Frittelle di pasta lievitata "Le Pittule"

"Pittule e Novello" un connubio di amorosi sensi, che coinvolge ed appassiona i palati più raffinati

foto Maya Ciraci-4
Ingredienti per 6/8 persone:

500 g di farina 00
1 panetto da 25 g di lievito di birra
200 ml circa di acqua tiepida
2 cucchiaini di sale
olio di semi di arachide

Preparazione:

In una pentola capiente riscaldate dell'acqua e tenere da parte in una brocca ed in quella stessa pentola versate la farina e il sale.
Usate una parte dell'acqua, circa una tazzina, ormai tiepida, per sciogliere il lievito e versate sulla farina iniziando a lavorare l'impasto con una mano e con una certa forza.

Continuate ad aggiungere acqua e lavorate per circa 10', sbattendo ripetutamente sulle pareti della pentola. L'impasto dovrà risultare molto morbido e colloso tanto da rimanere attaccato sulle dita. Coprite la pentola con un canovaccio o con un coperchio e lasciate lievitare in un luogo caldo, almeno per 1 ora, ma anche alcune ore, fino a quando sarà triplicato di volume.

Riscaldate abbondante olio per friggere e versare all'interno l'impasto a cucchiaiate (bagnando ogni volta due cucchiai) o stringendo una pallina di pasta tra l'apertura del pollice. Le frittelle devono galleggiare nell'olio ed essere rigirate per colorire in modo uniforme. Scolate, appena raggiungono un colore giallo oro, su carta assorbente. Servite caldissime.

Tempo per la preparazione: 15'
lievitazione: 1h min.
difficoltà: bassa
stagioni consigliate: tutte

Vino consigliato: Salice Salentino Doc Rosso Novello

Varianti:
nell'impasto base si possono aggiungere altri ingredienti: pomodorini, olive nere denocciolate, capperi, acciughe sott'olio, cime di cavolo lesse, cime di rape stufate, baccalà in umido, borragine lessa, ed ancora zucchine o funghi trifolati, carciofi, cozze ecc.

Curiosità: questa è una tra le tante ricette salentine le cui origini si perdono nel tempo. Le "pittule o pittole, pèttole o pèttule" che dir si voglia, venivano preparate quasi esclusivamente nei giorni di festa. Con i loro ingredienti, ricordano ancora una volta il pane: farina, acqua, lievito e sale, semplici ma molto stuzzicanti, un involucro croccante che racchiude un cuore di pasta morbida.

Molti ristoratori locali le propongono come antipasto fisso magari con qualche nota innovativa, come le più sfiziose "pittule" con le cozze di mare. Nelle famiglie, invece, restano una consuetudine per le ricorrenze religiose, come per San Martino, ottime con un buon bicchiere di vino novello, per la vigilia dell'Immacolata, per quella di Natale, di Capodanno e Pasqua. Da provare al naturale, anche fredde il giorno dopo, inzuppate nel miele, oppure nel cotto di vino o di fichi, o semplicemente ripassate nello zucchero, per una dolcissima colazione.
Potrebbe interessarti

Attendere un istante: stiamo caricando i commenti degli utenti...

Commenti (6)

  • Avatar anonimo di Chiara
    Chiara

    Ma se vogliano fare un chilo di  farina Per un chilo di farina. Che bisogna fare  

  • Avatar anonimo di Anonimo
    Anonimo

    ..Gianna, anche grazie alle tue ricette sto facendo apprezzare sempre di più il Salento ai miei amici ..cuneesei. Continua così.

  • Sono proprio contenta dei vostri commenti, ed è assolutamente corretto l'uso dell'olio extravergine di oliva per la frittura delle pittule e non solo, infatti, nella ricetta che ho scritto (in tempi non sospetti) su www.salentonelpiatto.it trovate l'olio d'oliva. Volevo proprio vedere quanti riuscivano a mandare giù l'olio di semi...... Spero di ricevere ancora commenti e critiche, senza necessariamente, provocare. Grazie mille.

  • pittule...attesissime per la vigilia ,il 7 dicembre, cosi come per il 24 dicembre!semplicemente senza nulla ma anche con pezzettini di tonno e di acciughe! l'olio....esclusivamente extra vergine d'oliva...siamo nel salento terra di olio extra!

  • Avatar anonimo di Anonimo
    Anonimo

    Le ricette inserite risentono un poco di una certa modernità, o meglio di certi usi di oggi. Ho 71 anni e ricordo che le pìttule si facevano la vigilia dell'Immacolata, a S. Lucia la vigilia di Natale e di Capodanno. Erano solo di pasta lievitata e qualcuno aggiungeva un poco di miele. Si usava anche aggiungere nella pasta lievitata o il cavolfiore, o le rape o le cicorie (verdure sempre lesse). Solo negli ultimi anni si è diffusa l'usanza di presentare le pittule in tutti i giorni dell'anno, specialmente nel ristoranti. Comunque vanno benissimo altre varianti con alici salate, capperi, pomodori d'inverno, baccalà, olive nere snocciolate, ecc. Quanto all'olio, resto sempre legato alla tradizione e uso l'olio di oliva, tradizionale, e che regge meglio il calore per la frittura. L'oliodi semi che si usa nei ristoranti, puzza e rende poco appetibili le pittule.

  • ...vorrei esprimere due dubbi. Mia nonna prima e mia mamma adesso usano l'olio d'oliva. Gli altri oli avranno i loro vantaggi ma non credo che fossero impiegati nella cucina tradizionale. Le pittule si preparano di solito alla vigilia dell'Immacolata e di Natale. Adesso anche a San Martino, che però ha poco di religioso. Anzi, a ben pensarci assolutamente niente. Questa rubrica comunque mi piace molto e spero di trovarvi sempre cose interessanti come le pittule (mi è venuta l'acquolina)

Notizie di oggi

  • Politica

    Sul suicidio della destra il vento del cambiamento soffia trasversale

  • Politica

    Salvemini, la sfida più difficile è la rivoluzione della burocrazia comunale

  • Incidenti stradali

    Dopo la tragedia, altri due incidenti in poche ore: muoiono un 40enne e una 35enne

  • Casarano

    Giornalista già minacciata ritratta in una fossa. Il sindaco rieletto: “Non commento”

I più letti della settimana

Torna su
LeccePrima è in caricamento