Maxi concorso per mille e 130 infermieri: punto interrogativo sui precari

Il concorso regionale sarà bandito entro fine del 2019. Fsi Usae accende i riflettori su fuorisede e precari: "Riservare a chi lavora da 3 anni il 40 percento dei posti"

Foto di repertorio: un'assemblea degli infermieri precari

LECCE - Un'iniezione di infermieri in tutti gli ospedali pugliesi, per dare una boccata d'ossigeno agli operatori sanitari che vivono ormai con il fiato corto.

Questa la novità annunciata dal governo di via Capruzzi che prepara le carte per il concorso unico da bandire entro fine dell'anno.

Dalle indiscrezioni trapelate, il maxi-concorso dovrebbe prevedere una sola graduatoria per tutte le province, valida per tre anni.

La buona notizia è stata resa nota dal presidente Michele Emiliano che ha spiegato di aver recuperato i fondi necessari per le assunzioni dalle sforbiciate alla spesa farmaceutica e dai risparmi ottenuti con il piano di riordino ospedaliero.

Le modalità del maxiconcorso sono state approfondite nel corso della riunione con i direttori generali delle aziende sanitarie pugliesi e con le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl, Uil, Fials e Fsi-Usae. Erano presenti anche il consigliere del presidente Domenico De Santis, il direttore del dipartimento della Salute, Vito Montanaro e il direttore delle risorse umane, Giovanni Campobasso.

Il concorso si svolgerà all’Asl di Bari perché l'azienda dispone già di una piattaforma informatica pronta all’uso e dovrebbe riservare una percentuale di posti alla mobilità extraregionale.

In totale gli infermieri che verranno assunti attraverso sono mille e 130.

Il concorso rappresenta un'ottima occasione per i lavoratori, ma sta già facendo storcere il naso agli infermieri emigrati in altre regioni che, dopo anni di lontananza, aspettando solo di poter fare ritorno a casa.

E poi rimane da sciogliere il nodo dei precari che sono impiegati da almeno tre anni nel sistema sanitario regionale, con contratti a tempo determinato.

“Questo problema è stato oggetto del confronto tra Regione e sindacati – ha spiegato il segretario Fsi Usae Francesco Perrone - e in ballo ci sono le percentuali di posti riservati a ciascuna categoria nella graduatoria finale”.

La questione non è stata risolta definitivamente, ma l’intenzione di Emiliano pare essere quella di riservare ai precari il 40 percento dei posti, pari a circa 500 infermieri.

Fsi Usae si è appellata alle previsioni della legge Madia per chiedere quindi di destinare tale quota dei posti a tutti quegli infermieri che, nell’ultimo quinquennio, hanno lavorato almeno tre anni e che quindi potranno essere assunti a tempo indeterminato.

“La seconda possibilità è quella di procedere con la stabilizzazione del personale precario che ha raggiunto o raggiungerà i requisiti alla fine del 2019”, ha puntualizzato Perrone.

Il sindacato ha proposto inoltre di utilizzare le graduatorie, sia del concorso che della mobilità, fino ad esaurimento: “Questo per permettere ad una più vasta platea di infermieri di partecipare al concorso e per garantire un’adeguata assistenza anche negli anni a venire, senza dover ricorrere ai contratti a tempo determinato, procedendo con eterne proroghe e rinnovi”.

Fsi Usae, in extrema ratio, si è detta pronta a proclamare lo stato d’agitazione ed a farsi sentire in ogni sede competente per far valere i diritti dei lavoratori precari.

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