Punto Lila salento e Arcigay Salento in piazza contro l’Aids

In occasione del World Aids Day, il 1° dicembre

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccePrima

Il 1° dicembre, in occasione del World Aids Day 2019, la Giornata Mondiale contro l’AIDS, l’Amministrazione comunale di Lecce, accogliendo e facendo anche propria la proposta avanzata dal Punto LILA Salento e da Arcigay Salento, ha illuminato il Palazzo del Seggio nel centro storico di Lecce con il colore rosso del Red Ribbon, il fiocco rosso simbolo internazionale della lotta contro l'AIDS e della solidarietà nei confronti delle persone che vivono con HIV.

“È il secondo anno” commenta il dott. Stefano Linciano, referente del Punto LILA Salento “che il Comune di Lecce si schiera al nostro fianco per realizzare questa iniziativa che mira simbolicamente ad accendere i riflettori su un virus che sembra essere dimenticato, ma che ogni anno continua a diffondersi con un numero quasi costante di nuove infezioni, specialmente tra la popolazione più giovane, come confermato dai dati diramati dall’Istituto Superiore di Sanità.”

“È importante sostenere iniziative come questa” aggiunge il dott. Gianmarco Caniglia, presidente di Arcigay Salento “non solo il 1° dicembre, ma durante tutto il resto dell’anno. La sensibilizzazione deve partire non solo dalle comunità coinvolte, ma anche dalle istituzioni, dalle famiglie e dalla società tutta, avendo riguardo specialmente ai più giovani.” Con l’occasione, i volontari delle due associazioni hanno tenuto un banchetto informativo per favorire la promozione di messaggi di sensibilizzazione e di prevenzione sulle tematiche HIV/AIDS e altre IST (Infezioni Sessualmente Trasmissibili) e la distribuzione gratuita di dispositivi di profilassi (condom e femidom).

“L’uso del preservativo resta il principale strumento di contrasto alla diffusione dell’HIV e delle altre infezioni sessualmente trasmissibili” aggiungono i due referenti, “ma di fondamentale importanza è anche fare il test HIV e cominciare a parlare di altre strategie di prevenzione come ad esempio l’utilizzo della PreP, ossia la profilassi pre-esposizione. Sappiamo infatti che oggi la gran parte delle trasmissioni avviene in maniera inconsapevole da parte delle persone che non sanno ancora di avere il virus. Le persone che vivono con l’HIV, che seguono la terapia e che hanno una carica virale irrilevabile da almeno sei mesi non possono infatti trasmettere l’infezione”.

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