cgil ha un grande progetto davanti a sé – ha concluso Landini -: quello di diventare un sindacato rappresentativo di tutti quei lavoratori che parteciperanno ai cambiamenti professionali. Cambiamento significa, per noi, assumersi la propria parte di responsabilità”.

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