Boom di nascite a Galatina: nel reparto maternità s'inverte il trend del calo demografico

Sono 179 i neonati venuti al mondo nel 2019, nella maggior parte dei casi le mamme non hanno fatto ricorso al cesareo. D’Ambrogio: "Lavoriamo per cambiare la mentalità delle gestanti"

Foto di repertorio: l'ospedale di Galatina

GALATINA - Il nuovo anno ha portato bene al reparto maternità di Galatina. Nei primi tre mesi le nascite sono aumentate, infatti, del 17 percento e si contano già 179 parti. Nella maggior parte dei casi, non è stato nemmeno necessario ricorrere all’intervento chirurgico del cesareo.

Dal reparto di Ostetricia dell’ospedale di Galatina, tra i pochi che si sono salvati dalla scure del piano di riordino sanitario, arriva quindi un segnale interessante che da un lato testimonia l’attenzione ai più piccoli ed alle mamme del personale medico e paramedico, d’altra parte il trend alza la media delle nascite in calo.

Il risultato è stato valutato positivamente dal direttore del reparto, Gerardo D’Ambrogio che si è detto contento del calo dei parti cesarei che, fino a pochi addietro, andavano per la maggiore in tutti i reparti maternità del Salento. E non solo.

“Dei 179 parti -ha spiegato- solo 34 sono primi cesarei, mentre in altri 28 casi si è trattato di donne precesarizzate. Considerando solo i primi cesarei stiamo viaggiando sotto il 19 per cento, a fronte di una media nazionale del 20-22. Aggiungendo anche le precesarizzate ci attestiamo intorno al 35 per cento, circa sette punti percentuali in meno rispetto al passato”.

“Stiamo tentando di invertire il trend  dei parti cesarei storicamente elevato in questa struttura ma non è semplice – ha confermato D’Ambrogio –: si tratta di cambiare la mentalità delle future mamme, di convincerle che il parto naturale è la scelta migliore anche per i neonati”.

Nel 2018 il reparto ha sfiorato gli 800 parti, 794 per l’esattezza, e vista la tendenza positiva in atto, per il 2019 l’obiettivo è superare questa soglia.

L’altra faccia della medaglia, in un reparto che ha naturalmente una doppia vocazione, è legata agli interventi ginecologici in regime di ricovero e ambulatoriale.

In particolare, nei primi tre mesi dell’anno sono stati eseguiti 32 interventi maggiori (compresi adenocarcinomi), 66 in day surgery, oltre a 114 isteroscopie ambulatoriali (una procedura poco invasiva) e 121 ecografie morfologiche.

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