"Un volano per i consumi e l'economia": il reddito di cittadinanza ai blocchi di partenza

Il consigliere regionale Trevisi spiega chi sono i beneficiari, le opportunità e i limiti dell'assegno mensile erogato da aprile in poi. E ai detrattori risponde: "Così crescerà il Pil del Paese"

Foto di repertorio

LECCE – Un incentivo per le famiglie e un volano di sviluppo per l’economia grazie alla ripresa dei consumi: così Antonio Trevisi, il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, annuncia l’introduzione del vituperato reddito di cittadinanza.

La misura del governo giallo-verde viene presentata, con annessi e connessi, nel tardo pomeriggio di oggi nel quartier generale leccese dei pentastellati. Oltre a Trevisi saranno presenti il candidato sindaco, Arturo Baglivo ed il consigliere comunale di Castrignano de’ Greci, Sergio Zaminga.

Quelle odierno è il primo di una lunga serie di incontri che gli esponenti pentastellati, compresi i parlamentari, terranno con i cittadini in tutto il Salento per fornire indicazioni utili alla presentazione della domanda. Il reddito è in dirittura d’arrivo, infatti, e dal 6 marzo gli aventi diritto potranno presentare richiesta, nelle forme previste, così da beneficiare dei famosi 780 euro stanziati già ad aprile.

Un altro obiettivo dei pentastellati è quello di sgombrare il campo dai dubbi e dalle “false informazioni” che generano confusione. Una su tutte, spiega Trevisi, la “furbata” del cambio di residenza last minute che si concretizzerà in una perdita di tempo. A far fede nella domanda sarà infatti l’indirizzo di residenza che compare sull’Isee.

Il movimento 5 stelle pare essersi attrezzato sin dal principio per contrastare gli escamotage più fantasiosi inventati per ottenere il reddito o la pensione di cittadinanza. “Abbiamo usato tutti gli accorgimenti necessari per erogare l’assegno solo a chi ne ha veramente diritto – spiega il consigliere -. Chi pensa di poter abbinare un lavoro in nero, ad esempio, andrà in contro a procedimenti penali perché ha dichiarato il falso e soprattutto è difficile che, tra corsi di formazione e attività socialmente utili, possa restare molto tempo libero per svolgere anche una professione non dichiarata”. Niente esclude che ci possano essere delle falle nel sistema che però, avvisa il pentastellato, sono fisiologiche e verranno corrette strada facendo.

Il punto è un altro. Ovvero “l’aver varato una misura di contrasto alla povertà che ridurrà la forbice delle disparità sociali”. “La crisi non ha impoverito tutti ma ha messo in ginocchio il ceto medio e solo in Italia, a differenza del resto dell’Europa, Grecia esclusa, mancava una forma di sostegno al reddito. Siamo felici di aver mantenuto una promessa elettorale che era anche il cavallo di battaglia del movimento dal lontano 2010 e i primi risultati concreti, sulla crescita del Pil, si vedranno da aprile in poi”, sostiene Trevisi.

Alle accuse di aver introdotto una sorta di “mancia elettorale” o di aver messo in atto una “vuota strategia di comunicazione politica”, il consigliere pentastellato risponde a muso duro: “Questi non sono gli 80 euro di Renzi: il reddito era già previsto nel programma del Movimento da tempi non sospetti e non ha a che vedere con la campagna elettorale”.

Ridicolo, poi, che le polemiche vengano sollevate da una certa area della sinistra che dice di aver a cuore gli ultimi – incalza Trevisi -. Anche Gianni Cuperlo ha sostenuto la bontà del reddito di cittadinanza mentre il resto del Pd, che rimane arroccato su posizioni ottuse, continua a perdere consensi”.

Ricapitolando, quindi, i 780 euro mensili non faranno comodo solo alle tasche impoverite del ceto medio, ma saranno agganciati ai consumi: “L’immissione di liquidità rimetterà gradualmente in moto l’economia che stagna a causa della crisi – aggiunge Trevisi -. Per ora stiamo scontando ancora le misure dei governi precedenti ma a breve raccoglieremo i frutti delle nuove azioni politiche, indispensabili per questo Paese, come il daspo sulla corruzione che porterà grandi benefici”.

Come funziona il reddito di cittadinanza

Tutte le informazioni utili sono reperibili on-line o presso gli sportelli dell’Inps, dei Caf e sulla piattaforma Anpal. Insieme al consigliere Trevisi abbiamo però predisposto una sintesi utile ad orientarsi.

La domanda per accedere al reddito potrà essere presentata a partire dal 6 marzo e i soldi saranno erogati tramite un bancomat emesso da Poste Italiane. Gli euro che non saranno spesi nell’arco di un mese, saranno decurtati del 20 percento sull’assegno del mese successivo.

“Beneficerà dell’assegno chi non ha reddito né case di proprietà. Nel caso di una sola casa di proprietà, il reddito erogato sarà pari a 500 euro. È prevista anche un’integrazione per chi percepisce la pensione di invalidità e svolge un lavoro retribuito al di sotto della soglia di povertà, fino ad arrivare alla cifra complessiva di 780 euro”, puntualizza Trevisi.

Come è composta la platea dei beneficiari

L’Isee del nucleo famigliare non dovrà superare i 9 mila e 360 euro annuali. Il patrimonio immobiliare, esclusa la prima casa di proprietà, dovrà aver un valore complessivo di 30 mila euro al massimo. Il patrimonio finanziario, poi, non dovrà superare la soglia dei 6 mila euro annuali. In più, i beneficiari non devono aver acquistato un’auto nuova nei 6 mesi precedenti alla presentazione della domanda.

Ancora: sono esclusi quei cittadini che, nei 2 anni precedenti, abbiano acquistato auto o moto di lusso; quindi un’automobile di cilindrata superiore ai 1.600 cc o una moto di cilindrata superiore ai 250 cc.

Come spendere l’assegno e i limiti connessi

L’assegno potrà essere utilizzando, mensilmente, per acquistare qualunque bene di consumo e pagare le utenze. I beneficiari potranno anche prelevare un quantitativo minimo di contanti per spese extra, commisurato però ai componenti del nucleo famigliare. Mensilmente è previsto un solo bonifico per il pagamento di una rata del mutuo della casa o dell’affitto di un appartamento.

Per godere del reddito di cittadinanza (diversamente dalla pensione di cittadinanza) è necessario dimostrare un impegno attivo nella ricerca di un’occupazione, così da uscire dalla mera logica assistenzialistica.

“Bisognerà innanzitutto rivolgersi ai Centri per l’impiego o utilizzare la piattaforma Anpal (Agenzia nazionale politiche attive per il lavoro) per presentare la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro. Il reddito dura 18 mesi durante i quali occorrerà rispondere alle domande di lavoro, con tre possibilità: accettando un impiego nel raggio di 100 chilometri di distanza da casa (1° opzione); di 250 chilometri da casa (2° opzione) o in tutta Italia (3° e ultima opzione)”, puntualizza Trevisi.

Ci sono 18 mesi di tempo, trascorsi i quali, nel caso in cui non arrivasse alcuna proposta di lavoro, il reddito potrà essere prorogato per ulteriori 18 mesi. Infine la misura prevede un obbligo alla formazione professionale costante e la disponibilità a svolgere alcune ore ino lavori socialmente utili presso il Comune di appartenenza. Tutte le informazioni complete sono disponibili sul sito dell’Inps, dei Caf, chiamando il call center al numero 800 803 164, collegandosi al sito www.redditodicittadinanza.it o sulla piattaforma Anpal.

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