Uova nella sede M5S. Casili: "Facinorisi, estranei alla protesta pacifica No Tap"

Irruzione nei locali di via Milizia: muri imbrattati con vernice acrilica da ignoti, vestiti di nero. Casili e Valente in questura per sporgere denuncia

LECCE - Uova piene di inchiostro per imbrattare la sede leccese del Movimento 5 Stelle. Accompagnate da una pioggia di volantini contro il gasdotto Tap.

Questo il risultato di un’irruzione vera e propria, un atto fulmineo ed estemporaneo compiuto da ignoti nel tardo pomeriggio di ieri 16 novembre.

Erano le 19.00 circa quando una trentina di cittadini e attivisti pentastellati si trovavano in riunione insieme al consigliere comunale Fabio Valente, al portavoce alla Camera Veronica Giannone, al portavoce al Senato Iunio Valerio Romano ed al consigliere regionale Cristian Casili. L’ordine del giorno era la presentazione di un’iniziativa ecologista, "Alberi per il futuro", per donare alla città 85 alberi che saranno messi a dimora nel Parco Baden Powell.

Il parapiglia si è scatenato all’improvviso: “Due individui, vestiti completamente di nero, con il volto coperto per metà da un cappuccio e per metà da una specie di sciarpa, hanno fatto irruzione lanciando delle uova piene di vernice acrilica contro le pareti. Gli schizzi dell’inchiostro sono arrivati fino ai cittadini seduti davanti”, spiega Casili.

“Ho visto bene la scena e la mia paura è stata che i due soggetti potessero estrarre altro dalle tasche, qualcosa di pericoloso”, aggiunge il portavoce che nella tarda serata di ieri si è recato in questura, insieme al collega Fabio Valente, per sporgere denuncia e rilasciare dichiarazioni utili ai fini delle indagini.

Il lancio delle uova ha avuto come bersaglio i muri e i pavimenti dei locali di via Milizia, senza provocare feriti tra i presenti. La paura e lo sconcerto sono durati solo pochi attimi, il tempo necessario ai vandali per mettere a segno il colpo e dileguarsi di corsa nei vicoli di Lecce.

no tap sedie-2Un’azione dimostrativa vera e propria, peraltro non nuova nel capoluogo, con un bersaglio variabile a seconda delle circostanze. Se non fosse, però, per l’eccezionalità della circostanza, come rileva Casili: “Diverse sedi politiche nel corso del tempo sono state imbrattate in vario modo, ma questo caso è diverso perché vi erano delle persone presenti. L’irruzione è stata fatta ad arte ed è stata così rapida che non abbiamo avuto nemmeno il tempo di realizzare e reagire. Nessuno dei presenti si è mosso dal proprio posto”.

Fermo restando che l’identità degli autori rimane un mistero, è immediato il collegamento con le azioni vandaliche su tema “No Tap” che hanno centrato sia la sede di Tap, sia l’ufficio locale del Ministero dell’Agricoltura, sia il quartier generale del Pd leccese tempo addietro.

E non è un mistero che il fatto il M5S sia stato oggetto di pesanti accuse di “voltafaccia” da parte degli oppositori al gasdotto Tap. La critica si è inasprita dopo il via libera accordato dal governo gialloverde al proseguimento dei lavori nell’agro di Melendugno, culminato nel gesto eclatante di strappare le tessere elettorali.

Certo, tanto non basta a mettere in collegamento il gesto vandalico di ieri con la sacrosanta azione di critica politica. Lo puntualizza anche Fabio Valente nel corso di una diretta sul social network facebook: “L’aggressione sembra essere stata messa in atto da presunti attivisti No Tap perché conosco tanti attivisti veri che non si maccherebbero commettendo queste azioni”.

Lo conferma Casili: “Escludiamo ogni collegamento con la protesta pacifica: questi individui sono dei facinorosi infiltrati. Di certo, però, bene non hanno fatto neanche quelle scene che abbiamo visto delle bandiere bruciate nelle piazze. Chi compie questi gesti accende gli animi di persone che poi arrivano a compiere atti gravi come quello di ieri”.

Saranno intanto le indagini della magistratura a sciogliere ogni ragionevole dubbio a riguardo. Attribuendo la paternità del gesto a nomi e cognomi precisi e scovando il movente.

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