Xylella, mozione di sfiducia per la politica: "Pronti alla disobbedienza civile"

Il Coordinamento a difesa della Terra e degli ulivi ha scritto ai vertici delle istituzioni regionali perché si prenda posizione chiaramente e concretamente contro le misure previste dal piano di intervento contro la diffusione del batterio

LECCE  - C'è la firma del coordinamento a difesa della Terra e degli ulivi in calce alla "sentenza" di condanna politica emessa nei confronti della Regione Puglia e di tutti i rappresentanti in seno al consiglio, indipendentemente dall'appartenenza, sulla vicenda relativa al batterio della Xyella fastidiosa e del disseccamento rapido dell'ulivo.

Il rinvio del consiglio previsto per il 29 aprile e il mancato inserimento in quello programmato per il 5 magio di un ordine del giorno sulle misure di eradicazione e contenimento proposte dal comitato permanente europeo, hanno di fatto spezzato quel flebile contatto che ancora c'era tra le istituzioni e le realtà associative - ReAzione Castrì, Comitato No al Carbone, Acqua Bene Comune Puglia, Spazi popolari Aps - che più radicalmente si oppongono agli abbattimenti degli alberi e all'impiego di pesticidi per arginare la proliferazione degli insetti vettori del batterio. 

L'alternativa è dunque chiara: o verranno adottate, "con trasparenza e vigore tutte le misure volte alla tutela e difesa dei cittadini che rappresentano e della terra che governano", oppure sarà dichiarata la disobbedienza civile come invito alla resistenza a qualsiasi attacco al territorio, per quanto autorizzato da atti di legge. La messa in mora della classe politica regionale è stata condivisa anche dai Sud Sound System.

Contro il piano Silletti anche l’associazione dei Comuni.

Gli interventi previsti dal piano affidato al commissario Giuseppe Silletti per cercare di fermare il batterio della Xylella fastidiosa non piacciono nemmeno all’associazione dei Comuni, che per bocca del presidente della sezione pugliese, Luigi Perrone, ha preso una posizione ufficiale: “ Il provvedimento avrà un devastante impatto ambientale, economico e sociale nella Regione. Preoccupa anche il blocco previsto dell’esportazione di circa 150 specie vivaistiche provenienti dalla ‘zona infetta’ che riguardano anche la vite, su cui non è mai stata riscontrata la presenza della Xylella.

“Illustri esperti sostengono che il disseccamento degli ulivi sarebbe principalmente dovuto all’abbandono e alla trascuratezza dei terreni e allo smodato utilizzo di prodotti chimici tossici. Proprio dai rilevamenti svolti dalla Commissione Europea, si evince che sulla gran parte dei campioni di rami e foglie disseccate analizzate,  solo su una minima parte sarebbe stata rinvenuta la Xylella fastidiosa”.

 “Le risorse straordinarie stanziate rischiano di rivelarsi un mero palliativo se non indirizzate nella giusta direzione. La Commissione Europea deve riflettere sulle gravi conseguenze del provvedimento,  verificare puntualmente la situazione sul territorio, tenendo conto della valide soluzioni alternative, le buone pratiche colturali o il ricorso all’agricoltura biologica, peraltro sostenuta dalle consistenti risorse dei Piani di Sviluppo Rurali regionali”.

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