Proroga di un anno per il progetto "Minore". Asl intensifica i controlli sui pozzi

Sotto l'egida del nuovo direttore generale, il dipartimento di Prevenzione controlla anche i pozzi privati e le matrici alimentari. Più monitoraggi a Burgesi

Foto di repertorio: la sede della Asl di Lecce

LECCE - Monitorare la qualità dell'acqua, controllando i pozzi pubblici e privati, per assicurare ai cittadini salentini la salubrità dell'ambiente e tutelare la loro salute.

È questo l'obiettivo del progetto “Minore” varato dalla Asl di Lecce e affidato al dipartimento di Prevenzione coordinato dal dottor Giovanni De Filippis. Il progetto ha prodotto i primi risultati nel 2018 che hanno sostanzialmente certificato la non pericolosità dei pozzi gestiti dall'Acquedotto Pugliese. Gli esperti ne hanno monitorati già 104.

La buona notizia è che l'impegno sarà intensificato: è questa infatti l'intenzione del direttore generale Rodolfo Rollo. Tra i primi atti firmati dal numero uno di via Miglietta, vi è infatti la proroga di un anno del finanziamento per i monitoraggi, reso possibile grazie alla disponibilità economica garantita dal governo regionale.

Dopo aver ultimato il monitoraggio di tutti i pozzi salentini, insieme alle fontanine presenti nei comuni, sta per giungere a conclusione anche l'analisi dei numerosi pozzi privati presenti sul suolo provinciale.  

"Si tratta di un campione rappresentativo delle pressioni ambientali e antropiche subite dalla falda in tutte le più diverse aree della provincia. Le analisi comprendono una vasta gamma di parametri non controllati obbligatoriamente per legge: il glifosate e il suo metabolita Ampa, il radon, l'amianto, diossine, Pcb, metalli pesanti e altro", fanno sapere dagli uffici di via Miglietta.

Nel corso del prossimo anno il dipartimento di Prevenzione eseguirà, sempre insieme ad Arpa, approfondimenti su eventuali riscontri di sforamenti nei pozzi, nonché campionamenti aggiuntivi su matrici alimentari vegetali e animali.

Sotto la lente d'ingrandimento dell'azienda sanitaria è finita anche l'area di Burgesi, dove si teme che possano essere tombati rifiuti potenzialmente nocivi. I monitoraggi sono stati decisi dal governo di via Capruzzi, insieme ad Arpa e Cnr, ed è prevista anche un'attività di mappatura, al servizio della costituenda banca dati regionale, di tutti i pozzi autorizzati o da sanare. Proprio per far fronte a questi impegni, la Asl Lecce ha bandito 9 borse di studio per reclutare biologi e laureati in scienze ambientali.

Dal Salento è partita anche un'azione di stimolo nei confronti della Regione Puglia affinché, con l'uscita dal piano di rientro e col ritorno alla possibilità di assumere, vengano arricchiti gli organici dei dipartimenti di Prevenzione con l’assunzione di laureati in scienze ambientali, chimica, biologia, psicologia, sociologia, pedagogia, ingegneria.

Queste figure professionali sono indispensabili per rispondere in modo altamente qualificato alla nuova domanda di prevenzione che arriva dai cittadini ed ai nuovi compiti istituzionali anche in tema di salute e ambiente.

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