Ugl ai big del centrodestra: "Basta disfide, non dimenticate i problemi reali"

Antonio Verardi, segretario territoriale, scrive una lettera aperta a Mantovano, Fitto, Ruggeri, Pagliaro, Pellegrino. "Ricordo a tutti che migliaia di famiglia non hanno accesso ai beni di prima necessità"

Foto dal profilo Facebook di Ugl Lecce.

LECCE - Non importa il chi, piuttoso il come. Antonio Verardi, segretario territoriale dell'Ugl, ha scritto una lettera aperta ad alcuni dirigenti del centrodestra per invitare la coalizione a tenere bene a mente le emergenze sociali del Salento senza lasciarsi andare ad inutili polemiche durante la campagna elettorale già in corso. Destinatari della pubblica missiva, Raffele Fitto, Alfredo Mantovano,  Totò Ruggieri, Paolo Pagliaro, Adriana Poli Bortone, Paolo Pellegrino. "Risparmiati", invece, il sindaco di Lecce, Paolo Perrone, e il presidente della Provincia, Antonio Gabellone.

"Nei momenti di confronto politico, al di là delle ragioni di parte, degli equilibri di corrente, delle comprensibili strategie per vincere un importante  sfida elettorale, è prioritario, portare al centro del dibattito le esigenze sociali di un territorio. Questa attenzione non solo arricchisce di fatto il confronto, ma coinvolge maggiormente i cittadini, che hanno così un chiaro quadro, di quello che potrebbe essere l’opportunità di un determinato risultato per lo sviluppo socio-economico".

"Ricordo a me stesso - prosegue Verardi -, che vi sono migliaia di famiglie che non hanno la possibilità di beni di prima necessità; che vi è una maggiore richiesta di cassa integrazione che ci offre un dato parallelamente preoccupante dell’aumento del precariato e della difficoltà d’impresa; che il nostro territorio è sempre più l’obiettivo geografico dei popoli in fuga da condizioni anti-democratiche; che nonostante la nostra potenzialità e professionalità d’Impresa, siamo sempre più tagliati fuori dalla comunicazione con il resto della nazione, del bacino del Mediterraneo, anche per l’assenza di opportune infrastrutture".

"Questi temi - sottolinea Verardi -, sono l’unico punto di domanda dei cittadini, ai quali poco importa se è più bello Sempronio invece che Caio, se non nella misura in cui uno degli sfidanti offre maggiori garanzie per affrontare dette emergenze, dette necessità. Credo molto nello strumento della politica, perché è la chiave di volta per la risoluzione dei problemi, anche se di contro, se usato solo per le “disfide” rischia di essere l’ecatombe di tutte le speranze dei cittadini".

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