Resort tra gli ulivi: la Regione difende il diniego e si rivolge alla magistratura

Conferenza di Nichi Vendola e Angela Barbanente sulla vicenda che vede al centro un progetto di albergo diffuso in un uliveto sottoposto a vincolo: "Non svendiamo la Puglia". Tra i proponenti la moglie del sottosegretario inglese al Tesoro

Foto d'archivio.

BARI – “Non basta essere la moglie di un importante politico britannico, né aver avuto l’assenso individuale di un dirigente regionale”. Sulla querelle nata intorno al progetto di resort – Oasi Sarparea - in area sottoposta a vincolo, nei pressi di Sant’Isidoro (Nardò), sono intervenuti questo pomeriggio il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, e l’assessore alla Qualità del territorio, Angela Barbanente (nella foto, sotto), richiamando l’obbligo del rispetto delle procedure e garantendo che la Puglia non si svende, nemmeno ad una regina. Non solo: sulla vicenda, definita “opaca”, consegneranno alla procura di Lecce un dossier.

I proponenti sono Alison Deighton, moglie del sottosegretario al Tesoro del governo di Sua Maestà, e Ina Taylor, uomo d’affari attivo nel settore petrolifero. Dopo aver ricevuto il preavviso di diniego ad una lottizzazione che prevede 250 villette da costruire in un uliveto, per un costo di circa 70milioni di euro e 150mila metri cubi di cemento, hanno fatto ricorso al Tar, con successo. Ora si è in attesa del giudizio del Consiglio di Stato cui la Regione si è appellata.

Nella conferenza odierna gli esponenti del governo pugliese hanno ripercorso l’iter della vicenda, tenendo fermo il punto. Dopo aver ricordato che la valutazione della Regione ha fatto seguito al parere negativo della Soprintendenza già fornito nel 2010 (necessario in quanto l’area è sottoposta a vincolo trattandosi di un uliveto barbanente_lecce 004-5almeno quattrocentesco), l’assessore Barbanente ha precisato anche che quel terreno era edificabile per il piano regolatore generale, ma che quest’ultimo non era stato adattato al piano urbanistico tematico territoriale: “Se chi ha venduto alla signora il terreno non le ha chiarito l’incertezza sulla natura giuridica del suolo – ha commentato sul punto la Barbanente –, ha omesso di precisare una cosa fondamentale”.

Numeri alla mano, Vendola ha respinto agli avversari politici (di cui si riferisce a parte) l’accusa di essere un freno allo sviluppo: “Dal 2010 al 2013 sono stai ben 165 i pareri rilasciati su piani edilizi esecutivi e ci sono stati solo 9 dinieghi”. Il presidente ha anche fatto riferimento alle frequenti mire speculative su quella parte del territorio salentino, citando la storia di Renata Fonte, assassinata nel 1984 e nel corso della sua attività politica e amministrativa impegnata in prima linea nella difesa dell’ambiente e del paesaggio neretino. In quel periodo erano ben note le mire edilizie sulla zona di Porto Selvaggio.

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