Discoteca su uliveto colpito da xylella, Casili e Blasi accusano Regione di complicità

Il consiglio comunale di Taviano ha dato il via libera, ma i due consiglieri regionali insorgono. L’esponente del Pd ricorda l’approvazione dell’emendamento anti speculazione e annuncia una nuova modifica per estendere il divieto di costruzione

Foto d'archivio.

LECCE – Per il sindaco di Taviano, Carlo Deodato Portaccio, il voto unanime del consiglio comunale è la dimostrazione dell’opportunità che si vuol cogliere in termini occupazionali, per il consigliere regionale del Pd, Sergio Blasi e per il collega del Movimento Cinque Stelle, Cristian Casili, una furbizia alla quale bisogna porre rimedio.

L’oggetto del contendere è la realizzazione di una discoteca su terreni interessati dal disseccamento rapido dell’ulivo. Un’operazione in extremis perché è trascorso quasi un mese dall’approvazione in Commissione Agricoltura di un emendamento anti speculazione che attende di essere votato dal Consiglio regionale.

“Qui è in ballo una questione politica di fondo – ha commentato l’esponente del Pd con qualche riferimento polemico anche al presidente Emiliano -: si possono istituire tutte le task force di scienziati del mondo, annunciare qualunque cosa sui giornali, reclamare fondi per la ricerca e sventolare piani di contrasto al batterio. Ma se poi si consentono operazioni di questo genere, con il beneplacito della Regione, è chiaro che si sta gettando solo fumo negli occhi ai cittadini. Li stessi ai quali si chiede di avere pazienza di fonte alle eradicazioni”.

Per il pentastellato Casili “I comuni come Taviano che hanno strumenti urbanistici obsoleti e anacronistici, devono  essere obbligati ad adeguarli ai nuovi indirizzi di pianificazione del territorio fino ad allora la Regione Puglia deve annullare queste conferenze di servizi aventi in oggetto richieste di deroga agli strumenti urbanistici comunali visto il processo messo in atto nella governance del territorio. E’ inconcepibile che le nostre campagne si trasformino in discoteche senza preoccuparsi delle ulteriori ricadute che un tale atto di trasformazione può comportare sulle condizioni già critiche della nostra agricoltura”.

Blasi ha quindi annunciato la presentazione di un ulteriore emendamento per imporre il divieto di costruzione non solo per le varianti urbanistiche ma anche per i permessi a costruire “anche laddove si è fatto in tempo ad adottare varianti”.

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