"Una spiaggia per tutti": lidi a misura di disabili

Antonio Rotundo promuove un progetto del Caba, sulla sperimentazione di un sistema di passerelle per condurre d'estate i portatori di handicap direttamente a mare. "Se diventerò sindaco lo realizzerò"

La bozza del progetto
Una nazione piena di handicap non è certo il posto migliore per chi soffre di un handicap. Piuttosto che essere un'amara battuta, è la realtà di un paese, l'Italia, dove "si fa demagogia, al di là della quale non esistono veramente lidi balneari accessibili, né a Roma, né sulla riviera romagnola, né in altre città", per usare le parole di Antonio Bilotta, romano, portatore di disabilità motoria agli arti inferiori e presidente nazionale del Caba (Comitato abbattimento barriere architettoniche). Già, perché il problema non sono soltanto le vie cittadine "con scivoli che hanno un'inclinazione del 13 per cento e marciapiedi altri 30 centimetri, come ho visto qui a Lecce, dove non sono padrone di girare liberamente", e sono sempre parole di Bilotta. Ma anche i lidi balneari. Perché se le ferie estive sono un diritto di tutti, non tutti godono veramente degli stessi diritti. Soprattutto, della piena indipendenza nei movimenti.

Ecco, allora, che il Caba ha ideato "Una spiaggia per tutti", un progetto innovativo che potrebbe veramente permettere ai disabili di muoversi in autonomia sulle spiagge. "Riacquistando la loro dignità", come ha tenuto a sottolineare Bilotta. Un'idea che Antonio Rotundo, candidato sindaco dell'Unione, ha fatto sua e che ha intenzione di promuovere "a San Cataldo, qualora diventassi primo cittadino", come ha spiegato questa mattina durante una conferenza stampa tenuta presso il comitato "Una buona azione per Lecce".

Ma di cosa si tratta, esattamente? L'idea prevede l'accesso diretto dal piazzale antistante il lido su pedane in pendenza, fino al raggiungimento della battigia, costruite interamente in legno con pendenze non superiori all'8 per cento. Inoltre: la realizzazione di un percorso di distribuzione disposto nella direzione del camminamento, tramite pedane posate sulla battigia per tutto lo spazio interessato dal progetto. E ancora: piazzole di sosta delle dimensione di 3 metri per 3, tali da consentire libertà di manovra contemporanea di due carrozzelle, con l'alloggiamento di un ombrellone. Senza dimenticare i prefabbricati con servizi igienici, bar, docce, deposito carrozzelle delle dimensioni adeguate all'accesso dei portatori di handicap e l'area riservata agli operatori per i disabili gravi.

Il punto cruciale, è poi il "percorso di discesa in acqua con opportuna pendenza", come si legge nella bozza del piano di lavoro. Che prevede inoltre la possibilità di creare una "piattaforma sul fondale ad una profondità di circa 70 centimetri dal filo dell'acqua, per l'immersione autonoma in mare ad una persona con sedia a rotelle". Il tutto, corredato all'esterno da un "sistema informativo-orientativo anche tattile, disposto in prossimità dell'ingresso".

"Nel costruire la nuova Lecce - ha spiegato Antonio Rotundo - il rapporto con associazioni come il Caba diventa strategico. Il progetto una "spiaggia per tutti" è particolarmente importante, perché è vero che il mare non ha barriere, ma esistono tante barriere prima di arrivare al mare. E in fin dei conti ci sono ancora molti ostacoli nel vivere la nostra città. Il mio impegno è quindi quello di costruire una Lecce per tutti".

"La caratteristica principale di questo progetto - ha poi spiegato ancora Bilotta - è di tornare utile a tutti, non solo ai disabili, ma anche a donne incinte, bambini, anziani, visto che si tratta di un sistema di passerelle che serve a condurre i bagnanti direttamente a mare. In questo modo, non si crea più la separazione fra cittadini, ma si convive realmente tutti insieme".

"Con questo progetto - ha proseguito Bilotta - vorremmo dare un segnale a tutta l'Italia. E Lecce può segnare una svolta: non esiste in tutta la nazione un solo stabilimento che possa portare i disabili direttamente a mare. E noi non vogliamo essere sollevati e condotti da altri, ma pretendiamo di riacquistare la nostra dignità ed avere la liberà di muoverci. Il fatto- ha detto ancora il presidente del Caba - è che vengo a Lecce da 25 anni, ma non sono mai andato liberamente su una spiaggia. E invece, pensiamo al fatto che in Italia esistono 6 milioni di disabili. E questo può significare, oltre che un atto di solidarietà concreto, anche la possibilità di portare nuovo turismo".

Alla riunione di questa mattina erano presenti anche Augusto Zamparelli, presidente dell'associazione famiglie disabili adulti non autosufficienti, che ha ricordato a tal proposito "l'importanza di creare una rete fra associazioni e Ausl" e Gigi Mangia, dell'Ascus, unione italiana ciechi, che opera nel calcio leccese dei non vedenti dall'84 e che ha portato la formazione più volte alla vittoria del campionato italiano. "La città deve essere di tutti e di ciascuno", ha detto Mangia in conclusione del dibattito. "È quindi necessario firmare una carta dei diritti alla mobilità, che comporti l'impegno da parte dell'amministrazione a rispondere a tutti i problemi e le inadempienze".

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