Finocchio di mare in aceto

Settembre è il mese delle conserve dolci e salate, le confetture di frutta estiva, l'uva sotto alcool, i fichi secchi con la mandorla e poi ancora i pomodori secchi sott'olio e le melanzane

foto Maya Ciraci-3
Settembre è il mese delle conserve dolci e salate, le confetture di frutta estiva, l'uva sotto alcool, i fichi secchi con la mandorla e poi ancora i pomodori secchi sott'olio e le melanzane e i peperoni e la conserva piccante di peperoncini......una ricca dispensa che riscalderà le fredde serate invernali

Ingredienti:
Ramoscelli di finocchio marino
aceto di vino bianco

Preparazione:

raccogliete i rametti di finocchio spezzandoli con le mani in modo da staccare solo la parte tenera comprese foglie ed infiorescenze. Lavate delicatamente eliminando le foglioline ingiallite e le parti ancora un po' fibrose. Adagiate su di un canovaccio asciutto e lasciate riposare per una mezza giornata ad ammaccare leggermente.

Distribuite in vasetti di vetro ben asciutti e ricoprite con dell'ottimo aceto di vino bianco. Attendete qualche minuto per far assestare il liquido sempre al di sopra delle verdure ed eventualmente aggiungetene dell'altro prima di richiudere ermeticamente.
Conservate in luogo fresco ed asciutto ed attendete almeno 30 giorni prima di consumare.

Tempo di preparazione: 20'
difficoltà: bassa
riposo: 30 gg
stagione consigliata: estate

Varianti:
conservare in olio extravergine di oliva. Oppure dopo una leggera lessatura in teglia cosparso di mollica di pane e condito con olio, aceto, aglio e menta da passare in forno a gratinare.

Curiosità:
è una delle prime specie vegetali presenti nel Salento leccese, tanto da essere nota con diversi nomi dialettali come "crìtimi o crìtimu, ripili, trìtimu, erva ti mare o salissia" da non confondere con il finocchio selvatico, quello di mare, infatti, cresce spontaneamente sulle scogliere lungo i litorali proteso verso il mare. Il suo aroma deciso, pur ricordando quello del finocchio comune, è più sapido per i frequenti spruzzi dell'acqua di mare e anche un po' piccante.

Non viene usata in tutte le zone ma solo in alcuni paesi e come tante erbe spontanee rischia di essere dimenticata.

Si raccoglie da maggio fino a fine agosto, ma anche a settembre se il caldo persiste.
Viene quasi esclusivamente conservata in aceto, nel basso Salento anche sott'olio ed è usata per accompagnare carni, per arricchire insalate e frise, per insaporire sughi e farcire focacce (http://www.cookingexperience.it/food/ita/felicita.html).

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