Uso “sproporzionato“ dell’orario di lavoro: nuovo malcontento fra i penitenziari

La denuncia di Osapp, l’Organizzazione sindacale autonoma della polizia penitenziaria, dopo un sinistro che visto coinvolti tre agenti

Il carcere di Lecce.

LECCE – Uso definito “sproporzionato” dell’orario di lavoro e la costante situazione di personale ridotto al centro del malcontento. A denunciare il sovraccarico l’Osapp, l’Organizzazione sindacale autonoma della polizia penitenziaria che segnala come “10 ore giornaliere nel delicatissimo compito del poliziotto penitenziario siano diventate  normali. Nessuno si preoccupa dello stato psicofisico dei poliziotti ormai messo a dura prova”.

A parlare è il vice segretario regionale Osapp Puglia, Ruggiero Damato, il quale fa una considerazione sull'incidente che ha coinvolto, nel tardo pomeriggio di ieri, tre poliziotti in rientro presso le proprie abitazioni, dopo avere espletato il proprio turno di servizio.  “Il continuo stress da lavoro potrebbe influire sul dover guidare nel rientrare presso il proprio domicilio?”.  E’ la domanda che si è posta Damato.

“Appreso che le dinamiche dell'incidente, apparso in principio abbastanza grave, viste le condizioni dell'autovettura, siamo lieti del fatto che lo stato dei nostri colleghi sia risulta serio, ma non gravissimo come abbiamo saputo in un primo momento dal comandante Riccardo Secci , che ieri si è recato personalmente ad appurare le reali condizioni dei tre colleghi. Facciamo un plauso al comandante per la nota sensibilità e l'attenzione al benessere dei propri uomini   e porgiamo gli auguri di buona guarigione ai tre colleghi coinvolti con l'auspicio che la dirigenza romana, la politica e l'attuale esecutivo metta realmente mano al sistema carcere e soprattutto alla polizia penitenziaria - ormai agli estremi della sopportazione di tali condizioni lavorative - con un imminente arruolamento di personale di polizia per sopperire alle croniche carenze di personale che nel penitenziario leccese nei due comandi si attesta all'incirca sulle 250/300 unità”, conclude Damato.

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