Il disseccamento spaventa Andriukaitis. Il ministro Martina: "Bene ricerche su leccino"

Il commissario europeo alla Salute ha effettuato alcuni sopralluoghi tra gli uliveti, nei dintorni di Trepuzzi e nel Gallipolino. Accorato l'invito ad agire subito, accolto subito del governatore Emiliano che ha dichiarato: "Finito il tempo del dolore stupefatto"

Da sinistra il commissario Silletti, il ministro Martina, il commissario Andriukaitis e il governatore Emiiliano.

LECCE – Tre come le ore d’attesa, tre come le domande ammesse, tre i rappresentanti politici a prendere la parola. C’è una ricorrenza numerica nella conferenza stampa con la quale si è concluso il blitz nel Salento del commissario europeo alla Salute, il lituano Vytenis Andriukaitis.

L’esponente del governo europeo, accompagnato del ministro delle Politiche Agricole, Maurizio Martina, dal governatore della Puglia, Michele Emiliano e dal commissario Giuseppe Silletti, si è detto molto preoccupato dell’eventualità che il disseccamento dell’ulivo possa colpire altre specie: “Abbiamo perso molto tempo – ha dichiarato – e bisogna agire abbattendo gli alberi malati per salvare la maggioranza. Gli ulivi sono un patrimonio di questa terra così come le chiese barocche di Lecce”.

Andriukaitis nel primo pomeriggio ha ricevuto sindaci, associazioni di categoria e comitati, perché uno degli scopi del sopralluogo era quello di trasmettere l’immagine di un apparato europeo che non decide sulla testa degi abitanti delle periferie del Vecchio Continente, ma che addirittura le ascolta a domicilio laddove necessario. Certo, lo ha fatto dopo un briefing istituzionale in una nota masseria del territorio, al termine di un giro rapido nel nord Salento e nel Gallipolino dove il commissario ha toccato con mano le conseguenze del disseccamento. Portando via con se il quadro di una desolazione "terrificante".

“E’ finita l’epoca del dolore stupefatto e si deve liberare la ricerca dopo aver elaborato il lutto” – ha commentato il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, che non ha risparmiato una stoccata polemica a chi lo ha preceduto: “La politica oggi ci mette la faccia e non delega all’osservatorio fitosanitario regionale o all’apparato scientifico”. Il ministro Martina ha pungolato gli ambientalisti sulla questione delle eradicazioni ricordando che in Puglia sono stati abbattuti volontariamente 100mila ulivi per ognuno degli ultimi tre anni e che non gli è parso di aver notato chissà quale moto di sdegno.

Tutti e tre soi sono mostrati convinti della necessità di passare all'azione senza più tentannamenti: Le misure di contenimento contro la diffusione del batterio della Xyella fastidiosa, insomma, verranno eseguite così come previsto dall’ultimo decreto: a partire dall’abbattimento delle piante infette e di quelle ospiti nel raggio di 100 metri nel focolaio di Oria, e da un monitoraggio serrato nella cosiddetta zona cuscinetto, che si trova appena oltre il limite della provincia di Lecce, considerata da tempo interamente compromessa. Per raggiungere la soglia delle 80mila analisi in laboratorio (fino ad oggi sono state olre 30mila e hanno riguardato anche altre regioni italiane), il ministro ha dato disposizioni affinché 500 tecnici del corpo forestale dello Stato siano qualificati come agenti fitosanitari.

Martina ha anche rivendicato di aver sventato conseguenze peggiori che pure si stavano profilando in ambito europeo a causa della pressione di altri paesi sul blocco delle esportazioni di specie vegetali e di essere a buon punto anche sulla questione della vite che, dagli esiti di uno studio preliminare, parrebbe immune al batterio e che quindi potrebbe essere “riabilitata” nei prossimi mesi. Non solo. Ricerche promettenti sono in corso anche sulla varietà leccino che il comitato Voce dell’Ulivo ha indicato – insieme ad altre – come potenziale tollerante e resistente: nessun esemplare di questa cultivar, infatti, avrebbe manifestato sintomi di disseccamento. E l’alleanza dei produttori ha più volte annunciato di voler sfidare il divieto di reimpianto.

L’esponente del governo italiano ha dichiarato di aver firmato il decreto che ufficializza lo stato di calamità: questa nuova cornice giuridica consente sospensione delle rate dei mutui e dei contributi assistenziali e previdenziali e l’erogazione di 11 milioni di euro come indennizzi alle aziende agricole colpite, che hanno 45 giorni di tempo per presentare richiesta a condizione che dimostrino un calo di almeno il 30 per cento della produzione lorda vendibile. Per quelle che attesteranno una diminuzione inferiore, ma anche per le ditte vivaistiche non agricole e per i proprietari non agricoltori invece ci sarà una parte delle dotazione finanziaria che fa direttamente capo al commissario Silletti e che ammonta a circa 13 milioni di euro. Sul fronte della ricerca il ministro ha parlato di un centro sperimentale attivo su scala nazionale ma che avrà il suo “cuore pulsante” nel Salento. 

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